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“MARINA BERLUSCONI STA CON LUI, IL PROBLEMA E’ A ROMA” – LE PAROLE DELL’ENTOURAGE DI LOTITO E IL SOSPETTO DI UN COMPLOTTO POLITICO DIETRO LA CAMPAGNA PER COSTRINGERLO A VENDERE LA LAZIO PER CUI SONO INDAGATI BISIGNANI, MASI E MAIOLINI – L’IPOTESI DI UNA VENDETTA DENTRO FORZA ITALIA (IL PRIMO PENSIERO VA A GASPARRI, CHE DOPO IL REFERENDUM SI È DIMESSO DA CAPOGRUPPO AL SENATO: LOTITO ERA STATO IL PRIMO FIRMATARIO DELLA MOZIONE) - TRA I NEMICI DI LOTITO C'E' ANCHE IL GOVERNATORE DEL LAZIO, FRANCESCO ROCCA, CHE IL 2 LUGLIO PARTECIPO' ALLA PROTESTA DEGLI "AQUILOTTI" - TRA I CAPO-ULTRÀ BIANCOCELESTI C'È GIOVANNI VALENTE, VICINO AL SENATORE MARCO SCURRIA, ESPONENTE DELLA CORRENTE DI ARIANNA MELONI...

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Marco Carta per “la Repubblica”  - Estratti

 

(…) Tanti messaggi privati, nessun attestato pubblico. «Marina Berlusconi è con lui, i problemi stanno a Roma», giurano i suoi collaboratori. Di sicuro, dietro l'inchiesta per aggiotaggio che la procura contesta al faccendiere Luigi Bisignani e a Mauro Masi e Francesco Maiolini di Banca del Fucino, la protesta di chi diserta lo stadio è solo la punta dell'iceberg. 

 

claudio lotito

«Quando le prime volte è andato in procura, Lotito pensava che si trattasse del tifo organizzato. Poi la cosa è diventata altro. Un groviglio». 

 

Le date, in questa storia, sono importanti. Le prime denunce risalgono al luglio del 2025. Ci sono i tifosi che lo attaccano sui social, le contestazioni della curva, le telefonate nel cuore della notte. «Sono cose a cui è abituato da 22 anni», spiega chi lo conosce bene, ricordando una presidenza segnata da uno scontro pressoché permanente con una parte della tifoseria.

 

 Una storia nella quale torna anche il nome di Fabrizio Piscitelli, «Diabolik», il capo-ultrà, vicino al clan Senese, che per anni aveva contestato Lotito prima di essere ucciso in un agguato mafioso.

 

Poi, però, a maggio la vicenda prende una piega diversa. Sulle colonne del Tempo, Luigi Bisignani gli chiede di lasciare la società. Spuntano «fantomatiche offerte» per l'acquisto della Lazio, con cifre che arrivano a 450 milioni di euro. Per la procura è una notizia falsa. L'offerta non c'è mai stata. E comunque «la Lazio vale più di un miliardo», ha più volte detto Lotito. 

TAJANI BARELLI GASPARRI

 

Il patron biancoceleste è su tutte le furie. La prima telefonata è ad Antonio Angelucci, editore del quotidiano e parlamentare della Lega. Ma anche amico e vicino di casa. Angelucci scarica ogni responsabilità sul direttore Marco Capezzone. Ma spunta una prima lettura: «È la vendetta dentro Forza Italia». Il primo pensiero va a Maurizio Gasparri, che dopo il referendum si è dimesso da capogruppo al Senato. Lotito era il primo firmatario della mozione. 

 

Poco dopo salta anche la poltrona di Paolo Barelli, capogruppo alla Camera. Suo figlio Gianpaolo ha sposato la figlia di Antonio Tajani, che non prende certo bene la cosa. I tifosi, Angelucci, un pezzo di Forza Italia. Gli attacchi di Bisignani così diventano «fuoco amico». 

francesco rocca

 

Il vero punto di rottura, però, arriva il 2 luglio con la protesta del popolo biancoceleste a cui partecipa il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. «Sono amici, hanno passato il Capodanno insieme, il governatore ha anche dormito a casa sua», racconta chi conosce entrambi. Lotito è incredulo ed è allora che si materializza un altro sospetto: quello che dietro il «complotto» ci sia anche Fratelli d'Italia.

 

Tra i capo-ultrà c'è Giovanni Valente, considerato vicino al senatore Marco Scurria, esponente della corrente di Arianna Meloni. Era stata lei a puntare su Rocca come candidato governatore. Tutto torna. Ma solo per i pochi con cui si è confidato. Con gli altri Lotito è lapidario: «Non voglio parlare. Non è un problema mio». 

bisignani masiMARCO SCURRIAMarco Scurria

arianna meloni ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSE