DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI…
“HO PORTATO E MESSO TANTE CORNA” – A 81 ANNI BOBBY SOLO RACCONTA SUCCESSI, FREGATURE, AMORI E DOLORI: “CON ADRIANO CELENTANO ANDAVAMO IN GIRO DI NOTTE A CACCIA DI FARMACIE, ‘CI FACEVAMO’ DI VITAMINE E INTEGRATORI. TUTTI E DUE SOFFRIVAMO DI INSONNIA” – “HO VENDUTO 12 MILIONI DI COPIE CON ‘UNA LACRIMA SUL VISO’, LA SCRISSI GUARDANDO MIA MADRE CHE CUCINAVA LE PATATE” – “NON MI SONO MAI OFFESO, NEMMENO QUANDO NEL 1977 MI DISSERO: ‘BOBBY, LA TUA CARRIERA È FINITA’”… – VIDEO
Estratto dell’articolo di Roberto Scorranese per il “Corriere della Sera”
Bobby Solo, come sta?
«Bene, ma sono reduce da un tour di 40 concerti. […]
Quaranta concerti in un tour a 81 anni non è male.
«Ma lo sa che mi ricordo anche l’esordio nella pubblicità, quando ero giovane?»
Che pubblicità?
«Era uno yogurt. Vivevo a Milano all’epoca, tutto pareva possibile. Una lacrima sul viso la ideai guardando mia mamma Mariolina che faceva le patate bollite in cucina».
Bobby Solo e Loretta Goggi zingara
Poi un giorno le capitò di ascoltare Elvis Presley.
«Avevo quattordici anni e una fidanzatina americana, Betsy. Un giorno lei mise un disco, io ascoltai Love Letters e impazzii».
[…]
Nel 1963 il primo disco: il suo nome all’anagrafe, Roberto, che diventa «Bobby» e un primo accenno di ciuffo.
«Alla Ricordi non piacevo, dicevano che la mia voce non funzionava, però il padre di Mogol, Mariano Rapetti, mi voleva bene».
E sua mamma che diceva?
«Si raccomandava: “Roberto, ricordati che non devi ingrassare, devi essere bello come Julio Iglesias”».
Lo ha conosciuto?
«Julio? Sì, in Francia, ero andato a incidere Una lacrima sul viso . Un signore gentile. In quello stesso studio vidi un uomo alto e molto bello, era Alain Delon. Girava con due pitbull, lo salutai con un inchino “Bonjour Alain”. Lui passò oltre senza guardarmi».
E lei si offese?
«Non mi sono offeso nemmeno quando nel 1977 mi dissero: “Bobby, la tua carriera è finita”».
Lei era in buona compagnia: Morandi, per esempio, attraversò una lunga crisi a causa dell’ascesa dei cantautori e dei gruppi impegnati.
«Sì, Gianni si mise a suonare il basso acustico, io aprii una sala di incisione».
Però «Una lacrima sul viso» continuava a vendere.
«Non ha mai smesso. Oggi calcolo che solo quel disco ha venduto dodici milioni di copie. So che Google ne riporta molti di più, ma se così è stato io francamente non so a chi siano andati i guadagni».
Immagino che circolino molte copie contraffatte.
«Una volta perquisirono un magazzino abbandonato vicino a Como. C’erano qualcosa come trecento copie illegali della Lacrima».
E poi ci sono gli impresari furbi.
bobby solo - una lacrima sul viso
«Non me ne parli. Ho calcolato che la mia buona fede mi è costata anni e anni di diritti d’autore mai incassati».
Nel 1964 quello che diventerà il suo maggior successo non vince Sanremo perché lei cantò in playback.
«Avevo avuto un calo di voce».
Bagordi con gli amici?
«Ma figuriamoci, con Adriano Celentano andavamo in giro di notte a caccia di farmacie, perché “ci facevamo” di vitamine e integratori».
Perché di notte?
