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FREE MARCO DAMILANO! ALDO GRASSO PRENDE PER IL CULO IL GIORNALISTA, CHE VORREBBE PASSARE PER L'ULTIMO PARTIGIANO DELL’APPROFONDIMENTO, MA FINISCE PER AVERE L’ARIA DEL SOPRAVVISSUTO: “COME UNO DEI PROTAGONISTI DI “LOST” SI MUOVE ORA IN UN AMBIENTE SCONOSCIUTO E OSTILE, IL CAVALLO È DIVENTATO UN DRAGO E IL PALAZZO DI VIALE MAZZINI UN PENITENZIARIO ILLUMINATO A GIORNO. SEMBRA TENUTO IN OSTAGGIO NON SI SA BENE DA CHI. LA VOCE È QUELLA DEL PENITENTE E…”
Estratto dell'articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
Martedì sera, Marco Damilano ha parlato dell’emergenza migranti a Lampedusa, una situazione drammatica da esodo biblico: alle 21 erano sbarcate più di 4.000 persone su una miriade di fragili barchini. L’isola è al collasso, il memorandum con la Tunisia non funziona, così come non aveva funzionato quello con la Libia. Per descrivere la tragicità della situazione Damilano si è dovuto collegare prima con un giornalista dell’Ansa da Lampedusa e poi con una giornalista dell’ Huff Post da Strasburgo, come se i giornalisti Rai non esistessero o fossero impegnati altrove.
Anche se non lo ammetterà mai, Damilano ha l’aria del sopravvissuto: come uno dei protagonisti di Lost si muove ora in un ambiente sconosciuto e ostile, il cavallo è diventato un drago e il palazzo di Viale Mazzini un penitenziario illuminato a giorno. Sembra tenuto in ostaggio non si sa bene da chi (siamo sempre ostaggi di qualcuno). La voce è quella del penitente, anche se non c’è televisione senza penitenza. […]
A Damilano piacerebbe di più la figura del resistente, l’ultimo partigiano dell’approfondimento, ora che in Rai esiste persino un direttore dell’approfondimento, ora che è ripartita su Rai1 la striscia di Bruno Vespa e Manuela Moreno vorrebbe essere più profonda del mare nella schiera delle approfondenti. Fa persino tenerezza quando Damilano dice che «il pluralismo è un dovere del servizio pubblico, oltre che un diritto del pubblico». Ma almeno ci regala una flebile fiducia nell’avvenire.
Non è facile racchiudere la cronaca sul campo e il commento di più ampio respiro in un racconto di una decina di minuti, anche perché la nuova Rai3 non ha ancora una precisa individualità e, fino a poco tempo fa, il programma pescava con successo fra il pubblico più tradizionale e identitario di Rai3. Avanti popolo, sta per arrivare Nunzia De Girolamo!
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