DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ…
IL DIVANO DEI GIUSTI - E IN CHIARO CHE VEDIAMO? DEVO DIRE CHE È UNA SERATA PIENA DI GRANDI FILM, COME “LAWRENCE D’ARABIA”, ANDATE SUL SICURO ANCHE CON “IL DELITTO PERFETTO”, GRANDE GIALLO DI ALFRED HITCHCOCK - MA FORSE IL FILM DA VEDERE, IL PIÙ ATTUALE, È “CIVIL WAR” SU RAI 3 ALLE 21.20 – NELLA NOTTE AVVISATE DAGO, CHE VOLEVA VEDERLO, CHE PASSA UNA BOMBA COME “IL PORTIERE DI NOTTE”. UN FILM CHE FECE SCANDALO ALL’EPOCA PER L’AMORE SADOMASO TRA UN NAZISTA E UNA GIOVANE EBREA – OCCHIO CAPOLAVORO AVVENTUROSO DI RAOUL WALSH AMBIENTATO NELLA SAN FRANCISCO DEL 1850, “IL MONDO NELLE MIE BRACCIA”. DAGO SE LO VEDE IMPAZZISCE… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
peter o toole in lawrence d arabia
E in chiaro che vediamo? Devo dire che è una serata piena di grandi film, come “Lawrence of Arabia” di David Lean con Peter O'Toole, Alec Guinness, Anthony Quinn, Omar Sharif, Jack Hawkins, José Ferrer, La7 Cinema alle 21, 15, ottimo prima dell’arrivo di “Dune 3” di Denis Villeneuve.
Non si sfugge al fascino del deserto di Lawrence d’Arabia, di Peter O’Toole nel ruolo della sua vita, della musica di Maurice Jarre. L’ho visto in un cinema enorme di Livorno con mio padre quando uscì. Noi bambini rimanemmo con la bocca spalancata.
Qualsiasi versione restaurata non può valere la prima visione in questi grandi cinema italiani col 70 mm. Vinse 7 Oscar, miglior film, regista, fotografia, scenografia, montaggio, suono. Solo negli anni ’90 venne riabilitato come co-sceneggiatore Michael Wilson, che vide il suo nome oscurato perché colpito dal maccartismo.
Ma andate sul sicuro anche con “Il delitto perfetto”, grande giallo di Alfred Hitchcock Canale 27 alle 21, 15, con Ray Milland, che la Warner Bros preferì a Cary Grant, perché non voleva fargli fare un ruolo da cattivo, la perfetta e algida Grace Kelly, l’inutile Robert Cummings, il killer Anthony Dawson, John Williams che riprende il personaggio che aveva a teatro, l’ispettore.
Va detto che la decisione del 3D fu della Warner, Hithcock pensava che sarebbe stato distribuito da subito “piatto”. E così andò. Ma il blue-ray col 3D che venne distribuito qualche anno fa era una bomba, perché Hitchcock si era servito perfettamente del 3D per raccontare una storia totalmente claustrofobica di trappole e di colpi di scena con gli oggetti che trionfano sul tavolo dello studio di Ray Milland. Fu il solo film che fece in 3D.
Cercò di imporre i suoi gusti sul guardaroba a Grace Kelly, che invece volle scegliere lei. A cominciare dalla veste rosso che il regista voleva imporle quando esce dal letto per rispondere al telefono. Nessuno si mette quella roba per dormire, sosteneva Grace Kelly.
Il film nasce dalla commedia di Frederick Knott, che fu un successo a Broadway nel 1952, ma era nato prima come teleplay per la tv inglese, la BBC. Anthony Dawson e John Williams erano già nella commedia a Broadway. Per i protagonisti Hitchcock pensò a William Holden e Deborah Kerr, poi a Olivia De Havilland, che voleva troppo.
Ma forse il film da vedere, il più attuale, è “Civil War” alle 21.20 su Riatre, massima produzione della A24, scritto e diretto da Alex Garland, celebrato autore di “28 giorni dopo”, con una strepitosa Kirsten Dunst come la fotografa di guerra Lee, e i suoi non meno strepitosi compagni di viaggio Wagner Moura, il giornalista della Reuter Joel, Stephen Henderson come il veterano Sammy e la giovane Cailee Spaeny come Jessie, Nick Offerman come il Presidente pazzo chiuso alla Casa Bianca e Jesse Plemons in un piccolo ruolo magistrale.
