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“DOPO 51 ANNI C’È UN NUOVO TESTE” – SI RIAPRE L’INCHIESTA SUL DELITTO PASOLINI. IL POETA VENNE UCCISO ALL'IDROSCALO DI OSTIA NELLA NOTTE TRA IL PRIMO E IL 2 NOVEMBRE 1975 - UN UOMO DELLE FORZE DELL’ORDINE, OGGI IN PENSIONE, AVREBBE FORNITO DEI DETTAGLI INEDITI SULLA PRIMA INDAGINE. TUTTE RELATIVE AI LAVORI DI PASOLINI PRIMA DI MORIRE. IN PARTICOLARE "SALÒ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA", QUINDI LA CRITICA DEL FASCISMO. E POI "PETROLIO", IL ROMANZO INCOMPIUTO IN CUI SI PARLA DELLA MORTE DI ENRICO MATTEI E DEL SUCCESSORE ALLA GUIDA DELL'ENI, EUGENIO CEFIS. “E POI ALCUNI ARTICOLI PUBBLICATI PROPRIO A RIDOSSO DELLA MORTE”, SULL'INTRECCIO DI POTERI CHE PASOLINI STAVA DENUNCIANDO PRIMA DI ESSERE UCCISO...
Andrea Ossino per “la Repubblica” - Estratti
Cinquantuno anni dopo, la verità sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini torna a essere una questione giudiziaria. La procura di Roma ha riaperto le indagini sulla morte dello scrittore e regista, massacrato all'Idroscalo di Ostia nella notte tra il primo e il 2 novembre 1975.
Lo ha fatto partendo da una nuova testimonianza e da tre piste investigative indicate in un esposto dell'avvocato Stefano Maccioni. Tre possibili chiavi di lettura, tre piste investigative suggerite dal legale.
Tutte relative ai lavori di Pasolini prima di morire. In particolare Salò o le 120 giornate di Sodoma, quindi la critica del fascismo. E poi Petrolio, il romanzo incompiuto in cui si parla della morte di Enrico Mattei e — in chiave critica — del successore alla guida dell'Eni, Eugenio Cefis. «E poi alcuni articoli pubblicati proprio a ridosso della morte», spiega il legale riferendosi all'intreccio di poteri che Pasolini stava denunciando prima di essere ucciso.
Sul delitto, a distanza di oltre mezzo secolo, continuano a gravare interrogativi irrisolti. Non è la prima volta che Maccioni prova a far riaprire quella pagina della storia italiana.
Ci era riuscito nel 2010, ottenendo nuove indagini che si erano concluse cinque anni dopo con un'archiviazione. I profili genetici rinvenuti sul corpo della vittima non erano stati infatti ricondotti ad alcun soggetto identificato. Nel 2023, un nuovo tentativo. Fallito.
Passano due anni. Novembre del 2025: il legale, che in questa circostanza rappresenta l'Ordine dei giornalisti del Lazio, il regista David Grieco e lo scrittore Giovanni Giovannetti, depositano una nuova istanza. Questa volta accolta dalla procura.
A fare la differenza sarebbe stata una testimonianza. Quella di un appartenente alle forze dell'ordine, oggi in pensione, che avrebbe riferito all'avvocato circostanze relative alla prima inchiesta sull'omicidio. Elementi che potrebbero imporre una nuova lettura. Al legale non convincono le indagini precedenti: «Come evidenziato oramai da quasi 18 anni, la verità giudiziaria che attribuiva la responsabilità esclusiva a Giuseppe Pelosi (condannato in via definitiva e morto nel 2017, ndr) è stata spazzata via nel corso di questi anni, in particolare dai risultati delle prove scientifiche da noi richieste», spiega.
Nonostante i dubbi, le precedenti indagini non hanno portato a nulla di concreto. Ma la procura di Roma non intende lasciare nulla al caso.
salo pier paolo pasolini
pier paolo pasolini
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