DAGOREPORT - ED ORA, CHE È STATO “ASSOLTO PERCHÉ IL FATTO NON SUSSISTE”, CHE SUCCEDE? SALVINI…
CRISTIANO RONALDO OPERAI PROTESTA
Dario Di Vico per il Corriere della Sera
Almeno fino a ieri l' idea di uno sciopero contro l' acquisto di Cristiano Ronaldo («troppa iniquità» è la motivazione) il suo successo l' ha avuto. Sui siti ha fatto bingo, la Reuters l' ha persino rilanciato nel notiziario in lingua inglese e i promotori, l' Usb di Melfi, hanno incassato l' incondizionato plauso di Stefano Fassina e Sergio Cofferati.
Lo stabilimento di Melfi fa capo alla Fca, società sorella della Juventus in quanto entrambe in portafoglio alla Exor della famiglia Agnelli e tanto è bastato per collegare l' arrivo e lo stipendio di Ronaldo alla condizione e al salario operaio e a far scattare la proclamazione di ben due giorni di sciopero, a partire dal turno delle 22 di domenica sera. Vedremo se il colpo mediatico di ieri verrà bissato con quello effettivo (quanti si asterranno dal lavoro), di sicuro però a Melfi - dove è attivo uno Juventus club con 550 soci - c' è chi è imbestialito per quello che considera un mero escamotage sindacale.
Gerardo Evangelista è un operaio della Fiat di Melfi sin dal '93 e ora è segretario della Fim-Cisl della Basilicata. «Nell' epoca dei social ognuno può inventarsi la sua - commenta - compreso lo sciopero indetto da una sigla totalmente ininfluente in fabbrica e che spera in questo modo di avere maggiore visibilità. Ma è un modo di fare sindacato ai limiti del cinismo e non ha nessun collegamento con i problemi reali della fabbrica».
A Melfi si produce la Jeep - il brand che campeggia sulle maglie dei giocatori juventini e che dovrebbe vendere di più giovandosi del traino pubblicitario di Ronaldo - ed è la vettura prodotta in Basilicata che ha dato le maggiori soddisfazioni con una crescita del 22%. Nella stessa fabbrica andrà invece a terminare la produzione della Punto e le speranze dei sindacati confederali sono che Fca decida di costruire proprio qui la sua prima vettura ibrida. «Melfi è stato sempre un laboratorio di cultura industriale e la scelta dell' ibrido sarebbe perfetta» sostiene Evangelista. Come ovvio però le cifre che sono girate attorno all' arrivo di CR7 a Torino si prestano a considerazioni di carattere generale.
Cofferati descrive l' Italia come un paradiso fiscale e sostiene che ad aver attratto il portoghese in Italia non è stato il progetto sportivo di Andrea Agnelli ma un vantaggio erariale. Domenico De Stradis, capo dell' Usb che ha proclamato lo sciopero ha anche moltiplicato il numero dei lavoratori di Melfi in contratto di solidarietà (1.640) per il loro stipendio annuo e gli è uscito il compenso che Ronaldo percepirà dalla Juve.
E persino Marco Bentivogli, leader nazionale della Fim-Cisl, invita tutti a ragionare: «Sullo sciopero di Melfi ha ragione Evangelista. Ma i compensi dello sport, dei manager e delle star dello spettacolo hanno fatto saltare ogni correlazione morale con il salario dei lavoratori. Lo stipendio di Ronaldo, lo dico da juventino, è solo uno dei tanti e questa montagna di denaro non ha nulla di dignitoso».
2. CHI SCIOPERA CONTRO RONALDO E’ UNO SCIOCCO
Vittorio Feltri per Libero Quotidiano
La classe operaia non andrà in paradiso: merita l' inferno.L' ultima che ha combinato è talmente grossa che sono imbarazzato a raccontarla. I lavoratori dello stabilimento Fiat di Melfi (Basilicata), esercitando un diritto diventato un abuso tragicomico, hanno deciso di scioperare. Perché? La Juventus ha acquistato dal Real Madrid el puntero Cristiano Ronaldo alla cifra pazzesca di 117 milioni di euro. Le tute blu si sono incazzate a morte con la famiglia Agnelli che ha speso tanti soldi per accaparrarsi un calciatore.
Secondo loro, forse, i signori torinesi avrebbero dovuto girare la ricca somma alle maestranze, dimenticandosi oltretutto che, in occasione di partite importanti, esse fanno immancabilmente registrare primati mondiali di assenteismo. Le quali maestranze della casa automobilistica hanno acceso, non solo in Lucania, varie guerre sindacali insensate costringendo Sergio Marchionne a trasferire il grosso dell' azienda negli Stati Uniti, dove ha trovato l' ambiente ideale per espandersi e diventare un colosso internazionale.
Un bellissimo affare per gli eredi dell' Avvocato e un danno mostruoso per l' imprenditoria italiana.Nonostante ciò, mai avremmo supposto che i metalmeccanici di Melfi, terra sottosviluppata, arrivassero a incrociare le braccia per un motivo tanto idiota quale è l' ingaggio, da parte dei bianconeri, di un campione del pallone.
Anche perché la Juventus è una società per azioni quotata in Borsa e quindi indipendente dalla fabbrica di vetture a motore. Significa che gli operai in questione oltre che inclini a inscenare casini gratuiti sono pure sprovveduti, ignorando che ogni ditta, a prescindere dalla proprietà, è autonoma. Uno sciopero tanto balordo non ha precedenti, benché questo genere di protesta qui da noi abbia assunto le dimensioni e gli effetti dell' apocalisse.
Mi domando che c' entri l' avvitamento dei bulloni con i gol di Ronaldo. Che gliene frega a un saldatore se Allegri nel prossimo campionato avrà a disposizione un asso costato un occhio? Saranno affari del presidente Andrea Agnelli e non riguardano la manodopera melfitana, cui consigliamo di lavorare anziché rompere i coglioni cavalcando pretesti folli.
Infine una considerazione ispirata alla par condicio. Chi ha detto che l' assunzione di Cristiano sia un toccasana?L' atleta ha 33 anni, è sul viale del tramonto poiché l' età avanzata incide sul rendimento in ogni attività fisica.Quanto potrà durare? Un anno, due al massimo. Ma se al club torinese piace rischiare, ciò non deve interessare a nessuno, tantomeno a uomini incaricati soltanto di produrre macchine. C' è un comandamento che Mosè si è dimenticato di trasmetterci: ciascuno di noi si faccia i cazzi propri.
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