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    IL PIANO B. (SENZA B.) – MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI STANNO PERDENDO LA PAZIENZA CON BERLUSCONI: ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LA SUA CANDIDATURA È UNO SPECCHITTO PER GLI ALLOCCONI, CHE TIENE BLOCCATA LA TRATTATIVA CON GLI ALTRI PARTITI – CHI SARANNO I DUE NOMI CHE LA “DUCETTA” DICE DI AVER PRONTI? – IL “TELEFONISTA” SGARBI SEMPRE PIÙ SCONSOLATO: “OGNI GIORNO CHE PASSA PERDIAMO POSSIBILITÀ. HO LA SENSAZIONE CHE BERLUSCONI NON TORNERÀ A ROMA E CHE…”


     
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    meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

    1 - QUIRINALE, SGARBI: BERLUSCONI? NON L'HO SENTITO, HO SENSAZIONE CHE CAV. NON TORNERA' A ROMA E COMUNICHERA' DECISIONE DA REMOTO

    Da “Un giorno da Pecora – Radio1”

     

    Tajani dice che non sono il portavoce di Berlusconi? “Ha ragione, io infatti faccio parlare lui. Oggi però non l'ho sentito e più passano i giorni meno possibilità ci sono di sentire i parlamentari che dovremmo sentire”.

     

    La pensa così Vittorio Sgarbi, deputato del Gruppo Misto, che anche oggi è intervenuto a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, raccontando l'avanzamento della cosiddetta 'Operazione Scoiattolo'.

     

    “L'operazione Scoiattolo senza di me non può andare avanti, perché sono io che chiamo parlamentari, visto li conosco uno per uno.

     

    RIUNIONE DEL CENTRODESTRA A VILLA GRANDE RIUNIONE DEL CENTRODESTRA A VILLA GRANDE

    Però ogni giorno che passa perdiamo delle possibilità, bisogna sbrigarsi per cercare di arrivare a quelli che ci servono...” Il Cavaliere però ad oggi non è ancora tornato a Roma. “Il non esser andati avanti con le telefonate mi sembra un segnale di un voler rallentare la corsa, ma questa è solo una mia sensazione. Potrebbe pure darsi che Berlusconi al vertice del c.destra non andrà e comunicherà al telefono la sua decisione”.

     

    SGARBI BERLUSCONI SGARBI BERLUSCONI

    Lei che impressioni ha? “Ho la sensazione che Berlusconi non tornerà a Roma e che la sua decisione arriverà 'da remoto', questi almeno sono i segnali che interpreto”.

     

    A Rai Radio1, poi, Sgarbi ha sottolineato che tra coloro che non voteranno sicuramente il leader di Fi c'e' “tutto il Pd meno 4 persone, due alla Camera e due al Senato”, aggiungendo che ci sarebbe “una fronda dei 5S che si riunirà a Roma domani, in via Paolo Sesto, alle 10.30. Sono in tutto 59 e si riuniscono per prendere una posizione 'di corrente' sul Quirinale”.

     

    SALVINI MELONI BERLUSCONI SALVINI MELONI BERLUSCONI

    2 - GLI ALLEATI ACCERCHIANO IL CAVALIERE NO A DRAGHI, ALTRI "DUE NOMI PRONTI"

    Antonio Bravetti per "La Stampa"

     

    Prima la «proposta che sarà convincente per tanti» di Matteo Salvini, poi Giorgia Meloni: «Se Berlusconi rinuncia ho pronti i nomi di un uomo e di una donna».

     

    Il segretario della Lega e la presidente di Fdi stringono la tenaglia su Silvio Berlusconi. Lui si dice «ottimista», giura che non deluderà chi gli ha dato fiducia, ma gli alleati guardano già oltre, ogni giorno che passa un po' di più.

    Mattarella Quirinale Osho Berlusconi Mattarella Quirinale Osho Berlusconi

     

    Al primo voto per il Quirinale mancano cinque albe e il centrodestra è ancora appeso alla "riserva" che Berlusconi tarda a sciogliere.

