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"SEMBRAVA DI ESSERE CAPITATI NEL MUSEO DELLE CERE DI MADAME TUSSAUD" - ALDO GRASSO FA A PEZZI "UÀ - UOMO DI VARIE ETÀ", LO SHOW DI CANALE5 IDEATO DA CLAUDIO BAGLIONI: "RESTA UN MISTERO IL BAGLIONI SHOWMAN. OGNI EVOCAZIONE, OGNI BATTUTA, PERSINO OGNI SORPRESA ERA SCRITTA. QUANDO TUTTO È TROPPO ELABORATO, LA NARRAZIONE DIVENTA POCO CREDIBILE. FORSE LA CONDUZIONE DEL FESTIVAL DI SANREMO AVEVA ILLUSO BAGLIONI DI ESSERE FINALMENTE UOMO DI SPETTACOLO A TUTTO TONDO, MA DI FIORELLO CE N'È UNO SOLO"
Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"
Un programma con grandi pretese sorretto da piccoli progetti. Questo, in sintesi, l'esito di «Uà - Uomo di varie età», lo show di Canale 5 scritto, ideato e interpretato da Claudio Baglioni. Intanto non si è capito l'orario di partenza: 21.45. Una vendetta di «Striscia la notizia» nei confronti del cantante? Una strategia per conquistare più audience? Un ritardo del treno dei desideri? Mistero. Così come resta un mistero il Baglioni showman: a un certo punto sembrava di essere capitati nel museo delle cere di Madame Tussaud.
Ogni evocazione era scritta, ogni battuta era scritta, persino ogni sorpresa era scritta. Quando tutto è troppo elaborato, la narrazione diventa poco credibile, i racconti autobiografici servono solo al lancio del numero successivo. Lo studio era oltremodo grande per uno che non sapeva riempirlo, nemmeno con ospiti famosi. Forse la conduzione del Festival di Sanremo aveva illuso Baglioni di essere finalmente un uomo di spettacolo a tutto tondo, ma di Fiorello ce n'è uno solo.
Se a fianco hai Pierfrancesco Favino e rifai una serie di coppie celebri (dai De Rege a Totò e Peppino, dai Vianella a Wess e Dori Ghezzi) e non sei capace di un solo momento di improvvisazione, forse ti conviene fare il cantante, e basta. Se a fianco hai Eros Ramazzotti e giocate a chi, in gioventù, è stato più neorealista, forse ti conviene cambiare autore. Se con Michelle Hunziker vuoi rifare le sigle celebri della Carrà forse ti conviene cambiare partner.
C'è stato un momento molto eloquente, il duetto con Giorgia. Ora, nessuno discute la bravura dei due, ma un duetto non è la somma di due bravure, è qualcosa di nuovo, di inaspettato, di sorprendente. Invece l'esibizione non ha fatto altro che accentuare i loro difetti: Baglioni si prende troppo sul serio e Giorgia si piace troppo (invece di cantare si ascolta). Distrarsi non significa annoiarsi.
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