DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A…
CONCITA MENA MA NON CITA! - PER L'8 MARZO, LA DE GREGORIO SVELA LA DISCRIMINAZIONE SUBITA IN RAI: IL SUO COLLEGA DI ''REPUBBLICA'' CORRADO AUGIAS PRENDE QUATTRO VOLTE IL COMPENSO CHE PERCEPIVA LEI PER FARE LO STESSO PROGRAMMA ALLA STESSA ORA SULLA STESSA RETE, CHE DOVREBBE ESSERE UN BALUARDO DI SINISTRA E UGUAGLIANZA. LO SCRIVE SU ''REPUBBLICA'' MA NON FA IL NOME DI CORRADONE. PER FORTUNA C'È DAGOSPIA…
concita de gregorio pane quotidiano
Estratti dall'articolo di Concita De Gregorio per ''la Repubblica''
Arrivo in redazione e, al settimo piano, percorro il corridoio lungo il quale mi fermo a salutare le segretarie, anima e memoria del giornale in cui lavoro - salvo una breve interruzione - da trent'anni. Infine entro nell'ultima stanza, quella grande. La sala riunioni. Attorno al tavolo, la direzione: sono tutti uomini. È così da sempre. Le segretarie sono donne, i direttori e i vicedirettori sono uomini. Non ci si fa più nemmeno caso, come fosse un dato di natura. Buongiorno, buongiorno. Come va? Tutto bene. Stavamo pensando a te per un pezzo. Ed è infatti questo, con una certa ironia, il tema del mio compito di oggi: è l'8 marzo.
E bisogna di nuovo descrivere lo squilibrio fra compiti di responsabilità affidati alle donne, che sono la maggioranza nel Paese e ovviamente l'estrema minoranza alla guida delle imprese, delle università e dei teatri, dei ministeri, dei giornali. Sono inoltre pagate molto meno, da generali come da soldati semplici, ragione per cui è evidente che se bisogna scegliere - in una famiglia - a chi convenga lavorare, la scelta cade su chi guadagna di più.
(…)
Quando dirigevo un giornale, L'Unità, (…) [g]uadagnavo, all'epoca, moltissimo meno dei miei predecessori. Lo so con certezza perché li ho liquidati io. D'altra parte in Rai quando ho preso il posto e poi l'ho di nuovo ceduto a chi mi ha preceduta e seguita nel medesimo orario, sulla medesima rete, nel medesimo compito ho avuto un ingaggio inferiore della quarta parte di quello del mio omologo. La metà della metà (che poi non riscuotevo per altri problemi personali, ormai noti, ma è il principio che conta). Avrei potuto rifiutare, certo. Rinunciare. Stare fuori, si può sempre dire no e stare fuori. Ma fuori spesso piove, fa freddo, e a un certo punto bisogna rientrare.
Se ci fosse un sindacato attivo, poniamo l'ipotesi, sarebbe questo un bel compito - una bella battaglia da combattere. Invece c'è sempre qualcuno che farà lo stesso lavoro al posto tuo, se rinunci. A condizioni anche peggiori, e ringrazia per quello che ti offrono. Quale sindacato. (...)
DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A…
DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA…
FLASH! - CHE SUCCEDE A "LA REPUBBLICA"? IERI SI E' DIMESSO L'INVIATO LIRIO ABBATE, OGGI MARIO ORFEO…
FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI,…
FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ…
DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON…