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IL DIVANO DEI GIUSTI – IN CHIARO STASERA VEDO CHE C’È ALMENO UN FILM A TEMA. IL FORTUNATO “LA BEFANA VIEN DI NOTTE, CON PAOLA CORTELLESI NEL RUOLO DELLA BEFANA, RAI MOVIE, ORE 21.10 - IL FILM DELLA SERATA È PERÒ "BARBIE" DI GRETA GERWIG CON MARGOT ROBBIE, CANALE 5 IN PRIMA VISIONE, ALLE 21, 20 - IL PIÙ STRACULT, SU CINE34 ALLE 21, “SIMPATICI&ANTIPATICI”, CIOÈ IL FILM SUL GENERONE ROMANO AI TEMPI DI PREVITI E BERLUSCONI DIRETTO DA CHRISTIAN DE SICA. ECCO COSA NE SCRISSI: DOPO QUINDICI MINUTI INIZIALI DI AGONIA ALL’ANTEPRIMA AL BARBERINI, MI VOLTO VERSO QUELL’ANIMA PIA DI MIA MOGLIE E DICO: MA CHE È? LEI, GELIDA: COSA PENSAVI CHE FOSSE. STRAUB?”. IN FONDO ANCHE NOI FACEVAMO PARTE DEL CAFONAL DEL FILM... - VIDEO

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Il divano dei giusti 6 gennaio 2026

Marco Giusti per Dagospia

 

la befana vien di notte 2

Che vediamo stasera in chiaro? Vedo che almeno c’è un film a tema. Il fortunato “La Befana vien di notte”, divertente commedia fantasy per ragazzini diretta da uno specialista di film horror e fantasy come Michele Soavi, scritto dal Nicola Guaglianone di Jeeg Robot, con Paola Cortellesi nel ruolo della Befana, Stefano Fresi, Odette Adado, Jasper Gonzales Cabal, Diego Delpiano, Rai Movie 21, 10.

 

Non è che la Befana sia mai stata molto tratta dal cinema, anzi. Ricordiamo solo, per i lettori vecchiotti, un televisivo Scaramacai e la Befana del 1962 con il clown interpretato da Pinuccia Nava contro la Befana di Giusi Raspani Dandolo. Delizia…

 

la befana vien di notte 2

Questo La Befana vien di notte… rilancia il personaggio, rendendolo una sorta di strega moderna di notte e una maestra di giorno, grazie al talento e alla popolarità di Paola Cortellesi. Direi anzi che tutta l’operazione era costruita su una protagonista forte come la Cortellesi e sul ritorno al fantasy di Michele Soavi.

 

Non ricchissimo, soprattutto quando dovrebbe mostrarci una caverna piena di regali di ogni tipo della Befana, il film ha i suoi momenti migliori nelle scene di trucco e di volo della Befana, grazie alla maestria di Soavi, e nella costruzione del personaggio, grazie alla verve della Cortellesi. Ai ragazzini e alle loro mamme piacerà sicuramente, anche se la storia è un po’ un mischione di Goonies, di Gremlins e di timburtonate varie progettate senza un budget adeguato.

 

 

margot robbie barbie 4

Ovviamente il film della serata, che trovate su Canale 5 in prima visione alle 21, 20, è “Barbie” di Greta Gerwig con Margot Robbie, Ryan Gosling, Emma Mackey, Will Ferrell, America Ferrera, Simu Liu. Che di 8 nomination ne vinse solo una per la canzone originale di Billie Ellish. Ma fu un successo. Arrivò a 800 milioni di dollari globali in due settimane. E un fenomeno globale difficilmente spiegabile.

 

Confesso che, quando lo vidi, un po’ mi deluse e mi annoiò. E’ vero, scrivevo, che non mi sono mai piaciute allora né le Barbie né il loro mondo, ma nella ricostruzione del gusto camp americano degli anni ’60, è ovvio che il Barbie world mi sia interessato parecchio. Ora.

 

ryan gosling in versione ken 1

Da una parte c’è l’effetto Barbie che è abbastanza simile all’effetto Super Mario The Movie. Vai al cinema coi bambini e sai benissimo che sei proprio te la bambina o il bambino cresciuto che si tuffa in quel mondo rassicurante del passato. Che piacere! Non pensiamo più a nulla, né alla Meloni, né alla guerra, né agli anni di Covid che ci portiamo sulle spalle, né al Ponte sullo stretto di Salvini. Ecco.

 

Quello che volevamo era dimenticare il presente e tornare al mondo rassicurante dei giocattoli da pettinare e da coccolare. Tutti? Certo! Anche i maschi non gay? Certo!

 

Ovviamente Greta Gerwig e suo marito Noah Baumbach sono abbastanza paraculi da non mascherarci per nulla il tuffo fondamentale nel Barbie World, pur spalmandoci sopra un bel po’ di marmellata ideologica femminista e anti-patriarcale di nuovo gusto, diciamo post “The Woman King”, acchiappa Oscar, e nel costruire un altro di quei film diretti da ragazze per le ragazze e, certo, senza dimenticare il pubblico gay degli Allen, ma lasciando ben innescata la miccia principale.

 

margot robbie barbie 3

Cioè il Barbie World che non deve farti pensare a nulla.

Se Margot Robbie è perfetta, meravigliosa nel suo farsi Barbie-Barbie Bionda-Bionda agli occhi del mondo, ma era favolosa anche in “Babylon”, un film che è stato assurdamente massacrato, e vale, da sola, già la metà del film, sono perfette anche la scenografia, i costumi, le parti grafiche, e tutte le Barbie strampalate che vediamo.

 

Trovo invece un po’ sballato il Ken biondo e sfigato di Ryan Gosling, ma che personaggio aveva? Un Ken che torna a Barbieland per costruire un patriarcato come ha visto nel mondo reale… Mah! Non parliamo poi della trama con la vecchia padroncina di Barbie, America Ferrera, con tanto di figlia post-femminista, ultra aggressiva, che le mette in testa pensieri di morte e l’ombra dell’odiata cellulite. Ecco, morte e cellulite sono proprio quello del quale il pubblico, femminile, di Barbie, non vorrebbe mai sentir parlare.

 

ryan gosling in versione ken 3

E’ per questo che “Barbie”, alla fine, si impone non per la sua intelligente satira sul patriarcato e sulla condizione della donna nella società americana, quanto per la sua precisa messa in scena del Barbie World, con le casette, il mare, la spiaggia, il cane che fa pupù, le battute più facile, la Barbie Stramba che puoi colorare come vuoi, l’effetto nostalgia come ai tempi della tv di Freccero.

 

Insomma “Barbie” vince perché è Barbie, e basta, plastica e design, in un mondo dove non ne possiamo più di film di supereroi di infiniti eroi maschi settantenni che fanno le acrobazie per dimostrarti che non si muore, quando mostrano i segni del tempo sul viso e su ogni altra parte del corpo. No. La Barbie di Margot Robbie è perfetta perché ci fa illudere, perfettamente, che Barbie e le sue serate solo per ragazze, senza maschi, dureranno per sempre, che la cellulite, come la morte, esistono solo nel mondo reale degli adulti maschi orrendi. Per questo vince su tutto. Perché è quello che il pubblico vuole vedere.

 

 

simpatici e antipatici

Il film più stracult della serata è però “Simpatici&Antipatici”, Cine 34 alle 21, cioè il film sul generone romano ai tempi di Previti e Berlusconi diretto da Christian De Sica, prodotto da Silvia Verdone e Camilla Nesbitt, con Christian De Sica, Gianfranco Funari, Simona Izzo, Leo Gullotta, Marco Messeri.

 

Leggo cosa ne scrissi. Ecco… Disastro totale. Doveva essere un grande ritratto della Roma godona dei circoli sul Tevere, scritto da Christian assieme ai Vanzina brothers. Anche il cast era notevole. Funari come Previti, Natoli, Bernabucci, Garrone, Roncato, pure la porno star Barbarella…

 

"Simpatici e antipatici"

Niente, il film non funziona, non piace al pubblico e non fa una lira (un miliardo e 600 milioni). Viene smontato rapidamente. De Sica confonde tutto, scopiazza un bel po’ “Compagni di scuola”, riprende la situazione del “Conte Max” e la affida a Paolo Conticini, obbliga Haber a fare il numero del treno di Tognazzi (il Baggini) di “Io la conoscevo bene”. Spreca tante buone idee, come la parodia della ballerina, simil Estrada, che vuole dai suoi amanti ricchi il “piço”, il quartino, o il vecchio romano ricco, interpretato da Garrone ma pensato per Alberto Sordi, che si fidanza con la colf.

 

simpatici e antipatici

Cito ancora quello che scrissi… Dopo quindici minuti iniziali di agonia all’anteprima al Barberini, mi volto verso quell’anima pia di mia moglie e dico: Ma che è? Lei, gelida: Cosa pensavi che fosse. Straub?”. In fondo anche noi facevamo parte del cafonal del film.

 

Alternative? Su Mediaset Italia 2 alle 21, 05 passa “Una notte da leoni” di Todd Phillips con Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Justin Bartha, Heather Graham, un classico della nuova commedia americana.

 

Canale 20 alle 21, 10 passa “Godzilla vs. Kong” diretto da Adam Wingard con Alexander Sharsgaard, Rebecca Hall, la Millie Bobby Brown di “Stranger Things”, la bombastica Eiza Gonzales, kolossal della Warner che, oltre a essere ben trattato dalla critica. Lo vidi in streaming, pagando pure, solo non capii nulla della storia, e alla fine mi sono pure addormentato. Anche se gli scontri tra i due bestioni erano notevoli.

 

margot robbie barbie 5

 

Su LA5 alle 21, 10 passa “Holiday Harmony”, commedia sentimentale di tal di Shaun Paul Piccinino con Annelise Cepero, Jeremy Sumpter, Brooke Shields, Sophia Reid-Gantzert, Ryder Franco. Mai sentito.

 

Più carino, Tv2000 alle 21, 10, “Baby Boom” di Charles Shyer con Diane Keaton, Sam Shepard, Kristine Kennedy, Harold Ramis. Su Iris alle 21, 15 trovate “Due stelle nella polvere”, un vecchio western che era innovativo nel 1967, ma che oggi può risultare un po’ datato, diretto dal modesto Arnold Laven con George Peppard che se la vede con Dean Martin, non solo bandito, ma anche innamorato pazzo, da sempre, di Jean Simmons. John McIntire è invece il socio della Simmons nell’apertura di una linea di carrozze che attraversano il west.

 

Alla fine lo scontro è fra George Peppard e Dean Martin, più per la ragazza contesa che per le ruberie del secondo. Ricordo che al tempo piacque l’idea delle trappole indiane che conosce Dean Martin. Non è il massimo…

 

daniel day lewis ultimo dei mohicani

Su Canale 27 alle 21, 15 troviamo la commedia sentimentale “L’isola delle coppie” di Peter Billingsley con Jason Bateman, Kristen Bell, Faizon Love, Jon Favreau, Vince Vaughn, Jean Reno. Fu un grande successo “Senti chi parla adesso” di Tom Ropelewski con John Travolta, Kirstie Alley, Olympia Dukakis, Lysette Anthony, La7Cinema alle 21, 15, considerato da molti come l’inizio di una discesa di Travolta, che verrà poi salvato da “Pulp Fiction” e dall’incontro con Tarantino e John Woo.

 

Piacque a tutti la deliziosa commedia sulla casualità della vita, “Serendipity” diretto da Peter Chelsom con John Cusack, Kate Beckinsale, Molly Shannon, Jeremy Piven, La7 alle 21, 15.

 

Cielo alle 21, 20 ripropone la versione classica di Michael Mann di “L’ultimo dei Mohicani” con Daniel Day-Lewis, Madeleine Stowe, Russell Means, Wes Studi. Su Rai4 alle 21, 20 passa un action cinese in prima visione, “Sakra – La rivolta dei semidei” diretto da Wai-Man Cheng e Donnie Yen, ispirato al classico wuxia di Jin Yong con Donnie Yen, Kara Wai, Yase Liu, Grace Kwan-Hing Wong. Sembra sia buono.

 

 

old henry

Non era malaccio, anche se molto povero, il sofisticato western visto a Venezia “Old Henry” di Potsy Ponciroli con Stephen Dorff, Tim Blake Nelson, Richard Speight Jr., Max Arciniega, Brad Carter, Rai5 alle 21, 20. Il film, piccola produzione con sei-sette attori, qualche cavallo, qualche maiale, e una casetta di legno dove si svolge la storia, non è un capolavoro ma funzionerà bene in una serata di pioggia come questa.

 

Tim Blake Nelson è l’Old Henry del titolo. Un fattore vedovo che vive con il figlio adolescente nelle colline dell’Oklahoma. Nessuno sa nulla del suo passato e non sarò io a svelare il segreto di Old Henry. Quando raccoglie, ferito, un cowboy, Scott Haze, con una borsa piena di dollari, iniziano i guai. Perché tre sceriffi o simil sceriffi, capitanati da un cattivissimo Stephen Dorff lo stanno inseguendo e vogliono proprio quella borsa. Per difendere il figlio e la casa, un po’ meno i maiali, Old Henry deve rimettere la mano alla pistola. Si sa. La bella voce di Tim Blake Nelson e il fatto che sia protagonista rendono “Old Henry” vedibile. Meno i violini in sottofondo.

 

old henry

Rai3 alle 21, 20 passa il raro musical italiano “The Land of Dreams” diretto tre anni fa da Nicola Abbatangelo con Caterina Shulha, George Blagden, Edoardo Pesce, Paolo Calabresi, Carla Signoris. Da non perdere assolutamente. Sento puzza di stracult.

 

Più tradizionale la commedia famigliare “Genitori in trappola” di Nancy Meyers con Lindsay Lohan, Dennis Quaid, Natasha Richardson, Rai Due alle 21, 20. Su Italia 1 alle 21, 25 trovate quello che è di fatto l’ultimo film di fiction di Aldo Giovanni e Giacomo, “Il grande giorno”, diretto da Massimo Venier con Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Elena Lietti, Lucia Mascino. Qualche battuta buona c’era (“Anche se sono di Segrate ho degli interessi”).

 

 

genitori in trappola

E, in generale, era una buona sorpresa questo “Il grande giorno”, scritto da Venier assieme a Davide Lantieri e a Michele Pellegrini, puntando molto anche qui sui personaggi femminili forti, le mogli, interpretate da tre attrici decisamente sofisticate come Elena Lietti, Antonella Attili e Lucia Mascino, e sul mondo della borghesia lombarda sparsa nell’hinterland milanese.

 

Segrate, appunto, ma anche Buccinasco, Cernusco, nomi che i troppi film comici ambientati a Roma hanno tenuto per molto tempo lontano dal cinema e che hanno invece il loro perché come insegnavano Piero Chiara e Tognazzi senza scomodare Giovanni Testori.

 

il grande giorno aldo giovanni e giacomo

L’idea, un po’ facile ma funzionale, di questo decimo (o sbaglio?) film dei tre, ancora prodotto dalla storica Agidi di Paolo Guerra, scomparso ormai quattro anni fa, ma portata avanti con la stessa passione dalla moglie, Emanuela Rossi, è quella di un wedding movie.

 

Un matrimonio, in una villa sul Lago di Como, come fanno i milanesi, che da Villa Kramer verrà declassata dopo un’ora di film a Villa Smerdi, i vecchi padroni, che prevederà ben tre giorni di festeggiamento prima del fatidico sì tra i giovani rampolli, Giovanni Anzaldo e Margherita Mannino, di due vecchi soci, Giacomo e Giovanni, padroni di una piccola ditta di divani in quel di Segrate.

