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Vera Agosti per “Libero quotidiano”
Un contadino siciliano, in umili abiti civili, anziano e curvo, indica col bastone la direzione presa dai soldati tedeschi a un giovane e alto militare americano. Il contrasto tra le due figure è disarmante e suggerisce efficacemente l'idea di come spesso è stata vissuta la guerra nel Meridione italiano. Questo è uno degli splendidi scatti che compongono la mostra Robert Capa in Italia 1943-1944 allo Spazio Oberdan a Milano, fino al 26 aprile, dopo il successo di Roma, Firenze e Genova.
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L’esposizione, curata da Beatrix Lengyel, presenta 78 immagini in bianco e nero dedicate allo sbarco degli Alleati in Italia, con una selezione di fotografie provenienti dalla serie Robert Capa Master Selection III, conservata a Budapest e acquisita dal Museo Nazionale Ungherese tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. Endre Ernö Friedmann, meglio noto con lo pseudonimo di Robert Capa (Budapest, 1913 - Thái Binh, Vietnam, 1954) è considerato da molti il padre del fotogiornalismo.
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Trascorre la maggior parte dell'esistenza sui campi di battaglia, seguendo in oltre vent'anni di attività i cinque maggiori conflitti mondiali: la guerra civile spagnola, la guerra sino-giapponese, la Seconda Guerra Mondiale, la guerra arabo-israeliana del 1948 e la prima guerra d'Indocina. Nel 1947 fonda a Parigi e New York con Cartier-Bresson, Seymour, Rodger e Vandivert la celebre agenzia Magnum Photos, per affermare l'indipendenza del gruppo da qualsiasi ingerenza.
Quando arriva in Italia come corrispondente di guerra, ritrae la vita dei soldati e dei civili, dallo sbarco in Sicilia fino ad Anzio: un viaggio fotografico senza retorica che va dal luglio 1943 al febbraio 1944. Capa è il primo a lavorare per riviste dalla tiratura di milioni di copie, come Life, Collier's, Illustrated.
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In uno dei saggi in catalogo, Luigi Tomassini sottolinea la novità dei suoi scatti che già dalla guerra civile spagnola diventano emozionanti ed avvincenti, lontani dalla monotonia e dalla fissità di tante immagini della Prima Guerra Mondiale, in cui spesso i fotografi sono gli stessi soldati e non operatori professionisti.
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Nel lavoro di Capa, profondamente umano e immediato, spicca ancora oggi la partecipazione emotiva agli eventi. Fino a questa mostra itinerante, gli scatti dedicati allo scenario bellico italiano, che rappresentano circa un decimo delle 937 fotografie della serie Master Selection, non erano stati presi molto in considerazione, privilegiando maggiormente altri momenti salienti della Seconda Guerra Mondiale, come lo Sbarco in Normandia.
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