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“SULL’IA NON BISOGNA RIPETERE GLI ERRORI FATTI NEGLI ANNI NOVANTA” – MAURO MASI: “ALLORA SI DECISE CHE UNA REGOLAMENTAZIONE DI INTERNET NON ERA NECESSARIA. QUESTO, A POSTERIORI, HA CONSENTITO LA CREAZIONE DI POSIZIONI MONOPOLISTICHE E DI POTERE MEDIATICO (E NON SOLO) CHE SOVRASTANO IL POTERE DEGLI STATI” – “LO SVILUPPO DEI SISTEMI IA PORTERÀ NECESSARIAMENTE A UNA NUOVA DEFINIZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE E DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE...”
IA, non fare gli errori del passato
Estratto dell’articolo di Mauro Masi per “Italia Oggi”
Ho già avuto modo di sottolineare in più occasioni che il dibattito sull’intelligenza artificiale fa venire in mente Umberto Eco e la sua famosa distinzione tra «Apocalittici» e «Integrati».
Oggi abbiamo gli «Apocalittici» che vedono l’IA come foriera di terribili disgrazie, e gli «Entusiasti di circuiti integrati» che vedono l’IA come la promessa di una nuova età dell’oro.
Molti sono passati (e taluni continuano a farlo) dall’uno all’altro schieramento. Il caso più eclatante è quello di Elon Musk prima, assolutamente entusiasta (nonché finanziatore di OpenAI la società che ha creato ChatGpt) poi critico implacabile puntando il dito su un possibile sviluppo incontrollato dei sistemi di IA, in particolare quelli autogenerativi, di machine learning.
[...] c’è invece chi fin dall’inizio ha visto l’IA come fonte di problemi e di seri squilibri. Sono i rappresentanti del variegato mondo che tutela il diritto d’autore/copyright. Per dare un’idea, voglio citare una fulminante intervista di Julian Nida-Rümelin (ex ministro della cultura nel primo governo Schröder e ascoltato maître à penser tedesco) che già un anno fa alla Faz (Frankfurter allgemeine zeitung) ha dichiarato: «in realtà ChatGpt non è altro che una macchina per il plagio; assembla cose, fatti, numeri e immagini già esistenti sulla base di verosimiglianze algoritmiche, e lo fa senza indicare le fonti».
Difficile dargli torto anche se si è un entusiasta della nuova frontiera tecnologica. [...]
Personalmente ritengo che, come è accaduto con Internet, lo sviluppo dei sistemi IA porterà necessariamente a una nuova definizione del diritto d’autore e di proprietà intellettuale, definizione che dovrà prevedere, dal lato dell’acquisizione delle opere, un utilizzo attento ma più esteso del concetto di «fair use» mentre dal lato della creazione, la tutela autorale anche per i prodotti generati dai sistemi IA qualora sia riscontrabile in essi uno sforzo creativo nuovo e autonomo.
DIPENDENZA DA INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Più in generale, al di là degli Entusiasti e degli Apocalittici, mi sembra che stia emergendo una consapevolezza diffusa che sul caso dell’IA non bisogna ripetere gli errori fatti negli anni Novanta, allorché si decise che una regolamentazione di Internet non era necessaria. Questo, a posteriori lo vediamo chiaramente ogni giorno, ha consentito la creazione di posizioni monopolistiche e di potere mediatico (e non solo) che sovrastano il potere degli Stati.
Julian Nida-Rumelin
chip di memoria samsung per l'intelligenza artificiale
guerra e intelligenza artificiale 8
INTELLIGENZA ARTIFICIALE ELEZIONI
DIPENDENZA DA INTELLIGENZA ARTIFICIALE
sam altman elon musk 3
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