DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A…
IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – LO AVETE VISTO “SBIRULINO” IERI NOTTE? DAGO MI HA RIMPROVERATO PERCHÉ NON HO SPIEGATO CHI È. IL CLOWN DELLA MONDAINI HA TERRORIZZATO L’INFANZIA DI MOLTI NEGLI ANNI D’ORO DEGLI SHOW DI VIANELLO E MONDAINI, COME SE FOSSE STATO IL PAGLIACCIO DI “IT” – IL FILM DI QUESTA SERATA E’ “IL RAGAZZO E L’AIRONE”, CAPOLAVORO DEL MAESTRO HAYAO MIYAZAKI – OCCHIO AL CAMEO DI TRUMP IN “MAMMA HO RIPERSO L’AEREO: MI SONO SMARRITO A NEW YORK” – LA PERLA DELLA NOTTE NON PUÒ CHE ESSERE IL TRASHISSIMO “AMICI COME PRIMA”, RITORNO DELLA COPPIA BOLDI-DE SICA DOPO ANNI DI ASSENZA… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
E in chiaro che vediamo? Ma lo avete visto “Sbirulino” con Sandra Mondaini ieri notte, o stamattina? Dago mi ha rimproverato perché non ho spiegato chi è. Certo. Il pubblico è cambiato, ma il clown Sbirulino della Mondaini, sorta di versione anni ’80 del più antico Scaramacai di Pinuccia Nava, in quanto interpretato da una donna, ha terrorizzato l’infanzia di molti negli anni d’oro degli show di Vianello e Mondaini.
Piaceva ai bambini, si diceva, in realtà già negli sketch in tv Vianello trattava Sbirulino come se fosse stato il pagliaccio di It. Scaramacai aveva una voce più accattivante, lo Sbirulino della Mondaini faceva più paura. Il film, diretto da Flavio Mogherini, scritto da Sandro Continenza e Vianello, con un cast che va da Gianni Agus a Tonino Micheluzzi, da Renzo Ozzano e Fortunato Cecilia, venne pensato per un’uscita natalizia nel 1982, ma non uscì davvero in sala.
O solo in poche città. Per questo divenne rarissimo e non esistevano vhs né tv che lo riproponessero. Leggo tra i fan del cinema bis come è trattato. Per Buono Legnani “Quasi da vergognarsi di averlo guardato. Agghiacciante prodotto che si stenta a credere di vedere, perché va oltre l'immaginabile”. E, ancora: “Terrificante il soggetto, i dialoghi, ma soprattutto irritante la musichetta onnipresente e la voce stridula della Mondaini”. Ovviamente stracultissimo.
Ma il film di questa sera non può che essere, in prima visione su Rai Tre alle 21, 20, “Il ragazzo e l’airone” del maestro Hayao Miyazaki. C’è poco da dire, scrivevo quando uscì. “Il ragazzo e l’airone” (“Kimitachi wa dô ikiru ka”), dodicesimo film ideato, scritto e diretto da Hayao Miyazaki, il primo che fa dopo dieci anni di assenza, è un capolavoro esattamente come lo erano i suoi grandi classici che tutto amiamo, “Il mio vicino Totoro”, “La città incantata”, “Il castello errante di Howl”.
Certo. Non c’è nulla di veramente nuovo. La storia è sempre un mischione di autobiografia, di storia del novecento giapponese e di creatività totalmente libera. Non mancano i momenti di assoluto incanto visivo, di orrore e di divertimento. Non mancano i temi ricorrenti, la mancanza della madre, la crescita da bambino a adulto, la ricerca della pace e della felicità anche in tempi terribili di morte e di guerra.
il ragazzo e l airone di hayao miyazaki
E non mancano i personaggi meravigliosi, le donne forti, le vecchiette un po’ streghe un po’ fate, i mostri un po’ umani un po’ animali. Magari manca qualche canzoncina per i bambini più piccoli, che forse si annoieranno.
Ma è tale la potenza visiva, la costruzione narrativa, la precisione del decoupage, l’incastro continuo tra realtà e fantasia che anche lo spettatore più smaliziato e accorto si stupisce di come un uomo di 82 anni, pur con un grande studio d’animazione alle spalle, pur con tutta l’esperienza di narratore per immagini che ha, sappia tenere insieme un progetto del genere lasciandoci continuamente a occhi aperti. Per il resto in prima serata vedo che si punta ancora sui cinepanettoni passati.
cristian de sica diletta leotta chi ha incastrato babbo natale?
Cine 34 alle 21 propone “Chi ha incastrato Babbo Natale?” di Alessandro Siani con Alessandro Siani, Christian De Sica, Diletta Leotta, Martin Francisco Montero Baez. Christian fa Babbo Natale… Tv2000 alle 21, 10 punta sul biblico con “Son of God” di Christopher Spencer con Diogo Morgado, Roma Downey, Louise Delamere, Amber Rose Revah, Andrew Brooke.
Da vedere, per i fan degli spaghetti western, “Un dollaro tra i denti” di Luigi Vanzi con Tony Anthony alias Roger Petitto, Frank Wolff, Jolanda Modio, Gia Sandri, Raf Baldassarre, Aldo Berti, Rai Movie alle 21, 10. Primo film della quadrilogia dello Straniero con Tony Anthony nei panni dell’eroe. Non è solo un fortunato esempio di professionalità e di eleganza dentro un genere così vasto, ma anche un gran piacere per gli occhi.
Anche allora apparve ben scritto e ben girato, costruito con cura, insomma, anche perché Vanzi era un ottimo regista che aveva avuto esperienze documentaristiche. È evidente l’origine leoniana del film, visto che Vanzi usa lo stesso plot di Per un pugno di dollari. Tony Anthony porta perfino il poncho. Se la vede, in quel di Cerro Gordo, con una banda di banditi che ha assaltato, come nel film di Leone, una guarnigione dell’esercito per derubarla di un carico prezioso.
Vietato ai minori di 18 anni e, ovviamente, violentissimo. Il bandito Marinero annega un prete e gli spiega che lo chiamano Marinero proprio per il suo amore per l’acqua. Prodotto dalla Primex di Infascelli con un, allora, ignoto socio americano, che era poi Allen Klein, il manager dei Beatles, fu un hit inaspettato in America.
Tony Anthony alias Roger Petitto è un italo-ungherese nato realmente in America, a Clarksburg, nel West Virginia, e arrivato nei primi anni ’60 in Italia col desiderio di fare cinema. Troverà la sua fortuna solo come eroe western. Tra gli attori di contorno un occhio a Aldo Berti, tra i primi cowboy italiani, toscanissimo, al tempo fidanzato di Barbara Steele.
Va alla grandissima in America, distribuito dalla United Artists. Roger Ebert, al tempo, si domandava come avesse fatto in poco tempo a fare 250 mila dollari. Conclude che “esiste un mercato per questo genere di spazzatura”. Notevolissimo l’omaggio musicale giamaicano “Dollar in the Teeth”, 1969, di Lee Scratch Perry e The Upsetters.
Fu un disastro invece “Morbius” di Daniel Espinosa con Jared Leto, Matt Smith, Jared Harris, Adria Arjona, Al Madrigal, J.K. Simmons, Canale 20 alle 21, 10.
Pronto e messo in freezer da ben due anni, se non di più, come il sangue artificiale che si succhia il suo protagonista scienziato-vampiro con capello lungo da testimonial Gucci, “Morbius”, giocattolone della Marvel, venne bollato ancor prima di uscire in sala dalla critica e dai fan della Marvel come “floppy”, “Peggior Marvel di sempre”, “senza rischi drammatici, originalità, coerenza narrativa, personaggi avvincenti”, “un film destinato a essere dimenticato prima dei titoli di coda”, “e le scene posto credit?”.
Cosa dire? Io non l’avevo trovato così male, anche se i limiti c’erano. Scritto dalla modesta coppia Matt Sazama-Burk Sharpless di “Dracula Untold” e “Power Rangers”, girato prima della pandemia con buon ritmo da poliziesco più che da avventura Marvel da Daniel Espinosa, dopo i rifiuti di Antoine Fuqua e F. Gary Gray, con esterni a Manchester truccata da New York, è evidente che “Morbius”, costruito sugli esperimenti di cocktail party di Jared Leto tra sangue di pipistrello e sangue umano, ha avuto non pochi problemi a uscire in sala.
Non è che tutti i film potessero vantare una trovata simile che, nei momenti più difficili della pandemia, con tutte le teorie di virus cinese costruito in laboratorio con sangue di pipistrello diffuse in occidente, ricordate Zaia che parlava dei cinesi che mangiano i pipistrelli?, diventava diciamo di cattivo gusto. Se non decisamente profetica, leggi jettatoria.
Due anni dopo, con la guerra in corsa, ci ricordiamo ancora dei pipistrelli cinesi e degli esperimenti in laboratorio? Magari, sì. Ma non è più la stessa cosa. E poi, a leggere i tweets del pubblico, tutti negativissimi, non è certo quello il problema. E “Morbius”, se è “floppy”, moscetto, oggi lo era anche due anni fa. Ripeto, io me lo sono visto senza annoiarmi, apprezzo anche la somiglianza del Morbius mostruoso a Jack Palance, come voleva il suo disegnatore Gil Kane.
La sceneggiatura è banale, ma la regia dello svedese Espinosa (“Snabba Cash”, “Life”, “Child 44”) è piuttosto elegante e il cast, da Jared Leto a Jared Harris, dalla bellissima Adria Adjana al cattivo Matt Smith a Michael Keaton, mi sembra ben scelto. La grande scena in mare sulla nave chiamata “Murnau”, come il regista di “Nosferatu”, con la trasformazione del malato professor Morbius, cioè Leto, in supervampiro, è piuttosto bella.
arnold schwarzenegger danny devito junior
Su Canale 27 alle 21, 15 trovate il buffo “Junior” di Ivan Reitman con Danny De Vito e Arnold Schwarzenegger alle prese con la fertilità maschile (e Arnold rimane incinto!), Emma Thompson, Pamela Reed, Judy Collins. Su Cielo alle 21, 15 trovate il bellico norvegese “Caccia al 12° uomo” di Harald Zwart con Thomas Gullestad, Jonathan Rhys Meyers, Marie Blokhus, Mads Sjøgård Pettersen, Maria Grazia Di Meo, col dodicesimo uomo in fuga in seguito dalla Gerstapo. Ha grandi critiche. Da vedere.
Iris alle 21, 15 ripropone uno dei più stravaganti film di John Huston, il carcerario calcistico “Fuga per la vittoria” con Michael Caine, Max Von Sydow, Sylvester Stallone, Pelé, Bobby Moore, Arthur Brauss, Amidou, Osvaldo Ardiles e Carole Laure, dove la nazionale tedesca, nella Parigi occupata dai nazisti, affronta una squadra di prigionieri alleati.
Il film è tratto dalla vera storia della partita di calcio fra tedeschi e campioni ucraini della Dynamo Kyev, nella Kyev occupata, dove gli ucraini, per rimanere in vita, avrebbero dovuto perdere. Ma non persero, per un senso d’orgoglio. Strepitoso vedere Stallone e Caine che giocano con Pelé e Bobby Moore. Stallone non volle una controfigura e cercando di parare un tiro di Pelé si ruppe un dito.
Huston odiava il film, che aveva fatto solo per soldi. Ma Caine lo fece per poter giocare assieme a Pelé, anche se a 47 anni, non aveva proprio fiato. Su La7 Cinema trovate il thriller “The Sentinel” di Clark Johnson con Michael Douglas, Kiefer Sutherland, Eva Longoria, Martin Donovan, Kim Basinger. Su Rai 5 alle 21, 20 trovate l’action tutto al femminile “Secret Team 355” di Simon Kinberg con Jessica Chastain, Lupita Nyong'o, Diane Kruger, Sebastian Stan, Penélope Cruz.
DONALD TRUMP IN MAMMA HO PERSO L AEREO
C’è un’arma segreta rubata da chissà chi e un gruppo di “agentesse” segrete di ogni parte del mondo unite per recuperarlo. Cazzatona. Pessime critiche. Rai4 alle 21, 20 propone “65 – Fuga dalla terra” fantascientifico di Scott Beck, Bryan Woods con Adam Driver, Chloe Coleman, Ariana Greenblatt, Nika King, Brian Dare. Italia 1 alle 21, 25 propone un più divertente “Mamma ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York” di Chris Columbus con Macaulay Culkin, Joe Pesci, Daniel Stern, Brenda Fricker, Tim Curry. Un sequel.
Come è un sequel “I tre moschiettieri: Milady” rilettyra dumasiana fatta con grandi mezzi dal regista Martin Bourboulon con Eva Green, François Civil, Vincent Cassel, Romain Duris, Louis Garrel, Tv8 alle 21, 30. Prima tv. Passiamo alla seconda serata con l’ottimo western di Sam Raimi “Pronta a morire” con Sharon Stone, Gene Hackman, Russell Crowe, Leonardo DiCaprio. Lo amo molto ma è visto e stravisto.
Rai4 alle 22, 55 presenta il thrillerone della repubblica domenicana con squalo megalodonte assassino tutto nero “The Black Demon” diretto da Adrian Grunberg, autore di “Rambo: Last Blood”, con Josh Lucas, Fernanda Urrejola, Héctor Jiménez, Julio César Cedillo, Raúl Méndez. Sembra sia bruttissimo. Ma va?
Perla della seconda serata non può che essere il trashissimo “Amici come prima”, ritorno della coppia Boldi De Sica dopo anni di assenza sotto la regia dello stesso Christian De Sica (anche se poi il vero regista è il figlio Brando) con Regina Orioli, Maurizio Casagrande, Lunetta Savino. Vi scaldo con un po’ di battute. “Ma vaffanculo va!”. “Chi ti sembro?”- “Un ricchione”. “Papà! Anche tu gay?!”. “Cosa tiene fra le gambe, una vongola?”.
Arieccoli Massimo Boldi e Christian De Sica, la coppia protagonista di tanti cinepanettoni di nuovo insieme dopo 13 anni in un film, Amici come prima, diretto dallo stesso Christian, ma la regia tecnica è del figlio Brando De Sica, con un soggetto e una sceneggiatura firmati dai loro vecchi collaboratori Fausto Brizzi e Marco Martani. Non produce più Aurelio De Laurentiis, né la Wildside, dove il progetto era nato, ma la Indiana.
Si ride quando vediamo Massimo Boldi con la parrucchetta ancora arzillo dietro alle signorine armato pure di pompetta come Berlusconi, ma a tre velocità, c’è pure quella “trapanazione”. E si ride con Christian De Sica truccato da badante del vecchio satiro, un po’ Crudelia De Mon un po’ Glen Close un po’ Totò quando fa la donna in Totò Diabolicus.
Ovvio che lui, il vecchio satiro, in carrozzella solo perché è pigro, si innamori della badante oversize. Come insegna il mondo della commedia. Lei/lui un po’ si nega di fronte alle proposte più scandolose, “Non gliela faccio! Non gliela faccio!”, un po’ fa la civetta.
Ma grande è il desiderio di tornare per entrambi ai bei tempi dorati della coppia Boldi-De Sica, alle scene di sodomia sotto la doccia, anche se qui, dopo anni, è Boldi che spinge e De Sica quello che riceve, alle situazioni ambigue, “Cosa è quella roba lì?” chiede Boldi di fronte a una mal celata erezione della “badante” De Sica eccitato da una bona nella sauna. “Un’ernia collassata…”
Ma assistiamo anche a una sorta di canto del berlusconismo più meneghino, con un Boldi che erano anni che non si sfogava così tanto in milanese, e, guarda un po’, abita in una delle vere ville di Berlusconi, Villa Cernobbio. C’è tutto, le olgettine, la follia da cavalier pompetta e il sesso in testa come chiodo fisso, ma anche un po’ degli anni della pulitura dei cessi di Poggio Bustone, raccontato con una frenesia anarchica antileghista che punta decisamente alla liberazione dei “culi” (non lo dico io, si sente nel film: “ma sei culo?”), dei trans, di tutti i diversi.
Al punto che Boldi e De Sica si troveranno liberi e felici solo nel baracchino che vende wurstel di fronte a San Siro in mezzo a veri trans milanesi molto agées e molto navigati. Come se fossimo in un vecchio film di Pozzetto. Mai visto un film così pieno di “vattelapigliànel..” o “mavaffanculova” contro ogni donna che passa.
Sembra una sorta di mantra liberatorio che i due protagonisti lanciano dallo schermo agli spettatori maschi schiavi da troppi anni di mogli, badanti e figlie petulanti. Roba del secolo scorso. Diciamo. Anticaglia. Ma fa parte, mi sembra, dell’anima più anarchica e liberatoria del film, di machismo old style a suo modo già ridicolo mentre le battute vengono dette, scatenato da Boldi in carrozzella pronto a riprendersi la sua vita e da De Sica truccato da donna pronto a liberare la parte femminile che è in lui e nel figlio.
woody allen criminali da strapazzo
Al punto che la scena madre vedrà il figlio dire al padre “Papà, anche tu gay?”. Un delirio. Dopo anni di cinepanettoni di precinepanettoni e di postcinepanettoni, devo dire che non mi aspettavo qualcosa di simile. E non mi aspettavo l’omaggio al berlusconismo libertario e anarchico. Rai5 alle 23, 20 propone invece “Criminali da strapazzo” di Woody Allen con Woody Allen, Tracey Ullman, Elaine May, Michael Rapaport, Hugh Grant, Jon Lovitz.
Su La7 Cinema alle 23, 20 un bel thriller di Ridley Scott, “Chi protegge il testimone?” con Tom Berenger, Mimi Rogers, Lorraine Bracco, Jerry Orbach, John Rubinstein, dove un poliziotto n ewyorkese sposato si innamora del testimone che dovrebbe proteggere. Ridley Scott si innamorò di Tom Berenger vedendolo in “Platoon” di Oliver Stone mentre cercava un montatore per il suo film. Invece Scott preferì Mimi Rogers come protagonista a Sharon Stone, che aveva provinato. Il film, piuttosto bello, fu un fiasco al botteghino.
donald sutherland in quella sporca dozzina
Su Iris alle 23, 35 trovate “Quella sporca dozzina”, capolavoro di Robert Aldrich che riscrisse le regole del film di guerra. Con un cast meraviglioso, Lee Marvin, Ernest Borgnine, Charles Bronson, Telly Savalas, Jim Brown, John Cassavetes, Donald Sutherland, Trini Lopez, Ralph Meeker, Robert Ryan. Lo conosco quasi a memoria, e devo dire che lo hanno copiato tutti i registi, da Castellari a Tarantino, che hanno fatto war-movie con azioni criminali subito dopo.
Nessuno, a parte Sam Peckinpah e Samuel Fuller, sapevano fare grandi film d’azione violenti come Aldrich. Si dice che se avesse tolto la scena di quando i suoi eroi criminali buttano le bombe e uccidono i tedeschi come topi gli avrebbero dato l’Oscar. Non lo fece. “La guerra è l’inferno”, disse.
Scritto da Nunnally Johnson e Lukas Heller, il compagno di Luciana Castellina, interpretato da molti veri veterani di guerra (Marvin - Savalas - Bronson – Borgnine – Walker – Ryan – Kennedy), lanciò Donald Sutherland, Telly Savalas in versione pelata, Jim Brown quando non era facile inserire un personaggio nero in un cast di bianchi, rilanciò John Cassavetes e fece di Lee Marvin e di Charles Bronson due superstar.
Lee Marvin beveva tutto il tempo, insultò addirittura la zia di Sean Connery e stava per essere preso a pugni da Connery, quando intervenne un produttore, Kenneth Tynan, che gli chiese di non dargli un pugno sul viso perché aveva i primi piani il giorno dopo. Il film fu un enorme successo. Marvin girò subito dopo “Il grande Uno Rosso” di Peckinpah. Grande film. Su Rai Due alle 0, 50 trovate la commedia francese “Raid – Una poliziotta fuori di testa” di Dany Boon con Alice Pol, Dany Boon, Michel Blanc, Yvan Attal, Patrick Mille, Sabine Azéma.
l'eredita' dello zio buonanima 1
La 7 Cinema all’1, 20 passa l’oscuro action “Una spia non basta” di McG con Tom Hardy, Reese Witherspoon, Chris Pine, Laura Vandervoort, Til Schweiger. Su Cielo alle 2 trovate l’action francese “Burn Out” di Yann Gozlan con Olivier Rabourdin, François Civil, Manon Azem, Samuel Jouy, Naël Rabia, Narcisse Mame.
Si comincia a ragionare col raro film di Franco Franchi “L’eredità dello zio buonanima” diretto da Alfonso Brescia con Franco Franchi, Grazia di Marzà, Maria Bosco, Patrizia Gori, Cine 34 alle 2, 10. Curiosa rielaborazione di una vecchia commedia di Antonio Russo Giusti, amatissima in Sicilia, già portata al cinema nel 1934 con la regia di Amleto Palermi e la forza comica di Angelo Musco, qui rielaborata per Franco Franchi secondo i modelli del cinema basso degli anni ’70. L
a Canguro Produzioni Cinematografiche di Luigi Mondello produsse l’anno prima Il prato macchiato di rosse di Riccardo Ghione. Questo fu il suo secondo e ultimo film. Alfonso Brescia, qui al suo unico incontro con Franco Franchi, a parte due soggetti scritti per Fulci, non era forse il regista migliore per un’operazione di questo tipo. Anche se l’inizio con le donne scatenate alla ricerca dell’eredità dello zio Calogero è molto divertente.
l'eredita' dello zio buonanima 2
Grande cast minore, da Grazia di Marzà come la moglie di Franco, Agata, all’architetto gay di Franco Ressel, dal fedelissimo Enzo Andronico allo zio Calogero di Renato Pinciroli, dalla trucida nipote Maddalena di Maria Bosco, qui al suo primo film che vedremo subito dopo come Gaetana in Brutti, sporchi e cattivi, a Enzo Monteduro come suo imbelle marito. Ottimo lo sketch di Franco dal dottore di Dante Cleri. Patrizia Gori ricorda Franco Franchi come una persona affascinante. “Sul set faceva la corte a tutte. Nel suo camerino c’era sempre una donna… io no”.
Ben altri ambienti troviamo in “Alta società” di Charles Walters con Grace Kelly, Bing Crosby, Frank Sinatra, Louis Armstrong, Celeste Holm, John Lund, Iris alle 2, 30. Rai Due alle 2, 35 propone il thriller con coppia nella casa nuiova che si rivelerà una trappola “Desideri mortali”, diretto da Devon Downs e Kenny Gage con Christie Burson, Lily Anne Harrison, Brian Ames, Alexandra Peters, Neil Lewis.
Su Rai Movie alle 2, 40 per fortuna passa un grande film di Roberto Rossellini illuminato dalla presenza di Vittorio De Sica, “Il generale Della Rovere” con Hannes Messemer, Sandra Milo, Giovanna Ralli, Vittorio Caprioli. Chiudo con lo stracult della notte che non può non essere il micidale “Alex l’ariete” di Damiano Damiani con Alberto Tomba nel suo primo e ultimo film in versione carabiniere d’alta montagna che difende la palpitante Michelle Hunziker accusata di omicidio, Ramona Badescu, Orso Maria Guerrini, Corinne Cléry su Cine 34 alle 3, 50, un film che tutto il mondo ci invidia.
ALBERTO TOMBA MICHELLE HUNZIKER ALEX L'ARIETE
E vi verrebbe voglia anche di ricuperare gli spot di Tomba degli stessi anni dove fa una versione nostrana di The Rock. Il film è prodotto da Vittorio Cecchi Gori e Rita Rusic arrivati alle ultime cartucce, diretto da un Damiano Damiani ormai bollitissimo.
Per fortuna che troviamo una simpatica vecchia star del cinema bis come Tony Kendall che ci riporta ai tempi di Jo Walker, una marea di stunt romani, da CIanfriglia a Stefanelli, da Capanna a Ukmar. C’è perfino Mario Novelli già Super Argos. Ma il pubblico non ci casca. Negli anni ’60 Tomba, doppiato, avrebbe fatto sfracelli nel cinema di genere.
sylvester stallone fuga per la vittoria
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vittorio de sica il generale della rovere
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