Scordatevi, scrivevo quando uscì, che “Civil War”, ci offra una qualche chiave politica per capire l’America trumpiana di oggi. Volutamente, forse proprio per rispettare il punto di vista giornalistico dei suoi protagonisti, non si sbilancia, si astiene da qualsiasi commento possibile sul futuro dell’America.
Ci mostra però un presidente dittatore impazzito alla Trump, Nick Offerman, chiuso nella Casa Bianca, che offre al giornalista Joel un’ultima intervista, in un paese dilaniato da una guerra quasi senza logica. La California e il Texas, due stati davvero distanti politicamente, mettiamoci anche i non precisati “maoisti di Portland”, si sono uniti per far fuori il presidente.
Ma la follia della guerra domina qualsiasi situazione e rende quello che è in fondo un road-movie, un viaggio di 879 miglia da New York a Washington di quattro giornalisti, non molto dissimile dal viaggio di “The Last of Us”, una discesa agli inferi nella logica-non-logica di chi spara tanto per sparare e di chi risponde solo perché gli hanno sparato.
Sappiamo che il Presidente americano è un dittatore impazzito che il vecchio Sammy paragona a altri dittatori, Mussolini, Ceausescu, Gheddafi, che hanno dato il peggio di sé, rivelandosi uomini mediocri, proprio nella caduta, sappiamo che dietro ogni mitra che incontrano può esserci un criminale che ti uccide senza logica, Jesse Plemons ruba la scena a tutti nella scena chiave del film, ma quanto più il film toglie informazioni e politica al racconto, più cresce il ritratto dei quattro giornalisti di guerra, tre veterani e una ragazzina con la Nikon in mano, che attraversano il paese.
E la loro paura diventa la tua. E’ attraverso di loro che Garland, figlio di giornalisti di guerra, vuole raccontare la follia di tutte le guerre e costruisce la tensione di ogni scena. In un momento, inoltre, che ci sono così vicine, tra Ucraina e Medio Oriente. E’ allora che quelli che ci sembrerebbero difetti del film, la mancanza di informazione e un solido motivo per seguire il viaggio verso Washington, diventano quasi una forza del racconto, perché ne esaltano altri aspetti.
Fosse solo la celebrazione dei tanti giornalisti di guerra che si sono immolati nelle nostre guerre più recenti, tra Gaza e Kyev. O la forza morale del fare informazione al di là di ogni logica politica. Ma è innegabile che il film, che ha una grande trovata iniziale, abbia un momento di stanca narrativa centrale per poi ricostruirsi con l’episodio delle fosse comuni e la follia di Jesse Plemons.
Se Kirsten Dunst ci offre un ritratto tragico e sofferente della sua fotografa di guerra, Wagner Moura stempera la tragedia con una leggerezza guascona alla Errol Flynn, mentre scrivo penso al figlio di Errol Flynn, Sean, bellissimo ragazzo che lasciò il cinema per fared il fotografo di guerra, ucciso in Cambogia dagli Khmer rossi nel 1970, Stephen Henderson è come sempre sublime e Cailee Spaeney, che abbiamo visto protagonista in “Priscilla”, esce qui con grande forza.
Passiamo alle botte per finta in “Lo chiamavano Bulldozer” di Michele Lupo con Bud Spencer, Raimund Harmstorf, Ottaviano Dell'Acqua, Nando Paone, Enzo Santaniello, Cine 34 alle 21. Mediaset Italia 2 alle 21, 10 l’ottimo horror “Abigail” diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett con Melissa Barrera, Dan Stevens, Kathryn Newton, William Catlett, Kevin Durand, dove un gruppo di banditi rapisce una ballerina, Abigail, pensando a un forte riscatto, ma lei non è una ragazza normale…
Su Tv2000 alle 21, 10 trovate “La strada verso casa” del celebrato Zhang Yimou con Zhang Ziyi, Zhao Yuelin, Sun Honglei, Zheng Hao, Lin Bin, Chang Guifa. Sembra divertente, il thriller action con il killer malato terminale che assume altri killer per uccidersi ma poi li ritrova che vogliono uccidere la sua ragazza e allora si incazza, “The Killer's Game” di J.J. Perry con Dave Bautista, Sofia Boutella, Scott Adkins, Ben Kingsley, Ice Cube, George Somner.
