aldo cazzullo laura pausini

“LAURA PAUSINI SI LAMENTA DI ESSERE CONTESTATA SUI SOCIAL, SIA PURE DA UNA MINORANZA. MA LA PAUSINI SI È SCHIERATA” – ALDO CAZZULLO SI CUCINA LA CANTANTE DI SOLAROLO: “RIFIUTANDOSI DI CANTARE ‘BELLA CIAO’, IN UN CONTESTO INNOCUO COME LA TV SPAGNOLA, RITENENDOLA UNA CANZONE POLITICA E DIVISIVA, MENTRE È UN INNO ALLA LIBERTÀ, CHE TRA L’ALTRO NESSUN PARTIGIANO HA MAI CANTATO, A DIFFERENZA DI ‘FISCHIA IL VENTO’ CHE È, QUELLA SÌ, UNA CANZONE ‘DI SINISTRA’, HA SCELTO LA DESTRA; E NON QUELLA DEMOCRISTIANA, LIBERALE, CONSERVATRICE, MA LA DESTRA ANTI-ANTIFASCISTA, CHE PERALTRO OGGI È MOLTO DI MODA. SCHIERARSI È LEGITTIMO, PER CARITÀ; MA IN QUESTO MODO SI RINUNCIA A PIACERE A TUTTI”

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LA MEDIETÀ DI CARLO CONTI E CAN TRASFORMATO IN BUTTAFUORI

aldo cazzullo

Dalla rubrica delle lettere di “Corriere della Sera”

 

Caro Aldo, io ho guardato il festival anche se non fino alla fine. Come spiega il calo degli ascolti?

Marco Ferrari

 

Si sa che l’inseguimento dell’audience fa fare follie, ma la scelta della Pausini non mi ha fatto impazzire.

Claudio Ronzini

 

L’esternazione antifascista della signora Gianna, 105 anni, ha spiazzato Carlo Conti che aveva tentato di disinnescare le serate canore per dribblare la politica e andare sul sicuro.

Pietro Mancini

 

laura pausini

Risposta di Aldo Cazzullo

Cari lettori, premesso che oltre la metà dei telespettatori erano sintonizzati su Sanremo, e oggi sui social e nei bar se ne parla molto, un certo calo era fisiologico. Il festival vive anche di innovazioni e di polemiche; un festival annunciato come normale, o normalizzato, attira meno. A me Carlo Conti è piaciuto.

 

È un ottimo professionista, ha la medietà necessaria al festival, ha capito che in Italia conviene mostrarsi un po’ peggio di come si è, per disinnescare odi e invidie. Al suo fianco, Laura Pausini si lamenta di essere contestata sui social, sia pure da una minoranza. Ma la Pausini si è schierata.

 

Rifiutandosi di cantare ‘Bella ciao’, in un contesto innocuo come la tv spagnola, ritenendola una canzone politica e divisiva — mentre è un inno alla libertà, che tra l’altro nessun partigiano ha mai cantato, a differenza di «Fischia il vento» che è, quella sì, una canzone «di sinistra» — ha scelto la destra; e non quella democristiana, liberale, conservatrice, ma la destra anti-antifascista, che peraltro oggi è molto di moda. Schierarsi è legittimo, per carità; ma in questo modo si rinuncia a piacere a tutti. Il festival è iniziato con una serie di necrologi, rianimati dalla strepitosa performance della signora Gianna.

 

laura pausini

Tra le canzoni non ci sono i due capolavori dell’anno scorso, quelli di Lauro e di Cristicchi. Alla critica sono piaciuti Fulminacci e Ditonellapiaga, al grande pubblico Sal Da Vinci e Serena Brancale. Tommaso Paradiso ha un seguito ampio, e Tredici Pietro una canzone da festival. J-Ax e Samurai Jay hanno suonato corde diverse.

 

Favoriti restano ovviamente Fedez-Masini. La vera occasione mancata è stata Can Yaman, cui hanno sbagliato clamorosamente l’abito: uomo intelligente e autoironico, si è ritrovato agghindato da buttafuori di una discoteca di provincia. Al confronto, Kabir Bedi pareva uno statista.

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