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IL DIVANO DEI GIUSTI – STASERA IN CHIARO NON C’È UN GRANCHÉ, MA CI SAREBBE “INTRIGO INTERNAZIONALE”, FRANCAMENTE UN CAPOLAVORO. TUTTA LA SAGA DI JAMES BOND NASCE CON QUEL FILM – AVETE ANCHE IL BIOPIC MUSICALE “JERSEY BOYS” E “RICKY E BARABBA” CON CHRISTIAN DE SICA IN COPPIA CON RENATO POZZETTO – IN SECONDA SERATA TROVATE IL CLASSICO DELLA COMMEDIA EROTICA ANNI’70 “LA SUPPLENTE” E IL POLPETTONE MA DI GRAN DIVERTIMENTO CAMP “HOUSE OF GUCCI. IL PROBLEMA DEL FILM, CHE HA GIUSTAMENTE TIRATO FUORI TOM FORD, CHE CON MAURIZIO GUCCI HA LAVORATO, È STATO RENDERE CAMP E TRASH COMICA UNA STORIA COSÌ TRAGICA E SANGUINOSA… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

intrigo internazionale 1

E stasera che vediamo in chiaro? Non c’è granché. Ieri sera leggevo nei diari di Cecil Beaton, che era stato chiamato a Hollywood per i costumi e le scenografie di “My Fair Lady”, ma non era più la Hollywood di dieci anni prima, quanto gli stesse antipatico Alfred Hitchcock, perché non la smetteva di parlare male degli inglesi. Stava antipatico anche a Orson Welles. Rimane lo stesso un genio, mi dispiace per Beaton e Welles.

 

intrigo internazionale

Stasera ci sarebbe “Intrigo internazionale”, o “North By Northwest”, francamente un capolavoro. Tutta la saga di James Bond nasce con quel film. Era il primo film che faceva per la MGM. Lo aveva scritto Ernest Lehman, geniale sceneggiatore (“Sabrina”, “Tutti insieme appassionatamente”) che gli era stato presentato da Bernard Herrmann. Erano partiti da tre idee, l’innocente che senza averne colpa viene ricercato per un delitto, la fuga per l’America, il finale sul Mont Rushmore, con i faccioni dei presidenti americani.

intrigo internazionale 2

 

Ne aveva parlato con James Stewart già sul set di “La donna che visse due volte” e Stewart voleva farlo a tutti i costi. La Metro voleva come protagonisti Gregory Peck e Cyd Charisse. Hithcock voleva nel ruolo di Roger O. Thornhill solo Cary Grant, pensava che sarebbe stato perfetto, del resto pensava a lui anche come il James Bond ideale. E riteneva James Stewart troppo vecchio per il ruolo, ma non poteva dirglielo per non offenderlo. Così perse tempo.

intrigo internazionale

 

Stewart doveva girare “Anatomia di un omicidio” di Otto Preminger e non poteva più fare il film di Hictchcock. E venne chiamato Cary Grant. E con lui Eva Marie Saint, he pure era un’attrice legata al Metodo. Volle come cattivo James Mason e come vice cattivo Martin Landau, che aveva visto a teatro. Fu Landau a farne un cattivo gay e a alludere alla bisessualità di Mason. LA Metro voleva girarlo in Ultrapanavision, ma Hitchock preferì il VistaVision. Sarebbe stato più adatto al film. Anche se ne avrebbe perso un po’ la musica di Herrmann.

 

Grant durante la lavorazione si lamentò. "E’ un terribile script. Abbiamo già girato due terzi di film e ancora non ci capisco nulla”. Ma era quello che voleva Hitchcock, meno capiva della trama più giusto per il ruolo era. La Metro propose quindici minuti di tagli, ma Hitchcock aveva il final cut. Leggo, non lo avevo mai notato, che il personaggio di Cary Grant sta quasi sempre sulla sinistra dello schermo. Ci sarò un motivo. Alla fine “Intrigo internazionale” ebbe 3 nominations, “Anatomia di un omicidio” 7, compreso James Stewart. Ma nessuno dei due film vinse nulla.

the jersey boys

Molto carino su Tv2000 alle 21, 10 il biopic musicale “Jersey Boys” diretto a 83 anni da Clint Eastwood con Christopher Walken, John Lloyd Young, Vincent Piazza, Erich Bergen, Michael Lomenda. E’ un film dedicato a chi è cresciuto tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’60 con “Sherry”, “Cry For Me”, “Big Girls Dont’t Cry”, “What a Night”, con la voce in falsetto di Frankie Valli e i coretti dei Four Seasons.

