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“IL ‘GRANDE FRATELLO VIP’ È L’INPS DI CHI NON CE L’HA FATTA” – ALDO GRASSO: “SVOLGE DUNQUE UN SUO RUOLO SOCIALE: OFFRE UNA SECONDA POSSIBILITÀ, ALMENO TELEVISIVA, A CHI DALLA VITA DELLO SPETTACOLO È RIMASTO AI MARGINI. NONDIMENO, FRA TANTI BISOGNOSI, NON MI CAPACITO DELLA PRESENZA DI CESARA BUONAMICI. O FORSE SÌ: ORMAI LA TV È TUTTA IBRIDAZIONE, CONTAMINAZIONE - VIVIAMO IN UN MISCUGLIO LINGUISTICO: IL REALITY PARLA COME UN TALK, IL TALK COME UN REALITY, IL DIBATTITO POLITICO COME UNA LITE DA ‘UOMINI E DONNE’. CAMBIANO GLI STUDI MA RESTANO GLI STESSI MECCANISMI DI AUTORAPPRESENTAZIONE: RACCONTARSI, PRENDERE POSIZIONE, ESIBIRE IL CONFLITTO, CERCARE L’APPLAUSO, TRASFORMARE OGNI DISSENSO IN UNA PICCOLA QUESTIONE PERSONALE…”
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
Il «Grande Fratello Vip» è l’Inps di chi non ce l’ha fatta. Svolge dunque un suo ruolo sociale: offre una seconda possibilità, almeno televisiva, a chi dalla vita dello spettacolo è rimasto ai margini (Canale 5).
Nondimeno, fra tanti bisognosi, non mi capacito della presenza di Cesara Buonamici. O forse sì: ormai la tv è tutta ibridazione, contaminazione, meticciato, come si diceva un tempo. Vale la pena seguire le avventure nella Casa di Carmen Di Pietro, Alessandra Mussolini o Moreno Morello? Credo proprio di no. Però, a loro insaputa, ci dicono molte cose sulla televisione. Anzi, sulla televisione contemporanea.
Viviamo in uno strano miscuglio linguistico: il reality parla come un talk, il talk come un reality, il dibattito politico come una lite da «Uomini e donne». Cambiano gli studi, le poltrone, le sigle, ma restano gli stessi meccanismi di autorappresentazione: raccontarsi, prendere posizione, esibire il conflitto, cercare l’applauso, trasformare ogni dissenso in una piccola questione personale.
[…] Al «Grande Fratello» almeno nessuno finge: il prodotto è l’esposizione di sé. Nei talk, invece, l’esposizione personale arriva travestita da opinione. Il commentatore non si limita più a commentare: deve testimoniare sé stesso; il politico deve rappresentare sé stesso; l’ospite deve difendere sé stesso. […]
Così il «Grande Fratello Vip» non è più soltanto un programma: è diventato un modello comportamentale. Lo riconosciamo quando il talk cerca la rissa, quando l’informazione cerca il personaggio, quando l’opinione diventa confessionale o falò. Perfino l’approfondimento, genere che un tempo pretendeva di spiegare il mondo, sembra ormai chiedere ai suoi protagonisti soprattutto di abitare la propria parte. La vera Casa, ormai, non ha più bisogno delle telecamere. È la televisione stessa. E il vero sogno contemporaneo non è più entrarci: è riuscire a uscirne con una poltrona da opinionista.
grande fratello vip
la doccia hot di giacomo gallani al grande fratello vip
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