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C’ERA UNA VOLTA “REPUBBLICA” – LA LETTERA D’ADDIO DELL’AD DI GEDI NEWS NETWORK, CORRADO CORRADI: “‘REPUBBLICA È UN GIORNALE ‘UN POCO DIVERSO DAGLI ALTRI’ (COME CI RICORDAVA EUGENIO SCALFARI), UN GIORNALE CHE, SE RISPETTA LA SUA ANIMA E LA SUA RAGIONE PER STARE AL MONDO, SARÀ PER I LETTORI SEMPRE UNA SCELTA, MAI UN’ABITUDINE. DA QUEL 1991 IN CUI ENTRAI È CAMBIATO TUTTO, I LINGUAGGI, GLI STRUMENTI DELL’INFORMAZIONE, È CAMBIATO ANCHE IL PAESE, MA NON È CAMBIATO, COME CREDO CHE NON DEBBA CAMBIARE MAI, LO SPIRITO PROFONDO DEL GIORNALISMO DI 'REPUBBLICA'" – EPPURE, DALL'ARRIVO DEL NUOVO EDITORE KYRIAKOU MOLTO È CAMBIATO A LARGO FOCHETTI: ALMENO 7 DIRIGENTI E FIGURE APICALI HANNO LASCIATO I PROPRI INCARICHI. E CORRADI POTREBBE PASSARE AL GRUPPO “QN” DI LEONARDINO DEL VECCHIO, COSI’ COME HA FATTO GIÀ MARIO ORFEO...

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2026: ODISSEA A LARGO FOCHETTI – SCAPPANO TUTTI DA “REPUBBLICA”: IERI HANNO LASCIATO L’AD DI GEDI NEWS NETWORK, CORRADO CORRADI, E IL SUO VICE DAVID BLANCATO – “IL FOGLIO”: “CORRADI POTREBBE ANDARE A LAVORARE PER LEONARDO DEL VECCHIO, L’EDITORE DEL NUOVO QUOTIDIANO NAZIONALE, O DA ALBERTO LEONARDIS, CHE HA ACQUISTATO LA STAMPA” – “DELLA VECCHIA REPUBBLICA RIMANGONO SOLTANTO IL CAPO DELLA MANZONI, L’AD ALESSANDRO FURGIONE, E IL CAPO DELLE RADIO, CARLO OTTINO...

 

https://www.dagospia.com/media-tv/scappano-tutti-repubblica-ieri-lasciato-l-ad-gedi-news-network-corrado-482431

 

 

LETTERA DI CORRADO CORRADI PER IL SUO ADDIO AL GRUPPO GEDI –

 

Cari amici e colleghi,

CORRADO CORRADI

quando entrai a Repubblica nel gennaio del ‘91 (dopo tre anni trascorsi alla Stampa di Torino) mi assegnarono una scrivania in una stanzetta in via Magenta, accanto a Mercurio di Nello Ajello. Ero un impiegato preso per sviluppare il marketing, anche se il più geniale e forse inconsapevole uomo di marketing editoriale che abbia mai conosciuto sedeva alla direzione di Repubblica, che aveva fondato.

 

Da quel momento ho trascorso 35 anni straordinari, in un giornale che mi ha consentito di crescere, divertirmi, appassionarmi ogni mattina, di partecipare all’inarrestabile processo di innovazione, unendo al piacere del lavoro la soddisfazione e l’ebrezza di farlo per un giornale che avevo e avrei scelto, anche se non ci avessi mai lavorato.

 

theodore kyriakou nuovo editore di repubblica

Sì, perché Repubblica è un giornale “un poco diverso dagli altri” (come ci ricordava Eugenio), un giornale che, se rispetta la sua anima e la sua ragione per stare al mondo, sarà per i lettori sempre una scelta, mai un’abitudine, per citare in questo caso Ezio Mauro, altro grande maestro e gigantesco direttore.

