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    TUTTI VIRTUOSI QUANDO MINACCIANO LE TUE TASCHE... - LE NUOVE MULTE FANNO PAURA AI “FURBETTI”: CROLLATO DA IERI IL NUMERO DELLE SANZIONI - APPENA 1.515 I MULTATI CHE NON HANNO POTUTO GIUSTIFICARE LA LORO PRESENZA FUORI CASA. GIOVEDÌ LA PERCENTUALE ERA DEL 2,8%...


     
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    FRANCESCO GRIGNETTI per lastampa.it

     

    controlli controlli

    Primo giorno di controlli all’insegna delle nuove regole, nuovo modulo di autocertificazione (la quinta versione), e nuove sanzioni. Si è passati dalla denuncia alla magistratura con sanzione da 200 euro, quantomai improbabile, alla multa amministrativa, immediatamente esecutiva, che può andare dai 400 ai 3000 euro. Ed ecco gli effetti.

     

    Nella giornata del 26 marzo, sono state 183.578 le persone sottoposte a verifica. Sanzionate, 1.515. Ottime le percentuali: sono appena lo 0,8% quelli che non avevano una ragione valida per poter circolare. Se si guarda al giorno precedente, quando erano in vigore ancora le vecchie regole, la percentuale delle sanzioni era molto più alta: il 2,8% (ovvero 5.774 denunciati a fronte di 202.188 controlli).

     

     

    Sempre nella giornata di ieri, i denunciati per false generalità sono stati 69 (il giorno prima, 92). E quelli denunciati per un reato ripescato dagli archivi e ammodernato con l’ultimo decreto, ovvero la «inosservanza del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione perché risultati positivi al tampone», e che rischiano l’arresto da 3 a 18 mesi e un'ammenda da euro 500 a 5.000, sono stati 129.

     

    esercito controlli esercito controlli

    Proseguono allo stesso ritmo anche le verifiche sugli esercizi commerciali, ma qui i numeri delle violazioni sono generalmente molto bassi. Ieri ne sono stati controllati 95.073; sanzionati 148 titolari e in 21 casi ne è stata disposta la chiusura provvisoria. Il giorno prima erano stati visitati 92.445 esercizi commerciali e 101 erano stati i titolari denunciati; 23 le sospensioni.

     

    «I dati sui controlli e sulle denunce dimostrano che la stragrande maggioranza degli italiani è stata da subito consapevole della gravità della situazione e si è comportata di conseguenza», commentava ieri mattina la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. «Voglio ringraziare tutti gli italiani che in queste settimane stanno dimostrando un grande senso di responsabilità».

     

    Per le forze di polizia e le forze armate, l’impegno è gravoso. Sono impegnati allo spasimo polizia, carabinieri, guardia di finanza e anche la polizia locale dei singoli enti locali. A questi vanno aggiunti almeno 10mila soldati, ben oltre i 7000 che da venti anni a questa parte si affiancano agli agenti nelle operazioni di vigilanza detta «Strade sicure». Nulla di rivoluzionario, ma basta guardare le immagini per vedere sempre più soldati impegnati nei posti di blocco, specie a chiudere i tantissimi comuni-focolaio e perciò dichiarati «zona rossa».

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    Al riguardo, il gabinetto della ministra Luciana Lamorgese ha diramato un’ennesima circolare, dove si ricorda che «nel solco dei precedenti interventi normativi, il decreto legge rinnova l'attribuzione ai prefetti della funzione di assicurare, informandone preventivamente il ministro dell’Interno, l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, sentiti i competenti comandi territoriali, delle forze armate al cui personale, impiegato nell'applicazione delle misure di cui agli articoli 1 e 2 dello stesso decreto legge, è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza con provvedimento prefettizio. Appare evidente come la disposizione in esame s'inquadri nel generale contesto delle funzioni e delle prerogative riservate dalla legge al prefetto quale autorità provinciale di pubblica sicurezza».

     

     

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