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FISCHIA IL VENTO! LA POETESSA ANNE CARSON, NOBEL PER LA LETTERATURA 2026, HA SAPUTO DELLA VITTORIA DEL PREMIO MENTRE ERA IN ISLANDA AD ASCOLTARE IL VENTO (INAUGURERA’ UNA NUOVA TENDENZA TRA I RADICAL CHIC?) – GRAMELLINI: “SE UNA PERSONA CAMMINA PER STRADA URLANDO COME UN OSSESSO DENTRO UN PAIO DI TELEFONI (MA CHI E’ CHE PARLA CON DUE TELEFONI, LOTITO?) PASSA INOSSERVATO. MA SE QUELLA STESSA PERSONA SI SDRAIASSE A OCCHI CHIUSI SU UNA PANCHINA PER ASCOLTARE IL VENTO, LO CONSIDEREREMMO UN ORIGINALE. NESSUNO ASCOLTA PIÙ NIENTE, FIGURIAMOCI IL VENTO…” 

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Massimo Gramellini per corriere.it - Estratti

 

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Quando, poco prima di pranzo, la segretaria dell’Accademia di Svezia l’ha cercata al telefono per comunicarle che aveva vinto il Nobel, la poetessa Anne Carson le ha risposto che si trovava in Islanda ad ascoltare il vento. Se ha detto il vero, è proprio una poetessa.

 

Ma lo sarebbe anche se avesse detto il falso (...)

 

Siamo strani. Se una persona cammina per strada urlando come un ossesso dentro un paio di telefoni, passa pressoché inosservato. Ma se quella stessa persona si sdraiasse a occhi chiusi su una panchina per ascoltare il vento, lo considereremmo un originale. Nessuno ascolta più niente, figuriamoci il vento, che per farsi sentire ha bisogno di silenzio, esteriore e interiore. Intendiamoci: ascoltare (e ascoltarsi) non è mai stato facile in nessuna epoca storica, a meno di non vivere in un monastero.

 

ANNE CARSON

Ma nella nostra, con quell’aggeggino che ci vibra in tasca sputandoci addosso stimoli e distrazioni a getto continuo, rasenta l’impresa eroica. Il fatto che Anne Carson abbia risposto alla telefonata del Nobel significa che anche lei possiede uno smartphone, o almeno un vecchio cellulare, ma che nonostante la presenza di quell’irresistibile intruso riesce ancora a zittirne la voce per ascoltare quella del vento.

massimo gramellini

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