 

Tratto dal celebre omonimo musical del 2005 di Marshall Brickman e Rick Elice, che lo hanno sceneggiato anche per il cinema, e non scordiamo che Brickman fu autore con Woody Allen di capolavori come “Manhattan” e “Io&Annie”, vanta anche lo stesso cast di protagonisti, cioè John Lloyd Young come Frankie Valli, Erich Berger con Bob Gaudio, Michael Lomenda come Nick Massi.

the jersey boys 1

 

Solo il Tommy De Vito di Vincent Piazza (già Lucky Luciano in “Boardwalk Empire”) è del tutto nuovo, come è nuovo il boss Gyp De Carlo del sempre fenomenale Christopher Walken. Diciamo subito che non solo il film andrebbe visto in versione originale, è intraducibile l’italo-americano che parlano i ragazzi cresciuti nel New Jersey e i loro genitori, ma che i quattro protagonisti cantano live sul set tutte le canzoni del film, esattamente come se fosse un musical. E questo per i fan della musica è qualcosa di impagabile.

 

jersey boys clint eastwood

Costruito con un budget di 40 milioni di dollari, una ricostruzione scenografica perfetta e una conoscenza evidente dell’argomento e del momento storico, visto che sono gli anni che vedono muoversi nel cinema lo stesso Clint Eastwood, da sempre anche jazzista un po’ più che dilettante, “Jersey Boys” soffre un po’ del fatto di non essere né la versione cinematografica vera del musical, né un puro biopic, ma qualcosa nel mezzo.

 

I numeri musicali con i quattro ragazzi sono la vera forza del film, è vero, e la ricostruzione musicale è magistrale, come sono magistrali molti momenti che vedono i ragazzi confrontarsi con il boss di Newark, Christopher Walken, che li difenderà come un vero e proprio padrino da quando Frankie Valli lo farà piangere cantandogli la canzone preferita della sua mamma (“My Mother’s Eyes”), o li vedrà muoversi in questa cittadina italo-americana alla sotto Scorsese.

 

de sica pozzetto ricky e barabba

Cine 34 alle 21 propone “Ricky e Barabba” diretto da Christian De Sica con Christian De Sica in coppia con Renato Pozzetto, Francesca Reggiani, Franco Fabrizi, Sylva Koscina. Mediaset Italia 2 alle 21, 05 passa l’horror “Upgrade” di Leigh Whannell con Logan Marshall-Green, Betty Gabriel, Harrison Gilbertson, Christopher Kirby. Meglio il thriller finlandese, chissà?, “Operazione 6/12 – Attacco al presidente” diretto da Aku Louhimies con Jasper Pääkkönen, Nanna Blondell, Sverrir Gudnason, Cathy Belton, Nika Savolainen. Insomma…

dove osano le aquile

 

Su Iris alle 21, 15 trovate “Dove osano le aquile” bellico alla “Inglorious Bastards” diretto da Brian G. Hutton con Richard Burton, Clint Eastwood, Mary Ure, Patrick Wymark, Michael Hordern e la bellissima Ingrid Pitt. e la bellissima Ingrid Pitt. Due ore e mezzo di azione e di sparatorie sulle montagne austriache. Credo che la scena della locanda di “Bastardi senza gloria” sia tutta ispirata a questo film, dove vedevamo un assurdo Clint Eastwood con ciuffone alla Callahan vestito da nazista per camuffarsi.

dove osano le aquile 1

Clint lo aveva ribattezzato “Dove osano le controfigure” (Where Doubles Dare”), viste le tante scene di montagna girate con gli stuntmen. Burton invece odiava i film di guerra, ma fu proprio lui a volerlo fare per far colpo sul figlio di Liz, che adorava invece questo genere di cinema. Allora il produttore Elliot Kastner invitò MacLean a scrivere una storia adatta a lui. Sembra che non la smise mai di bere e appena poteva si chiudeva coi suoi amici Peter O’Toole e Richard Harris.

 

LA7Cinema alle 21, 15 ripropone un film che non ebbe il successo sperato, “Come acqua per gli elefanti”, mélo ambientato in un circo negli anni’30, diretto da Francis Lawrence, scritto dallo specialista Richard LaGravenese con Robert Pattinson, Reese Witherspoon, Christoph Waltz, James Frain, Hal Holbrook. Per chi ama il circo c’è una grande ricostruzione dei circhi alla Ringling Brothers and Barnum & Bailey.

steve carrel julianne moore crazy, stupid, love

 

La5 alle 21, 15 passa la commedia sentimentale “Crazy, Stupid, Love” di Glenn Ficarra, John Requa con Steve Carell, Julianne Moore, Ryan Gosling, Emma Stone, Marisa Tomei, Kevin Bacon. Su Cielo alle 21, 20 mi sa che è da vedere il survival thriller nelle nevi “Arctic”, opera prima di Joe Penna con Mads Mikkelsen, Maria Thelma Smáradóttir. Ha ottime critiche. Su Rai4 alle 21, 20 l’action con ragazza killer “Anna”, prodotto e diretto da Luc Besson con l’esordiente Sasha Luss, Helen Mirren, Luke Evans, Cillian Murphy, Lera Abova, Eric Godon. Anna è un killer putiniano. Puzza di già visto, eh? Però c’è Cillian Murphy… Mi sa che non basta. Infatti ha pessime critiche.

pirati dei caraibi – ai confini del mondo

 

Alternative? Su Rai Due alle 21, 20 passa un oscuro “Nessuno può scaricare mia figlia” di Stanley M. Brooks con Ana Ortiz, Jasmine Vega, Sheila E., Aiden Howard, Skylar Radzion, Debbie Podowski. C’è una madre che non si arrende quando un tipo molla sua figlia. Boh? Italia 1 alle 21, 20 ci sveglia con “pirati dei Caraibi. AI confini del mondo” diretto da Gore Verbinski con Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Geoffrey Rush, Jonathan Pryce, Bill Nighy.

 

Passiamo alla seconda serata con il polpettone ma di gran divertimento camp “House of Gucci” di Ridley Scott con Lady Gaga, Adam Driver, Jared Leto, Al Pacino, Jack Huston, Jeremy Irons, Camille Cottin, Rai Mopvie alle 23, 05. Vediamo cosa ne scrissi quando uscì.

 

lady gaga house of gucci 1

“Il verde non si intona al mio rossetto”, spiega Lady Gucci/Lady Gaga alla maga della tv Signora Pina/Salma Hayek/Lady Pinault rispetto ai colori da mettere. “Non sapevo di aver sposato un mostro”, fa ancora Lady Gaga/Lady Gucci al marito Maurizio/Adam Driver. “No. Hai sposato un Gucci”, fa lui. C’è da divertirsi, è vero, a vedere questo pur interminabile fumettone camp “House of Gucci”, diretto da Ridley Scott a 80 anni inoltrati che si ostina a ricostruire l’Italia degli anni ’80, anzi qui la Milano da bere degli anni ’80 e il celebre delitto Gucci, come se fossimo a Roma negli anni ’60.

 

Un film, insomma, che avrebbero diretto magnificamente sia Martin Scorsese che Luca Guadagnino, che hanno astutamente declinato l’offerta, per non parlare della buonanima di Carlo Vanzina.

house of gucci

Lady Gaga come Patrizia Gucci è strepitosa in versione mora alla Carmen e Adriana Russo, donnetta avida (“Non mi ritengo una persona particolarmente etica…”) e piena di brillocchi, sembra una star della commedia sexy del tempo, e Adam Driver come Maurizio Gucci, così rigido, così poco interessante, è perfetto, ma il problema morale che ha giustamente tirato fuori Tom Ford, che con Maurizio ha lavorato, cioè rendere camp e trash comica una storia così tragica e sanguinosa, esiste.

 

house of gucci

E, a parte i personaggi di Maurizio e Patrizia Gucci, gli altri sono dei pupazzi terrificanti. E parlo di star del calibro di Jeremy Irons come il vecchio Rodolfo Gucci, padre di Maurizio e vecchia star dei telefoni bianchi col nome di “Maurizio D’Ancora” (ma come si fa a confondere “Treno popolare” di Matarazzo con “Rotaie” di Camerini, il film che lo lanciò?!). Di Al Pacino che fa Aldo/Al Gucci, lo zio di Maurizio, una sorta di gangster italo-americano eccessivo e cialtrone.

