IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT…
1. L’ARTICOLO DEL “NEW YORKER” SU BRIAN WILLIAMS: IL “GOD COMPLEX” DEL GIORNALISTA DI PUNTA DI NBC NEWS. SE ESCONO NUOVE BUGIE, RISCHIA IL POSTO
http://www.newyorker.com/news/news-desk/brian-williams-god-complex
2. IL GIORNALISTA TV EROE BUGIARDO CHE L’AMERICA NON PUÒ PERDONARE
Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”
Quella di Brian Williams, il più popolare anchorman d’America che si è autosospeso dalla conduzione di «Nightly News» della Nbc, il tg serale più seguito, e che rischia di vedere la sua carriera troncata per una bugia che non riguarda le notizie trasmesse, ma la sua presenza fisica in un luogo pericoloso, è una storia che può apparire di scarso interesse fuori dagli Usa.
Ma la goffa vicenda di questo aristocratico «principe delle news» che per anni racconta di essere stato, nel 2003 in Iraq, a bordo di un elicottero militare colpito da un razzo e costretto a un atterraggio d’emergenza nel deserto, mentre invece arrivò sul luogo dell’attacco solo un’ora dopo, su un altro elicottero, ci dice tre cose interessanti: una sull’America e due sul mestiere di giornalista. La prima in un certo senso è una conferma: l’America non perdona i bugiardi, soprattutto se fanno un lavoro basato su credibilità e fiducia.
Vale per i politici, con Bill Clinton a suo tempo crocifisso per le sue menzogne sul sesso con Monica Lewinsky, più che per il fatto in sé. E vale oggi per quello che si era imposto come il giornalista televisivo più autorevole d’America, «marchio di qualità» dell’intera informazione della Nbc. Che, proprio per questo lo paga più di chiunque altro: 10 milioni di dollari l’anno. La seconda lezione riguarda il controllo implacabile al quale gli operatori dell’informazione sono sottoposti nell’era di Internet.
È bastato che un membro dell’equipaggio del velivolo colpito scrivesse su Facebook «Ehi, bellimbusto, ma tu sul mio elicottero mica c’eri», per metterlo al tappeto. Ma perché l’ha fatto, visto che il bombardamento di tweet e «post» è per lui pane quotidiano? Perché, terza lezione, nella competizione sempre più esasperata tra i media, la corsa è ad avere qualcosa in più, e se non ce l’hai puoi essere tentato di inventare. Non un fatto (la disinformazione voluta è un’altra cosa) ma una circostanza personale: se il giornalista è un brand , una pennellata di eroismo non guasta.
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