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Da Repubblica
Martin Scorsese considera «scioccante» la causa legale che gli ha intentato la Cecchi Gori Pictures. Il regista, tramite il suo legale, fa sapere che secondo lui, alla base dell'azione legale, ci sarebbero «affermazioni assurde», anche «in relazione all'amichevole relazione di lavoro» che c'è con i capi della società italiana.
All'origine della controversia, che la Cecchi Gori ha portato davanti alla Corte Suprema di Los Angeles mercoledì scorso, ci sarebbero vari accordi stipulati dagli italiani con Scorsese e la sua produzione, (la Sikelia Production) per dirigere il film Silence,
basato sul romanzo di Shusaku Endo (racconta le indagini di missionari in Giappone nel 1683 sui cristiani torturati dall'imperatore).
La compagnia dice di avere investito 750 mila dollari per lo sviluppo del progetto, nel 1990. Scorsese avrebbe dovuto iniziare il film dopo Kundun, nel '97. Negli anni il regista avrebbe firmato accordi per far slittare Silence in favore di altri film (The Departed, Shutter Island), pagando compensazioni di un milione e mezzo a pellicola e il 20 per cento nel taglio dei profitti. Non avrebbe però pagato le compensazioni per Hugo, annunciando poi di lavorare a un nuovo progetto.
Il cineasta americano sostiene che le richieste della querela sarebbero contrarie alle condizioni dell'accordo stipulato l'anno scorso. Inoltre, la mossa fatta alla vigilia di un nuovo film avrebbe « tutte le caratteristiche di una trovata mediatica». A fine aprile l'Hollywood Reporter scriveva che i rapporti tra il produttore inglese Graham King e Scorsese sarebbero freddi perché Hugo, avrebbe causato perdite per 80 milioni. Perciò invece di girare Silence con King, Scorsese avrebbe preferito il progetto The Wolf of Wal Street, con un nuovo produttore.
Vittorio Cecchi Gori
CINEMACON 2012: MARTIN SCORSESE
MARTIN SCORSESE
yc37 vittorio cecchi gori mangia
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