 

IL GRANDE GIORNO

Assieme ai due soci troveremo ovviamente le loro mogli, la Lietta di Antonella Attili, moglie di Giacomo, e la Valentina di Elena Lietti, moglie di Giovanni, ma non madre della ragazza. Perché la madre della ragazza, anche lei invitata alla festa, è la più strampalata Margherita, Lucia Mascino, che si presenta col nuovo uomo, ahi!, un terrone, Aldo, che di professione fa il fisioterapista e, come vogliono le regole del wedding movie, dovrà animare con piccoli e grandi disastri e gag la situazione.

 

IL GRANDE GIORNO

Aggiungiamoci un maitre, Pietro Ragusa, le amiche della sposa e ben due preti, un cardinale, Roberto Citran, e un giovane prete brianzolo, Don Francesco, interpretato da Francesco Brandi, più a suo agio coi funerali che coi matrimoni. E’ una commedia natalizia divertente, civile, mai volgare, dove le belle attrici eleganti danno un tono da commedia borghese anche ai tre popolari protagonisti, e ci dispiace che un paio di gag finiscano come fosse un film “romano” con degli inutili “ma vaffanculo!”.

 

attacco al potere

Il suo meglio il film lo ha con la grande entrata piena di gaffes di Aldo nella villa e nel mondo dei due soci Giovanni e Giacomo e con una certa descrizione un filo old style, ma molto divertente, della Lombardia delle fabbrichette e delle sciure che si sentono un po’ superiori al loro ruolo di mogli.

 

Magari la seconda parte del film è meno divertente della prima, ma il gioco funziona bene comunque e con una certa classe anche grazie alla distribuzione del cast. E le tre mogli, come nel film precedente, costruiscono un altro tipo di commedia, dove non hanno bisogno del vecchio repertorio, per i tre non più giovani protagonisti.

 

 

attacco al potere 2

Su Canale Nove alle 21, 30 passa “Attacco al potere” di Babak Najafi con Gerard Butler, Aaron Eckhart, Morgan Freeman, Jackie Earle Haley, Angela Bassett, solito film coi presidenti americani messi sotto attacco ormai diventati obsoleti dopo l’arrivo di Donald Trump.

 

Su Rete 4 alle 21, 30 abbiamo “Il piccolo Lord”, produzione televisiva passata da subito al cinema diretta da Jack Gold con Rick Schroder, il bambino di “Il campione”, il mitico Alec Guinness, Eric Porter, Colin Blakely.

 

claudia gerini tapirulan

Passiamo alla seconda serata con “Borotalco”, capolavoro comico di Carlo Verdone con Eleonora Giorgi, Angelo Infanti, Moana Pozzi e Mario Brega, Cine 34 alle 22, 45. Basterebbe il dialogo di Carlo col futuro suocero pizzicagnolo Mario Brega sulle olive. “Come so’ queste olive?” – “So’ greche…”. O Carlo che imita il Manuel Fantoni vantone di Angelo Infanti…

 

Rai Movie alle 22, 50 passa il secondo film della Befana, cioè “La befana vien di notte 2 – Le origini” diretto da Paola Randi, scritto ancora da Nicola Guaglianone con Monica Bellucci, Zoe Massenti, Alessandro Haber, Herbert Ballerina. Meno riuscito del primo. E poi, manca Paola Cortellesi…

 

Rai5 alle 22, 55 propone “Tapirulàn”, opera prima (senti senti…) di Claudia Gerini con Claudia Gerini, Claudia Vismara, Stefano Pesce, Maurizio Lombardi, Corrado Fortuna. Imperdibile. Anche qui sento forte puzza di stracult.

 

eleonora giorgi e carlo verdone borotalco

Su La7 alle 23, 05 trovate la commedia famigliare “La neve nel cuore” di Thomas Bezucha con Sarah Jessica Parker, Diane Keaton, Claire Danes, Rachel McAdams, Dermot Mulroney. Mediaset Italia 2 alle 23, 05 passa invece l’anime di grande successo “One Piece Film Gold” di Hiroaki Miyamoto. La7Cinema alle 23, 05 si scatena con una delle commedie drag on the road più note di sempre, “Priscilla, la regina del deserto” diretto da Stephan Elliott con un Terence Stamp favoloso e due giovani promesse come Hugo Weaving e Guy Pearce. Aspettiamo con impazienza il sequel girato dal cast al completo prima della morte di Terence Stamp.

 

 

claudia gerini tapirulan

Su Iris alle 23, 20 trovate il cupo western di Delmer Daves “L’albero degli impiccati” con Gary Cooper appena uscito da una plastica al viso, Maria Schell completamente sbagliata, Karl Malden e George C. Scott al suo esordio. Leggo che Delmer Daves malato venne sostituto per due giorni da Karl Malden e per uno da Vincent Sherman.

 

Rete 4 alle 23, 45 propone i tre moschettieri all’italiana con “Moschettieri del re. La penultima missione” diretto da Giovanni Veronesi con Valerio Mastandrea come Porthos, Sergio Rubini come Aramis, Rocco Papaleo come Athos e Pierfrancesco Favino come D’Artagnant, Margherita Buy come Regina.

 

moschettieri del re

Tornano i moschettieri nel cinema italiano, scrissi quando uscì. Con qualche parolaccia di troppo. Cor cazzo! Ma non storciamo troppo il naso perché c’è una lunga tradizione italiana nel trattare i celebri moschettieri di Alexandre Dumas, penso sia alla versione radiofonica col concorso delle figurine Perugine, che dette vita anche a un lontanissimo film a pupazzi diretto da Carlo Campogalliani, sia a quella televisiva della “Biblioteca di Studio Uno” con il Quartetto Cetra e Alberto Lupo come D’Artagnant.

 

Ma non era affatto male neanche quella toscana un po’ maschile un po’ femminile formata da Paolo e Lucia Poli, Marco Messeri e Milena Vukotich. Del nuovo film possiamo dire che più del risultato finale ci piace parecchio l’idea, perché ritornare al cappa e spada fa sempre bene al cinema, con tutta la mostra tradizione di stuntman storici e dei loro figli e nipoti.

 

il cast del film i moschettieri del re

E ci piace ritrovare i nostri eroi invecchiati anche con questo tipo di cast, dove Porthos è magro e parla romano, Aramis parla barese e Favino parla col suo improbabile accento brancaleonesco già sentito a Sanremo, e i quattro, malgrado qualche stocazzo! di troppo, ci strappano sempre qualche risata.

 

Magari, con una storia così precisa come quella offerta da Dumas, avremmo potuto avere una maggiore costruzione di racconto, specialmente nella parte finale. Ma siamo in un film di Natale, cosa possiamo volere? E non che l’ultimo film sui moschettieri americano, quello di Stephen Sommers, fosse perfetto, anzi, è più divertente e riuscito questo.

 

come le foglie al vento

Ci piace anche Lele Vannoli come servo muto e gigantesco, Alessandro Haber è un Mazzarino cattivo quanto basta. Per non parlare di Margherita Buy come Regina, di Matilde Gioli come dama di compagnia, di Giulia Bevilacqua come Milady.

 

Direi, anzi, che è tra i migliori film di Veronesi di questi ultimi anni, anche perché affronta giocando in amicizia coi suoi attori un tema così vicino agli anni della infanzia di tutta una generazione, quando i moschettieri suscitavano nei piccoli spettatori il ricordo di un cinema ben più ricco e fantasioso di quel che abbiamo ora.

 

Quanto alle tombe del cimitero tutte dedicate a Marco Giusti, che dire? Magari Veronesi non mi ama particolarmente o non sono stato un critico tenero in altri anni. Ma è una guasconata toscana e la posso accettare. E, comunque, è tardi per incazzarsi.

