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Marco Giusti per Dagospia
Cannes 2012. Sesto giorno. Delusione generale per "Like Someone In Love" di Abbas Kiarostami. I critici erano furiosi. Un'ora di fila in mezzo alla pioggia per vedere un film tenerello e malinconico su vecchiaia e bellezza, ma modesto. Malgrado il titolo che riprende una canzone di Ella Fitzgerald, malgrado l'ambientazione a Tokyo e gli omaggi a Ozu, malgrado la storia del vecchio professore e della studentessa che fa l'escort per arrotondare, malgrado le note esaltanti di Pierre Rissient che lo paragonano a qualche Jacques Tourneur minore e malgrado la fotografia finissima di Katsumi Yanagijima, collaboratore fisso di Takeshi Kitano.
Si sprecano gli echi della "Casa delle belle addormentate" di Kawabata, ormai citato anche da Baricco, per una storia di scambi di ruoli e di maschere che potrebbe essere girata ovunque. Lei e' una studentessa che fa l'escort, ma puo' essere anche la nipotina del professore.
Leggero, noiosetto, ha raccolto fischi dai critici ancora bagnati. Certo, rimane l'eleganza formale, la bellissima Akiko di Rin Takanaskphi, il dotto sociologo, Tadashi Okuno, che preferisce le chiacchiere al bunga bunga. Ma Kiarostami, malgrado le dotti note di Pierre Rissient, sembra sempre di più un Woody Allen alla ricerca di un paese o di una citta' da spennare che il grande autore che Cannes aveva contribuito a lanciare. Ovvio pero' che Nanni Moretti fara' di tutto per fargli vincere un premio e per presentare il film al Sacher.
KIAROSTAMI QUANDO VINSE LA PALMA D ORO A CANNES SEDICI ANNI FA
KIAROSTAMI like someone in love
KIAROSTAMI like someone in love
ABBAS KIAROSTAMI E IL CAST A CANNES
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