 

Per non parlare di Jared Leto, in versione calva e truccata, come Paolo, il figlio idiota di Aldo che vorrebbe aprire una sua linea di moda perché si sente artista. Davvero invedibile, anche se l’attore è un volto del marchio Gucci di oggi, cioè targato Alessandro Michele.

jared leto house of gucci.

 

Ma non funzionano nemmeno gli altri attori eccellenti usati qui come manichini vanziniani, Camille Collin, la “nasona” (lo ha detto l’Aspesi) di “Chiami il mio agente”, come la modella Paola Franchi, amante di Maurizio, Jack Huston come il fedele Domenico, uomo di Rodolfo, la stessa Salma Hayek come la “sederona” (lo ha detto l’Aspesi) Signora Pina che aiuta Lady Gucci prima nelle macumbe contro il marito e poi nell’assoldare i killer.

 

al pacino house of gucci

Scena sì, ha ragione l’Aspesi, clamorosa, perché sembra una citazione delle Brigate Pecorine di “Paolo Roberto Cotechino centravanti di sfondamento” di Nando Cicero, con le due star, che sembrano Totò e Peppino quando sono Lady Gaga e Lady Pinault truccate da donne del popolo un po’ buzzicone (mi sa che non si può dire), che portano la borsa piena di soldi ai due balordi. Magari gli americani ci cascano con Jeremy Irons che vede i suoi vecchi film in 16 mm a Villa Necchi, già usata da Guadagnino in “Io sono l’amore”, ma qui tutto sembra solo ridicolo.

 

E ci rimane solo la voglia di vedere il documentario autobiografico sulla sua vita che il vecchio Rodolfo mostrò agli amici e parenti pochi anni prima di morire e oggi conservato dal Centro Sperimentale di Roma. Per non parlare di come Ridley Scott abbia usato le canzoni italiane a caso.

 

house of gucci

L’entrata in scena di Patrizia Gucci in versione pin up della Milano cafona del 1978 è sottolineata da “La ragazza del maglione” di Pino Donaggio, boh?, mentre “Sono bugiarda” di Caterina Caselli accompagna Maurizio che lavora nella compagnia di camion del padre di Patrizia, ariboh? Ma il massimo è “Ritornerai” di Bruno Lauzi, che noi italiani abbiamo assorbito da anni come brano morettiano, buttata lì in una scena senza significato con Maurizio e Patrizia in mezzo alle vacche.

 

la mummia. la tomba dell’imperatore dragone 1

Su Rai 4 alle 23, 20 brilla l’action coreano “The Roundup: Punishment” di Heo Myeong Haeng con Ma Dong-seok, Kim Mu-yeol, Lee Joo-Bin, Lee Dong-Hwi, Park Ji-hwan, Kim Min-Jae. L7 Cinema alle 23, 25 risponde con una versione per brave ragazze di più di vent’anni fa “Emma”, opera prima di Douglas McGrath, tratta dal romanzo di Jane Austen con Gwyneth Paltrow, Ewan McGregor, Greta Scacchi, Toni Collette, Alan Cumming. Su Italia 1 alle 0, 45 passa “The Mummy. La tomba dell’imperatore dragone”, fantasy avventuroso diretto da Rob Cohen con Brendan Fraser, Jet Li, Maria Bello, John Hannah, Michelle Yeoh, Luke Ford, Russell Wong.

carmen villani la supplente

Trionfa alle 0, 50 su Cine 34 il classico della commedia erotica anno’70 “La supplente” diretto da Guido Leoni con Carmen Villani, Dayle Haddon, Eligio Zamara, Gisela Hahn. "Se Carmen Villani non se la sente di togliersi anche l'ultima barriera dello slippino" scriveva Giovanni Buttafava sul Patalogo, "Guido Leoni ricorre a una divetta più giovane e disposta: si tira fuori a metà una sorella minore della supplente, totalmente diversa e tipologicamente spaesata, con quel fare da modella di lusso, molto su, Dayle Haddon", già pronto a erotici maggiori come "Spermula" e "Madame Claude".

 

dayle haddon la supplente

Se la Haddon prende il posto pensato per star televisive come Sabina Ciuffini e Elisabetta Viviani, quanto siamo provinciali!, si farà a meno ahimè della presenza di Gabriella Farinon, che aveva appena posato nuda per Playmen, e alla quale erano stati offerti ben 17 milioni di lire per fare la terza bellezza del film. Perché la Farinon? Perché il pubblico italiano preferisce le donne italiane. Lo dice anche il regista parlando della Villani, "ha l'opulenza di una bella e vera donna italiana come piace agli italiani".

 

jake gyllenhaal demolition

Su Cielo alle 0, 55 magari vi sveglierà “Demolition – Amare e vivere” del canadese Jean-Marc Vallée con Jake Gyllenhaal, Naomi Watts, Chris Cooper, Polly Draper, Wass Stevens. A vedere il trailer ricordo che sembrava un thriller con Jake Gyllenhall spaccatutto. C’è un Jake Gyllehall spaccatutto, è vero, con martellone pneumatico e mazze di ogni tipo, ma non è affatto un thriller. Questo Demolition diretto da Jean-Marc Vallée, il regista di Dallas Buyer Club, ma anche di belle serie tv come “Little White Lies”, e scritto malamente da Bryan Sipe, è un curioso ma irrisolto melodramma che vede un uomo impazzire per la morte della moglie al punto da riuscire a sfogarsi solo quando ha la mazza in mano e addobba un muro. Sbang! Sbatabang! Mai visto un film così.

carmen villani la supplente va in citta'

 

Cielo alle 2, 45 propone “Gli indifferenti”, la versione più moderna del romanzo di Moravia diretta da Leonardo Guerra Seràgnoli con Valeria Bruni Tedeschi, Edoardo Pesce, Vincenzo Crea, Beatrice Grannò. Magari lo potremmo vedere. Cine 34 alle 32, 35 ripropone la filiera dei fuilm di Carmen Villani con “La supplente va in città” diretto da Vittorio De Sisti con Carmen Villani, Francesco Mulè, Vincenzo Crocitti, Josele Roman, Maria Luisa Ponte.

 

Rete 4 alle 3, 45 passa al western violento di Lucio Fulci con “I quattro dell’Apocalisse” con Fabio Testi, Lynne Frederick, Tomas Milian, Michael J. Pollard, Harry Baird. Fulci non lo considerava però completamente riuscito perché non aveva avuto una gran rapporto con Ennio De Concini, lo sceneggiatore imposto dalla produzione. Eppure nemmeno De Concini si ritiene soddisfatto dell’operazione. “Fu fatto con delle intenzioni molto serie”, spiega in “Arrivano i vostri”, programma tv di Duccio Tessari, “e come tutte le cose fatte con delle intenzioni impegnate, andò malissimo”.

i quattro dell apocalisse

Il problema, secondo Fulci, fu che De Concini scrisse una sceneggiatura sui quattro racconti di Francis Brett Harte scelti dal produttore Ermanno Donati che, secondo lui, non funzionava, e che non si poteva toccare. “Intanto le cose buone del film sono quelle in cui lui non c’entra: io chiesi a Salvati una fotografia trasparente (nel film non c’era un’inquadratura con luce di taglio), cercai di dare una forma elegante al film, proprio perché mi accorgevo che, sotto, la sceneggiatura non mi reggeva. Nel finale però mi scateno e faccio Remington. Comincio a usare i 1000, i filtri, i fog, ecc.... Io credo che la cosa migliore di questo film siano gli ultimi 800 metri.” (Garofalo, “Nocturno”).

 

i quattro dell apocalisse

Così abbiamo quattro sfigati del west, capitanati da Stubby, un giocatore, Fabio Testi, e comprendenti Clem, un ubriacone, Michael J. Pollard, la prostituta incinta Bunny, interpretata dalla povera Lynne Frederick, allora fresca di Giubbe rosse di Massaccesi prodotto dalla stessa Cineriz e non ancora moglie di Peter Sellers (morirà a soli 39 anni nel 1994), Bud, un nero pazzo, Harry Baird, che escono da una prigione dopo che lo sceriffo del posto, il perfido Donald O’Brien, ha fatto uccidere in una notte tutti quelli non in regola da un gruppo di killer col volto coperto.

i quattro dell apocalisse

 

I quattro, che girano su un calesse, si scontrano col sadico bandito Chaco, ovviamente interpetato da Tomas Milian in forma smagliante come se si credesse Charles Manson. Chaco scuoia vivi gli sceriffi, ammazza donne e bambini e si fa di peyote. Magari la copia di stasera sarà un po’ tagliata… Controllare… E qui chiudo.

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