 

Su Rai4 alle 0, 10 passa una stravaganza svizzera amatissima dalla critica che devo assolutamente vedere, cioè “Mad Heidi” di Johannes Hartmann con Alice Lucy, Max Rüdlinger, Casper Van Dien, David Schofield, Kel Matsena, dove Heidi se la vede con un dittatore fascista svizzero. E si ribella. Pieno di teste che esplodono! Ci mancavano…

 

come le foglie al vento 2

Cine 34 alle 0, 35 propone la commedia dei Vanzina Brothers “Vip” con Marco Branciamore, Enrico Brignano, Carlo Buccirosso, Maria Grazia Cucinotta, Rai 2 alle 0, 35 il biopic “Bleed” di Ben Younger con Miles Teller, Aaron Eckhart, Ciarán Hinds, Katey Sagal, Ted Levine, Amanda Clayton, storia di un pugile, Vinny "The Pazmanian Devil" Pazienza, interpretato da Miles Teller, che dopo un incidente d’auto, col collo rotto, sembra si debba assolutamente ritirare. E invece grazie al suo allenatore torna sul ring.

 

Su Rai Movie alle 0, 55 passa il capolavoro di Douglas Sirk “Come le foglie al vento”, uno dei più grandi mélo della storia del cinema, adorato da Fassbinder, certo, con un quartetto di attori meravigliosi, Robert Stack come il ricchissimo playboy texano sempre ubriaco in giro sulla sua Allard 32X gialla Kyle Hadley, Rock Hudson come il suo miglior amico, il bellissimo Mitch Wayne che ha invece una 1958 Plymouth, Lauren Bacall come Lucy Moore, la bella e saggia moglie poco soddisfatta di Kyle, Dorothy Malone è Marylee, la sorella viziata e eccessiva di Kyle.

 

come le foglie al vento 3

Tutti amano Mitch Wayne, soprattutto Kyle, che non può ammettere di essere gay (è Hollywood), e sua sorella Marylee, ma Mitch ama invece Lucy, sposata al suo miglior amico.

 

Così scorrono litri d’alcool in un Texas anni ’50 esaltata dal Technicolor. Rock Hudson, che allora era la star, si fece rubare la scena da Robert Stack, che non era altrettanto popolare, e Stack gliene fu per sempre grato, mentre Dorothy Malone rubò la scena a tutti vincendo solo lei l’Oscar da non protagonista. E tutti e quattro erano candidati.

 

la zia d’america va a sciare

Cielo all’1, 05 propone un bel film sugli scontri a Belfast tra l’esercito inglese e i ribelli irlandesi, “’71” diretto da Yann Demange con Jack O'Connell, Paul Anderson, Richard Dormer, Sean Harris, Charlie Murphy.

 

All’1, 25 su Iris passa la commedia sentimentale ambientata in Spagna “Cominciò con un bacio” di George Marshall con Glenn Ford come sergente dell’aviazione americana e Debbie Reynolds come sua moglie, Eva Gabor, Gustavo Rojo, Fred Clark, Edgar Buchanan. Fa scena la macchina futuristica di Glenn Ford, perfettamente manovrabile. Era una Lincoln Futura del 1955, che alla fine si trasformò in Batmobile nel film “Batman” del 1966 con Adam West. La macchina costò alla Ford 250.000  dollari, cioè 2, 4 milioni di oggi.

 

Rete 4 passa ben due film con Tina Pica, alle 2, 15 “La zia d’America va a sciare” di Roberto Bianchi Montero con Tina Pica come Tecla Camarano, italo-americana che torna in Italia per il crollo delle sue azioni in borsa e si esprime un po' in inglese un po' in napoletano ("Come on boys, iammuncenne!", Franca Rame, Virgilio Riento, Bice Valori, Isabella Biagini, e alle 3, 45, “Mia nonna poliziotto” diretto da Steno, scritto da Metz e GIanviti con Tina Pica alla ricerca di un medaglione col ritratto del defunto marito, Mario Riva, Riccardo Billi, Ugo Tognazzi, Lyla Rocco, Alberto Lionello.

come le foglie al vento 1

 

Chiudo con “La cambiale” di Camillo Mastrocinque con Vittorio Gassman, Sylva Koscina, Ugo Tognazzi, Giorgia Moll, Peppino De Filippo, Totò, Rai Movie alle 5. Incredibile l’episodio in tribunale con Totò e Peppino come i fratelli Posalaquaglia.