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    TE C’HANNO MAI MANDATO? – È ALTAMENTE PROBABILE CHE IL MOVIMENTO 5 STELLE METTA AL VOTO SU ROUSSEAU UNA DEROGA ALLA REGOLA DEL SECONDO MANDATO, PER EVITARE CHE LA CLASSE DIRIGENTE PENTASTELLATA VENGA DECAPITATA - MA DI MAIO, COMUNQUE, È OUT: DI FATTO È STATO GIÀ COMMISSARIATO DA BUGANI-CASALEGGIO E DAI MOVIMENTISTI GUIDATI DA DIBBA – LE VOCI CRITICHE, COME AL SOLITO, SONO STATE MARGINALIZZATE…


     
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    LUIGI DI MAIO MATTEO RENZI LUIGI DI MAIO MATTEO RENZI

    Simone Canettieri per “il Messaggero”

     

    Prima la strategia spicciola: «Dobbiamo incastrare Salvini sul taglio dei parlamentari alla Camera: se dirà di sì eviteremo il voto, se lo farà saltare ci darà materia per la campagna elettorale». Luigi Di Maio - in ripresa dopo «la botta delle ultime 24 ore» - riunisce i big del M5S e prova a fare un punto sulle prossime mosse. Alla riunione ristretta ci sono Alessandro Di Battista Paola Taverna, Nicola Morra, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Massimo Bugani, Francesco D'Uva, Giancarlo Cancelleri, Stefano Patuanelli, Davide Casaleggio.

     

    DAVIDE CASALEGGIO MASSIMO BUGANI DAVIDE CASALEGGIO MASSIMO BUGANI di maio con paola taverna di maio con paola taverna

    Attenzione: i partecipanti sono fondamentali. Perché al caminetto grillino ci sono appunto il numero 1 e 2 di Rousseau. Sul tavolo c'è l'ipotesi di mettere al voto sulla piattaforma web la deroga al secondo mandato. Per evitare così che la classe dirigente pentastellata venga decapitata. La narrazione che si sta costruendo in queste ore è che vista la fine brusca del governo, andare alle urne senza nemmeno poter avere la spinta di big di peso sarebbe solo un altro regalo a Salvini.

    ROBERTO FICO ALESSANDRO DI BATTISTA ROBERTO FICO ALESSANDRO DI BATTISTA

     

    luigi di maio annuncia l'accordo per lo stabilimento pernigotti 4 luigi di maio annuncia l'accordo per lo stabilimento pernigotti 4

    Secondo quanto risulta a Il Messaggero il primo a essere favorevole a questa ipotesi è proprio Dibba. L'ex parlamentare è l'unico ad avere ancora una fiches da giocarsi, ma allo stesso tempo sa che, senza l'aiuto di tutti, sarebbe tutto molto più complicato. Una decisione vera e propria ancora non è stata presa, anche perché, è uno dei dubbi avanzati da Casaleggio, non si sa come potrebbe rispondere la rete (dunque i militanti) a questa sollecitazione. Bisogna prima costruire una storytelling sui social network per evitare l'effetto boomerang.

    di maio di battista di maio di battista

     

    IL CAPO

    «Questa crisi ci ha uniti», dicono gli uomini di Di Maio. Anche se nel corso della riunione è stato deciso che d'ora in poi il Capo politico non si muoverà più da solista. «Dobbiamo essere più orizzontali e meno verticali», è stato il pensiero di quasi tutti i presenti. A partire da Morra e Taverna, passando anche per Bugani, che nei giorni scorsi se n'è andato dalla segreteria di Di Maio sbattendo la porta e al termine di una guerra culminata anche con il taglio dello stipendio del numero 2 di Rousseau.

     

    BEPPE GRILLO ROBERTO FICO BEPPE GRILLO ROBERTO FICO

    D'ora in poi dunque ci sarà una cabina di regia intorno a Di Maio.  Alla riunione mancavano Beppe Grillo («Sta con Luigi») ma anche Roberto Fico («Il presidente della Camera è super partes»). Non solo, non sono stati invitate nemmeno altre anime critiche. Una di queste per esempio è Carla Ruocco, presidente della Commissione Finanze della Camera e già membro del direttorio M5S: «Il metodo non cambia. Prima di qualunque consultazione - dice Ruocco a Il Messaggero - dei parlamentari coinvolti e prima della assemblea, i giochi già sono stabiliti attraverso un incontro tra pochi, marginalizzando ancora una volta il Parlamento nel suo ruolo. Bisogna prendere il coraggio di decisioni drastiche sul metodo e sulla leadership».

    carla ruocco luigi di maio carla ruocco luigi di maio

     

    carla ruocco carla ruocco

    Il riferimento di Ruocco è all'assemblea congiunta dei gruppi parlamentari fissata per lunedì mattina. In questa occasione Di Maio è pronto a caricare le truppe affinché stanino Salvini proprio sul taglio delle poltrone. Allo stesso tempo, però, in molti almeno ieri sera erano pronti a chiedere le sue dimissioni da Capo politico. Una partita aperta, destinata però a non avere un finale traumatico. Soprattutto se - come sta prendendo quota in queste ore - il vicepremier pentastellato riuscirà in qualche modo a far passare la deroga per il secondo mandato.

    DI MAIO SALVINI CONTE DI MAIO SALVINI CONTE

     

    L'unica strada per tacitare le anime in subbuglio, ammesso che poi possa servire a qualcosa. Di sicuro Di Maio ha messo nel mirino Matteo Salvini gli dà «del giullare», lo accusa di non voler tagliare le poltrone in Parlamento. Tutto carburante che sarà usato da Alessandro Di Battista in campagna elettorale. «Dibba ha già fatto il pieno al motorino, chissà se dietro si porterà anche Luigi...», scherzavano ieri i parlamentari M5S. 

    alessandro di battista alessandro di battista carla ruocco luigi di maio 1 carla ruocco luigi di maio 1 salvini e di maio ai lati opposti dei banchi del governo salvini e di maio ai lati opposti dei banchi del governo LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI INVECCHIATI CON FACEAPP LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI INVECCHIATI CON FACEAPP LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI alessandro di battista 1 alessandro di battista 1 beppe grillo con roberto fico e virginia raggi beppe grillo con roberto fico e virginia raggi

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