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Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”
La nuova vita del presidente degli Stati Uniti avrà a che fare con i media. C'è chi immagina, come il sito Policy.Mic , che fonderà una televisione, l' Obama tv . Altri sostengono che stia lavorano a un progetto per i social network. Per il momento, però, Barack Obama ha concesso solo una battuta su che cosa farà dopo il 20 gennaio 2017, quando passerà le consegne a Donald Trump: «Dormirò per due settimane». Ma certamente non si ritirerà a sfogliare gli album dei ricordi nella villa di Kalorama a Washington.
Il 20 novembre scorso, a margine di un vertice internazionale in Perù, il presidente ha incontrato Mark Zuckerberg, il co-fondatore e amministratore delegato di Facebook . I due, secondo le indiscrezioni, avrebbero conversato a lungo di piattaforme digitali, di opportunità nell' ampio orizzonte dei social.
«Io sono un nerd, non ho alcun problema a dirlo», ha dichiarato più volte, sorridendo, Obama: un appassionato di tecnologia e di comunicazione. La sua campagna elettorale del 2008 ha segnato una svolta, mobilitando persone e raccogliendo risorse sul web.
Nel 2016, però, qualcosa è cambiato. È stato l'anno della «post verità», delle notizie palesemente false che si mescolano a quelle vere su «Twitter» e «Facebook», intossicando il dibattito pubblico. Il presidente in uscita ne ha parlato più volte negli ultimi discorsi, prima e dopo la vittoria di Donald Trump.
Obama, una volta lasciata la presidenza, potrebbe intervenire più direttamente. Come? Si cita il precedente di Al Gore, il vice di Bill Clinton, che fondò un'emittente via cavo, Current tv dedicata ai giovani e puntata sui temi dell'ambiente. L' esperienza è durata fino al 2013, quando Gore vendette Current tv ad Al Jazeera.
«Attenzione, perché non è un mercato facile», avrebbe detto Zuckerberg a Obama. È possibile allora che il primo presidente afroamericano della storia sviluppi una serie di iniziative, in qualche modo collegate tra loro proprio da una piattaforma digitale. Obama, si è scritto, starebbe già pensando a un libro, ma non il classico volume di memorie. Potrebbe essere piuttosto una sfida innovativa, una nuova dottrina, Obama 2.0 , sull'interazione tra politica e opinione pubblica.
obama e biden si fanno un selfie dal titolo amici
Si vedrà nel concreto quale sarà lo sbocco di tutto ciò. Nel frattempo il presidente curerà l'allestimento della sua Library a Jackson Park, nella zona Sud di Chicago, il luogo dove è cresciuto e ha conosciuto Michelle. Nel marzo prossimo gli archivisti cominceranno a classificare i documenti e i file digitali di otto anni alla Casa Bianca. Sarà tutto pronto per il 2021.
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