
DAGOREPORT - DIRE CHE SERGIO MATTARELLA SIA IRRITATO, È UN EUFEMISMO. E QUESTA VOLTA NON È…
Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"
Due gol, un assist, una grandissima punizione: domenica sera Fabrizio Miccoli ha fatto venire gli incubi ai tifosi interisti. Non si era ancora spento il clamore del suo show che già i magistrati palermitani avevano fra le mani una bella gatta da pelare. La polizia presume che ci siano rapporti tra il «re del pizzo» Salvatore Lauricella, figlio del boss Antonino, e il capitano del Palermo: i due sarebbero anche stati fotografati insieme nella tribuna del «Barbera».
Miccoli non è indagato e la storia potrebbe sgonfiarsi con la stessa velocità con cui è nata. L'anno scorso, Marek Hamsik del Napoli è stato ritratto in un ristorante napoletano accanto al latitante Domenico Pagano. Così come Roberto Carlos e Fabio Cannavaro erano stati fotografati in locali pubblici a Madrid con personaggi sospetti. Foto che i boss della camorra custodivano con orgoglio quale segno della loro potenza e della loro vanagloria.
E come non ricordare, era il giugno del 2010, la visita al quartiere di Scampia, l'arcinota piazza di spaccio immortalata da Gomorra, di Mario Balotelli? Peccato che l'estroso attaccante del Manchester City fosse in compagnia di loschi figuri, Salvatore Silvestri, del clan Lo Russo, e Biagio Esposito, del clan degli Scissionisti. Per non parlare delle famose foto che ritraevano Diego Armando Maradona nel bagno del potente boss Carmine Giuliano.
Tempo fa, i calciatori del San Luca, la squadra del paese della faida culminata nella strage di Duisburg del Ferragosto 2007, sono scesi in campo con il lutto al braccio per ricordare la morte del boss Antonio Pelle, detto «Gambazza», nome storico della 'ndrangheta.
Forse sono tutte spiacevoli coincidenze, ma sappiamo quanto il legame fra crimine organizzato e mondo del calcio non si limiti alle foto e al lutto al braccio.
Per questo le squadre non dovrebbero limitarsi a insegnare ai calciatori le tattiche di gioco, il 4-4-2 o il 3-5-2. Molti giocatori sanno distinguere il bene dal male, non vivono solo per macchinoni, discoteche e veline. Per i pochi che fanno fatica a comprendere, qualche lezione di vita in più non guasterebbe. Le vittorie più difficili sono sempre quelle contro l'ignoranza.
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