«Perché tutti e due soffrivamo di insonnia. E così a Roma ci davamo appuntamento in centro e camminavamo fino a quando ci veniva sonno».
[…]
Mi racconta una volta che lei ha pianto davvero?
«Gliene racconto tre. Una volta fu quando morì mia madre. Era la mia prima fan, una che si arrabbiava quando leggeva qualche critica. Mio padre, affezionato alla lirica, non capiva la nostra musica e diceva che i cantanti rock son tutti strazon , straccioni in triestino. Ma poi anche lui si innamorò delle mie canzoni».
La seconda?
«Quando ascoltai James Burton, il leggendario chitarrista di Elvis, attaccare Mystery Train. Piangevo come un bambino».
[…]
E la terza?
«Quindici anni fa. Un amico di Anversa, uomo potente, organizzava grandi eventi. Un giorno mi disse: “Hai voglia di aprire il concerto di Jerry Lee Lewis? Ma lo sa che per l’emozione riuscii a malapena a cantare sul palco?».
Le più grandi risate.
«Con Little Tony, uno dei miei amici più cari. Eravamo come fratelli, abbiamo condiviso le case, qualche volta le macchine, gli applausi».
Un ricordo di lui.
«Quando arrivai a Sanremo per la prima volta in tasca avevo solo diecimila lire. Tony mi guardò e mi portò a pranzo».
Ornella Vanoni.
«La incontrai per la prima volta in ascensore, io ero un ragazzo, lei bellissima con una scollatura che sbirciavo».
[…]
Lei ha sempre avuto la vista lunga anche in amore?
«No, perché in passato ho portato tante corna».
Ma ne ha anche messe.
«Lo ammetto, sì».
Un grande amore.
«Mia moglie Tracy, ha venticinque anni meno di me, abbiamo un figlio, stiamo insieme da trent’anni e non l’ho mai tradita, mai».
Come vi siete conosciuti?
«Lei faceva la hostess per una compagnia aerea. Io stavo andando negli Stati Uniti, l’ho vista, lei mi ha servito un caffè e io mi sono girato verso l’amico con cui volavo dicendogli: “Io la sposo”».
L’avrà presa per pazzo.
«Più o meno. Io avevo cinquant’anni, Tracy venticinque. Ma è stato per lei che ho smesso di fumare. Mia moglie non sopporta l’odore del fumo e io per amor suo ho accettato, anni fa, di ingrassare parecchi chili pur di smettere, perché compensavo con caramelle e cioccolato».
Poi li ha persi?
«Certo, perché faccio ginnastica tutti i giorni e sollevo pesi fino a dieci chili, se vuole le mando le foto dei manubri».
Ma ci credo. E oltre ai pesi che cosa fa?
«Non tutti sanno che io ho praticato yoga per anni, ero magrissimo. Poi sono passato ai pesi e a New York una volta con Peppino di Capri andammo a trovare Franco Columbu, un culturista che sollevava oltre trecento chili».
Bobby Solo che pratica yoga è comunque una notizia.
«Ma non solo yoga. Ho praticato anche il Chi Kung, o Qigong, una millenaria arte cinese che si basa su movimenti lentissimi e sulla connessione profonda con il respiro».
[…]
Che cosa mangia abitualmente?
«Mangio due volte al giorno. Al mattino una banana, dello yogurt, poi tanta frutta secca come noci e pinoli. Alla sera tacchino arrosto e verdure bollite, qualche volta le patate bollite».
Come quelle che preparava sua madre e che le hanno ispirato «Una lacrima sul viso».
«La vita è un tornare sempre alle cose che contano». […]
bobby solo - se piangi se ridi
bobby solo
bobby solo e gli Yardbirds di jeff beck a sanremo nel 1966
BOBBY SOLO VINCITORE SANREMO 1965
BOBBY SOLO SE PIANGI SE RIDI SANREMO 1965
bobby solo
DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI…
FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL…
DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA…
DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A…
DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC,…
DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE…