secolo xix aldo cazzullo michele brambilla marco bucci

“DA MONTANELLI HO TRATTENUTO UNA LEZIONE: UN GIORNALISTA DEVE ROMPERE LE SCATOLE. SE NON SE LA SENTE, MEGLIO CHE CAMBI MESTIERE” – ALDO CAZZULLO COMMENTA LA VICENDA DEL “SECOLO XIX”, IN CUI IL GOVERNATORE LIGURE BUCCI HA TENTATO DI CONDIZIONARE LA LINEA DEL QUOTIDIANO DIRETTO DA MICHELE BRAMBILLA: “IL POTERE POLITICO ED ECONOMICO E CHIUNQUE ABBIA INTERESSI COMMERCIALI E DI VISIBILITÀ HA SEMPRE TENTATO DI CONDIZIONARE I GIORNALISTI. MA RISPETTO AL PASSATO LA RETE È UNA FORMIDABILE ARMA DI PRESSIONE IN PIÙ. A ESERCITARE LA PRESSIONE SUI GIORNALISTI, SPESSO CON CONTORNO DI INSULTI, CALUNNIE, MINACCE È UN SOTTOBOSCO DI SITI SEMICLANDESTINI, COLLEGHI FRUSTRATI, ASPIRANTI INFLUENCER, CHE ALIMENTANO UN CLIMA IN CUI IL RUOLO PREVISTO PER IL GIORNALISTA È QUELLO DI CORIFEO, DI TIFOSO. MI DISPIACE, MA CON LA NOSTRA GENERAZIONE NON FUNZIONA, PERCHÉ SIAMO NANEROTTOLI SULLE SPALLE DI GIGANTI, MICHELE BRAMBILLA AD ESEMPIO SI È FORMATO CON INDRO MONTANELLI…”

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Dal “Corriere della Sera”

 

michele brambilla

Caro Aldo, ho letto bene che sono stati raccolti dei dossier contro il giornale genovese Secolo XIX a cura dell’ufficio stampa della Regione Liguria? A me sembra quasi un film.

Daniele Lovati

 

Intrighi e lotte di potere evidentemente sono un contorno della nostra vita di cui noi persone comuni non avvertiamo il peso. Questa storia del Secolo mi inquieta, è incredibile che ci sia ancora chi prova a condizionare la libertà di stampa. Lavoro difficile quello dei giornalisti...

Valeria Traverso

 

RISPONDE ALDO CAZZULLO

 

marco bucci - foto lapresse

Cari lettori, a Genova in sintesi è successo questo: il presidente di centrodestra della Regione Liguria tentava di condizionare, attraverso il suo ufficio stampa che era in contatto diretto con l’editore, la linea del Secolo XIX , considerata troppo favorevole alla sindaca di centrosinistra.

 

La vicenda mi ha inquietato ma anche un poco divertito. Perché due tra i protagonisti, due bravissimi giornalisti, il direttore del Secolo Michele Brambilla e una delle prime firme, Claudio Paglieri, sono tra i miei più cari amici. Li conosco da oltre trent’anni. E sul piano politico sono due conservatori.

 

I messaggi inviati da Marco Bucci all editore del Secolo XIX con le indicazioni sulla linea da seguire

In un Paese normale, in cui destra non è sinonimo di fascismo, direi che sono due uomini di destra, probabilmente a destra di Bucci. Ma sono prima di tutto giornalisti, hanno a cuore i loro lettori, non avrebbero avuto successo se non avessero a cuore i loro lettori; e quindi si rifiutano di scrivere che una cosa è giusta solo perché la dice Bucci, o è sbagliata solo perché la dice Silvia Salis.

 

Questa vicenda mi conferma una convinzione che vado maturando da anni. Il potere politico, il potere economico e in genere chiunque abbia interessi commerciali e di visibilità (parola-chiave del nostro tempo) ha sempre tentato di condizionare i giornalisti, di farseli amici o di additarli come nemici. Ma rispetto al passato la Rete è una formidabile arma di pressione in più.

 

aldo cazzullo foto lapresse

A esercitarla non sono tanto le persone comuni, che giustamente usano i social per esprimere le loro opinioni e le loro emozioni, e hanno sempre diritto all’applauso o al fischio, come il pubblico degli stadi e dei teatri. A esercitare la pressione sui giornalisti, spesso con contorno di insulti, calunnie, minacce è un sottobosco di siti semiclandestini, colleghi frustrati, scrittori senza lettori, aspiranti influencer, che alimentano un clima in cui il ruolo previsto per il giornalista è quello di corifeo, di tifoso.

 

Il giornalista deve fare la ola, non esercitare lo spirito critico. Mi dispiace, ma con la nostra generazione non funziona, perché siamo nanerottoli sulle spalle di giganti, Michele Brambilla ad esempio si è formato con Indro Montanelli, che lo stimava moltissimo. Io invece l’ho incontrato solo due volte, ma ne ho trattenuto la lezione: un giornalista deve rompere le scatole (lui disse un’altra parola).

prima pagina del secolo XIX del 10 giugno 2025

Se non se la sente, meglio che cambi mestiere.

silvia salis e marco bucciMichele Brambilla