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Barbara Costa per Dagospia
Caro Dago, sono confusa. Ho scoperto che esiste il "porno femminista", ma non ho capito bene che cosa è. Erika Lust fa la regista di film porno. Nei suoi film ci sono sempre scene di sesso esplicito. Allo stesso tempo, però, dice che i suoi film non sono pornografici. Ma erotici. Di non girare porno romantici. Ma soft. E che nei suoi film il sesso è realistico, ma non rozzo e stereotipato come quello girato dai suoi colleghi maschi. Dice che i suoi sono film femministi. Porno-concettuali.
E che significa? Che i suoi sono porno..."intelligenti"? Destinati solo a un pubblico ad alto quoziente intellettivo? Sono confusa. Ad esempio non ho capito dove un pornoattore deve infilare il suo pisello quando gira un porno femminista. Erika Lust ha regole ferree: "dietro" neanche a pensarci, perché qui il sesso anale è considerato violento e contro natura (?!); in bocca alla partner nemmeno, perché i pompini qui degradano la donna; tra i seni neppure, perché guai a sporcare di sperma il corpo femminile. E allora rimane un posto solo: nella vagina. Sì. Ma per la regista deve essere una "penetrazione concettuale". Cioè non meccanica. Ne' doppia. Ne' tripla.
luke e maria nel film porno femminista
La donna non deve ansimare troppo forte. Le gang bang, poi, sono impensabili. Sono considerate un'offesa alla vagina (?!) Io rimango confusa. Erika Lust dice che prima di lei nessuno nel porno aveva mai dato tanta importanza alla sceneggiatura. Ma questo non è assolutamente vero. Questa regista dovrebbe informarsi, visto che si dichiara tanto esperta di porno.
I primi due esempi che mi vengono in mente, e mi limito al porno italiano, sono Franco Trentalance che scrive -e scrive benissimo- le sceneggiature dei suoi film (e, a quanto racconta, è un lavoro molto complicato). E poi Riccardo Schicchi. Schicchi è stato regista e anche sceneggiatore di molti suoi film. Conoscete "Cicciolina e Moana Mondiali"? Quello dove Cicciolina e Moana, a Italia 90, devono scoparsi tutti i calciatori più forti delle nazionali avversarie. Per sfiancarli prima della partita contro l'Italia.
Una storia strepitosa. (I calciatori erano interpretati da sosia, naturalmente!) Io non sono una regista e non ho l'esperienza di Erika Lust. Sicuramente lei è più preparata di me sul porno perché vanta approfonditi studi in materia. Io sono un'autodidatta. Un'appassionata. Adoro i film del periodo d'oro di Schicchi.
Perché ai tempi furono una vera e propria "liberazione". E poi adoro Rocco. Davvero oggi vale la pena spendere dei soldi per i "porno femministi" della Lust, girati con attori non professionisti, cioè brutti e che non sanno ne' recitare ne' scopare, quando posso vedere gratis sui siti quelle meraviglie (professioniste) di Aidra Fox e Adriana Chechikaiser?
Rocco Siffredi insegna che per essere pornoattori bisogna avere predisposizione, capacità e professionalità. Non ci si improvvisa star dell'hard. Erika Lust dà del maschilista a Siffredi e disprezza il suo lavoro. E qui è davvero patetica. A nessuno viene mai in mente che Siffredi, per diventare quello che è, cioè il più grande, abbia usato soprattutto un muscolo che si chiama cervello?
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