     

    L'umore non è buono, rivela Sgarbi a "Un Giorno da Pecora": «Silvio era abbastanza triste. Starà pensando se c'è una via d'uscita onorevole, con un nome che sia gradito a lui, forse Mattarella». Immediata la replica di Tajani: «Sgarbi parla per sé, non è il portavoce».

     

    BERLUSCONI DRAGHI BERLUSCONI DRAGHI

    Meloni e Salvini sono inchiodati così al pallottoliere che ad Arcore aggiunge o toglie grandi elettori. «Oggi il nome che è emerso è Berlusconi- ragiona Meloni a Porta a porta - ma da soli non abbiamo i numeri. Berlusconi sostiene che ci siano altre persone pronte ad appoggiare la sua candidatura. Ci vediamo giovedì e credo che quel giorno noi e Berlusconi avremo le idee più chiare».

     

    vittorio sgarbi e silvio berlusconi 9 vittorio sgarbi e silvio berlusconi 9

    Se non è un ultimatum, ci assomiglia. La pazienza di Meloni e Salvini nei confronti di Berlusconi va esaurendosi. Non bastasse, all'orizzonte incombe un'altra battaglia: a chi toccherà fare un nuovo nome per il Colle? Per Salvini «la Lega e il centrodestra avranno l'onore e l'onere di proporre soluzioni che partano da chi ha più numeri in Parlamento». Meloni non vuole essere da meno.

     

    silvio berlusconi mario draghi silvio berlusconi mario draghi

    Oggi riunirà l'esecutivo del partito in via della Scrofa. Ai suoi spiegherà che Fdi non ha «soggezione di nessuno». A deputati e senatori indicherà i prossimi passi: «Se Berlusconi dovesse rinunciare il centrodestra ha il diritto e il dovere di avanzare una proposta. Anche Fdi ha il diritto di fare la sua proposta. Io ho un uomo e una donna da proporre alla coalizione. Altri avranno altri nomi. Li valuteremo e poi sceglieremo».

     

    Può essere Mario Draghi il nome per sbloccare lo stallo? «Il premier è complicato da rimuovere - osserva Salvini - da italiano mi rassicura avere Draghi a Palazzo Chigi. Penso che resterà lì, adesso e nei prossimi mesi». Di diverso avviso Meloni, che Draghi non lo vorrebbe né al Colle né al governo: «Nessuna delle due parti, io Draghi non l'ho votato alla presidenza del Consiglio perché non sono d'accordo sul fatto che i governi in Italia passino sulla testa dei cittadini.

    giorgia meloni a natale giorgia meloni a natale

     

    Se Draghi al Quirinale significa un altro governo con un altro presidente del Consiglio che esce dal cilindro, una legge proporzionale per avere un inciucio a vita, allora dico no». Le ore passano e le tensioni crescono. Arrivare uniti alla prima votazione di lunedì sembra un'impresa erculea.

     

    Salvini assicura che «il centrodestra si muoverà compatto dall'inizio alla fine». Meloni lo punzecchia: «Fdi conta a oggi 64 grandi elettori e mi sento di garantirli, spero che gli altri con cui si parla in questi giorni siano in grado di fare altrettanto». Misurare la compattezza del centrodestra diventa un'arte magica. Meloni chiede una centrale operativa permanente: «Da giovedì dovremmo riunirci tutti i giorni fino alla fine di questa annosa vicenda».

     

    BERLUSCONI MATTARELLA BERLUSCONI MATTARELLA

    Tutto rimandato a domani. Quando il cancello di Villa Grande tornerà ad aprirsi per accogliere i leader del centrodestra. «Non esiste un piano B finché Berlusconi non scioglie la riserva», taglia corto Tajani. Ma la B a cui pensano Meloni e Salvini è sempre meno quella di Berlusconi.

     

     

     

     

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