Rai Movie alle 21, 10 passa “Cena con delitto” o “Knives Out” di Rian Johnson con Daniel Craig, Jamie Lee Curtis, Chris Evans, Michael Shannon, Toni Collette. Beh. Quello che voleva fare Rian Johnson con questo primo film della serie Knives Out, è proprio ricostruire quel tipo di film tratto da Agatha Christie con un cast spaziale e dove tutti, ma proprio tutti, fino all’ultimo cameriere, possono essere il colpevole.
Un genere che vede come elementi fondamentali un grande cast di star e una sceneggiatura perfetta che non deve svelare nulla fino alla fine.
Johnson, che ha diretto un kolossal niente male come Star Wars-Teh Last Jedi, mette dentro il suo giallo pensato da anni non solo il James Bond in carica Daniel Craig, che veste in tweed ma ha un terribile accento del Sud un po’ cafone, gli dicono che parla come il gallo Foghron Loghorn della Warner, la bellissima cubana Ana de Armas,
cena con delitto – knives out 4
vecchie e nuove star come Jamie Lee Curtis e Don Johnson, Chris Evans e Toni Colette, Christopher Plummer e Michael Shannon, camei che non possiamo non apprezzare come quelli di Frank Oz, voce e autore dei Muppets, M. Emmet Walsh, K Callan, ma anche riferimenti continui a Sleuth di Joseph Mankiewicz, alla Fletcher di Angela Landsbury a The Last of Sheila.
Diciamo che tutto parte dal suicidio di un celebre scrittore di gialli, Harlan Thrombey, interpretato da Christopher Plummer, proprio nel giorno del suo 85° compleanno. Ma si tratta veramente di un suicidio?
cena con delitto – knives out 3
Nella villa del fattaccio arriva la polizia e un detective privato famoso, Benoit Blac, cioè Daniel Craig, che hanno convocato tutti presenti di quel giorno, parenti, camerieri e, soprattutto, l’infermiera di Harlan, la bella Marta, Ana de Armas. Ognuno dei parenti, dall’editore dei romanzi del padre Walter, Michael Shannon, a sua sorella, Jamie Lee Curtis, al marito di lei, Don Johnson, a loro figlio Ransom, Chris Evans, alla vedova del figlio, Toni Colette, potrebbe avere un buon motivo per averlo eliminato. E ognuno di loro, probabilmente, mente.
Iris alle 21, 15 propone un gran bel film finale di Clint Eastwood, attore e regista, “Il corriere - The Mule” di e con Clint Eastwood e con Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest. Rai4 alle 21, 20 passa il thriller “Un debito di sangue” diretto da Eshom Nelms, Ian Nelmsm con Orlando Bloom, Garret Dillahunt, Andie MacDowell, Brian Geraghty, James Lafferty.
Cielo alle 21, 20 passa il buffo “The Last Witch Hunter – L’ultimo cacciatore di streghe” di Breck Eisner con Vin Diesel nel ruolo, appunto, del cacciatore di streghe, Rose Leslie, Elijah Wood, Michael Caine, Ólafur Darri Ólafsson. Fu un mezzo flop, visto che aveva un budget tra i 70 e gli 80 milioni di dollari mai ripresi. E mai ci fu alcun sequel. Meglio così.
Italia 1 alle 21, 25 passa “Robin Hood”, quello di Ridley Scott con Russell Crowe, Cate Blanchett, Mark Strong, Matthew Macfadyen, Kevin Durand. Passiamo alla seconda serata con “Diablo” di Ernesto Díaz Espinoza con Scott Adkins, Marko Zaror, Juan Camilo Castillo, Diana Hoyos, Alanna de la Rossa, thriller dedicato alla mafia colombiana.
Cine 34 alle 23, 20 propone “Anche gli angeli mangiano fagioli” di E.B.Clucher con Giuliano Gemma, Bud Spencer, Robert Middleton, Bill Vanders, Lara Sender. Avvisate Dago che voleva vederlo che Rai Movie alle 23, 25 propone una bomba come “Il portiere di notte” di Liliana Cavani con Charlotte Rampling, Dirk Bogarde, Philippe Leroy, Gabriele Ferzetti.
il portiere di notte di liliana cavani
Fu un film che molto divise gli intellettuali di mezzo mondo alla sua uscita e che oggi nessuno si arrischierebbe di fare più. L’amore sadomaso tra un nazista e la giovane ebrea, confesso, che era un po’ imbarazzante anche per il pubblico di allora. E il famigerato genere porno-nazi nasce proprio da qui e da “La caduta degli dei” di Luchino Visconti, che vanta proprio i due protagonisti.
Certo Dirk Bogarde e Charlotte Rampling, che mi disse di essere stata molto aiutata sulla scena dal suo meraviglioso partner, sono favolosi e fanno quasi un film a parte. La copia che era passata qualche anno fa su Mubi, cioè quella inglese della Criterion mi sembra completa, anche se non è bellissima.
Italia 1 alle 23, 55 passa “47 Ronin”, versione disastrata diretta da Carl Rinsch di una grande storia epica giapponese con Keanu Reeves, Hiroyuki Sanada, Tadanobu Asano, Rinko Kikuchi, Kô Shibasaki. Non ci posso credere, scrivevo quando uscì. 175 milioni di dollari in fumo grazie a un solo film sbagliato. Il regno della Universal sull’orlo del tracollo per aver puntato su un’idea sbagliata. C’è della grandezza in tutto questo.
Certo, solo un pazzo a Hollywood poteva pensare di far soldi con “47 Ronin”, remake del capolavoro di Kenji Mizoguchi “Genroku Kushingura”, cioè “I 47 Ronin”, trasposizione del 1941 di una delle storie più dolorose e famose del Giappone, conosciuta anche come la Vendetta di Ako, avvenuta nel 1702, quando un gruppo di ronin, cioè di samurai senza padrone, per vendicare il seppuku del loro signore, Lord Asano, obbligato a uccidersi per l’inganno del pessimo Lord Kira che intendeva impadronirsi del feudo di Ako, si sacrificano in uno scontro titanico riprendendosi la città e affettando Kira, ma sono poi obbligati, per doveri di bushido, a uccidersi loro stessi uno per uno col seppuku per riacquistare l’onore perduto davanti allo Shogun.
Nel film di Mizoguchi, uscito una settimana prima di Pearl Harbour, lunghissimo e diviso in due parti, quasi senza primi piani dei ronin, solo il suicidio dei 47 ronin portava via una quarantina di minuti. Bellissimo, ma noiosissimo. Lo adoravo. Ora. Provatevi a farne una versione per un mercato doppio, orientale e occidentale. Con tutti attori giapponesi, meno uno, Keanu Reeves, che parlano un pessimo inglese.
Con l’intero cast trasportato prima a Budapest, poi a Londra e infine in Giappone per gli ultimi esterni. Una sceneggiatura scritta e riscritta da troppe mani, dal Chris Morgan di “Fast & Furious 5 e 6” all’iraniano Hossein Amini di “Drive” al Walter Hamada di “Venerdì 13” e “The Conjuring”, che non andava mai bene.
Un regista, Carl Erik Rinsch, che viene dalla pubblicità alla sua opera prima. La storia che non viene trattata in maniera classica, ma come un fantasy in 3D, con una strega che si trasforma in volpe, esseri mostruosi con sei occhi e dragoni infernali. Qualche divagazione piratesca sulle navi olandesi non si capisce perché.
Con Keanu Reeves che diventa protagonista nel ruolo inventato di Kai, un mezzosangue cresciuto da Lord Asano a Ako e pazzamente innamorato di sua figlia Mika, la bella Ko Shibasaki, che non è accettato come samurai, ma diventerà lo stesso uno dei ronin agli ordini di Huranosuke Oishi, il vero protagonista di tutte le versioni giapponesi, interpretato da Hiryuki Sanada (“Wolverine”, “Sunshine”).
Il cattivo Kira è interpretato dalla superstar di “Thor” e “Mongol” Tadanobu Asano, la sua amante strega con un occhio celeste e uno marrone pronta a trasformarsi è la meravogliosa Rinko Kunimoto di “Norvegian Wood”. Il tutto viene girato nell’ormai lontana estate del 2011, poi rigirato, rimontato più volte.
Tutta la parte di Keanu Reeves schiavo da combattimento degli olandesi viene massacrato, il personaggio del Capitano olandese, interpretato da Yorick Van Wagenheim, scompare quasi. A fine 2013 si tenta un’uscita in Giappone, convinti che almeno loro ameranno il film. Malgrado il cast di star giapponesi e le 753 sale il rifiuto è totale, l’incasso è solo di un milione e 300 mila dollari, il film viene visto come un pasticcio americano impossibile. Non abboccano. E i 47 ronin nun se toccano.
E’ come girare la vita di Totti con Valerio Mastandrea in Bulgaria che parla inglese. La critica americana lo massacra: “Solenne come una marcia funebre”, “senza humour, giapponese come un involtino primavera fatto in California”, “trovate qualcosa da fare a Keanu Reeves”. Ora, di fronte a questo massacro, ovvio che venga voglia di difenderlo.
Anche perché la storia è sempre grandiosa, la grande battaglia finale notevole, la fotografia di John Mathieson notevole, i costumi di Penny Rose, il genio dietro ai “Pirati” e a “Lone Ranger”, meravigliosi. Certo Keanu Reeves non ha tante espressioni e non si capisce perché gli attori giapponesi debbano parlare inglese, la parte fantasy alla “Games of Thrones” non funziona, e la cosa più interessante, l’episodio della schiavitù dagli olandesi ridotta al minimo. Ma dietro ai flop stellari c’è sempre qualcosa di folle da amare e un qualche insegnamento da imparare.
Rai2 alle 0, 10 ha la grazia di presentarci “Non pensarci”, riuscitissima commedia di Gianni Zanasi con Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Caterina Murino, Paolo Briguglia. Rai Movie all’1, 35 passa “La vita straordinaria di David Copperfield” diretto dall’anglo-italiano Armando Iannucci, il regista del notevole “Morto Stalin se ne fa un altro” e interpretato dall’anglo-indiano Dev Patel, Hugh Laurie, Tilda Swinton, Gwendoline Christie, Ben Whishaw, Aneurin Barnard. Forse non all’altezza delle aspettative.
Decisamente meno riuscito il “Dorian Gray” di Oliver Parker con Ben Barnes, Colin Firth, Rebecca Hall, Rachel Hurd-Wood, Emilia Fox, Fiona Shaw, La7 Cinema all’1, 35. Iris all’1, 40 ci ripaga con un capolavoro avventuroso di Raoul Walsh ambientato nella San Francisco del 1850, “Il mondo nelle mie braccia”, scritto da Borden Chase e Horace McCoy con Gregory Peck cacciatore di frodo in Alaska che si innamora di Ann Blyth, bellissima ragazza russa promessop a non so quale principe, Anthony Quinn, John McIntyre, Hans Conreid.
lando buzzanca, laura antonelli e agostina belli all'onorevole piacciono le donne
Non lo vedo da allora. Chi se lo ricorda più? Dago se la vede impazzisce. Borden Chase ha rivelato che era stato scritto per John Wayne, e non per Gregory Peck, che non gli piaceva granché. Cine 34 alle 3, 20 propone “All’onorevole piacciono le donne” di Lucio Fulci con Lando Buzzanca che fa l’onorevole democristiano pazzo per le donne anche se sembra Colombo, Lionel Stander, Laura Antonelli nudissima, Corrado Gaipa, Eva Czemerys. Chiudiamola qui. Tanto la copia integrale del film di Fulci non verrà mai fuori, temo.
lawrence d arabia
il delitto perfetto 4
il delitto perfetto 1
civil war. 2
civil war. 6
civil war. 4
killer's game
civil war. 5
la strada verso casa
cena con delitto knives out
cena con delitto knives out
la vita straordinaria di david copperfield 1
la vita straordinaria di david copperfield 2
la vita straordinaria di david copperfield 3
il portiere di notte
il portiere di notte
charlotte rampling il portiere di notte
il portiere di notte di liliana cavani.
il portiere di notte
charlotte rampling e philippe leroy in il portiere di notte
robin hood
robin hood
robin hood
the last witch hunter.
vin diesel the last witch hunter – l’ultimo cacciatore di streghe
the last witch hunter – l’ultimo cacciatore di streghe
anche gli angeli mangiano fagioli
anche gli angeli mangiano fagioli
orlando bloom un debito di sangue
il corriere – the mule
the mule 8
the mule 7
dorian gray
il mondo nelle mie braccia 1
il mondo nelle mie braccia 2
all onorevole piacciono le donne 9
all onorevole piacciono le donne 7
all onorevole piacciono le donne 4
all onorevole piacciono le donne 2
all onorevole piacciono le donne 10
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