 

Da quel 1991 è cambiato tutto, anche grazie alla rivoluzione digitale che noi abbiamo cavalcato per primi (ricordo con un’emozione incredibile il progetto di Repubblica.It, con Ernesto Assante e Vittorio Zambardino che per illustrare l’home page avevano incollato dei fogli A4 disegnati a mano, uno dietro l’altro, simulando lo scroll del monitor…).

 

CORRADO CORRADI - STEFANO MIGNANEGO - EUGENIO SCALFARI

Sono cambiati i linguaggi, le modalità, gli strumenti dell’informazione e della comunicazione, è cambiato anche il Paese, ma non è cambiato, come credo che non debba cambiare mai, lo spirito profondo del giornalismo di Repubblica.

 

Quando nacque nel ‘76, da liceale facevo parte di quella generazione che venne letteralmente sedotta da Scalfari e dal suo giornale, con quel portato di innovazione - carattere inciso nel DNA di questo giornale - vivacità, sfrontatezza e, nel nostro caso, dovere (oltre che diritto) di critica e di opinione.

 

mario orfeo

Molti anni fa, eravamo ancora in era analogica, andai all’emeroteca della biblioteca nazionale e mi feci portare Repubblica del gennaio ‘76 insieme agli altri giornali dello stesso mese.

 

Il confronto evidenziava in modo clamoroso la differenza tra un giornale contemporaneo, sorprendentemente innovativo (non solo per il formato), che sapeva guardare al futuro (e ai sogni e alle speranze di un’intera generazione) e il resto della stampa, tristemente ferma e uguale a sé stessa quasi dall’età giolittiana, con l’unica eccezione del Corriere di quegli anni, diretto da Piero Ottone, che ad esempio ospitò coraggiosamente – e la cosa fece parecchio scandalo – Pier Paolo Pasolini.

 

corrado corradi foto di bacco

Repubblica, e ancor prima l’Espresso, ha cambiato il modo di fare giornalismo, ha cambiato i giornali, e non è retorica se dico che ha cambiato (in meglio) anche il nostro Paese.

 

Dobbiamo a quei ragazzi degli anni 70 il successo incredibile di Repubblica. Come allora, anche adesso dobbiamo, dovrete, pensare ai figli e ai nipoti di quella generazione rivolgendo loro, con linguaggi e modalità completamente diversi e nuovi, il giornalismo di Repubblica e il suo valore profondo.

 

Catalizzare intorno a Repubblica il mondo degli universitari credo sia una delle sfide decisive per il futuro del giornale.

 

carlo de benedetti eugenio scalfari

Abbiamo storia, credibilità, passione civica e la profonda convinzione che un giornale è sicuramente un’impresa (con le sue regole e la necessità assolutamente imprescindibile di perseguire equilibrio e profitto), ma con un’anima delicatissima, un ruolo sociale e una ragion d’essere che non devono mai essere dimenticati.

 

Ora ho deciso di lasciare, ma con l’assoluta convinzione che tra i giornali in grado di accrescere il proprio ruolo da protagonisti nell’era digitale c’è sicuramente Repubblica.

 

Desidero ringraziare tutti coloro che ho incontrato in questo lungo percorso professionale, gli editori, a partire dall’indimenticabile, visionario Carlo Caracciolo e poi l’appassionato Carlo De Benedetti, i capi, e tra questi Marco Benedetto e Monica Mondardini, con i quali ho trascorso oltre vent’anni, diversissimi tra loro, ma entrambi maestri di immenso valore, i direttori, i giornalisti e i colleghi.

 

Mirja Cartia d'asero

Una “comunità” (altra parola fondante l’identità di Repubblica) semplicemente unica e straordinaria, fatta da giornalisti, manager e impiegati che condividono uno spirito di corpo e un senso di appartenenza che hanno reso unica questa avventura iniziata 50 anni fa.

 

Auguro buon vento a tutti voi, al nuovo vertice aziendale e al nuovo editore. Siate sempre orgogliosi di lavorare in questo straordinario giornale.

corrado corradisergio mattarella e Theodore M. Kyriakou al quirinaleEZIO MAURO - EUGENIO SCALFARI - CARLO DE BENEDETTI

DAVID BLANCATO

Corrado Corradi