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Caroline Howe per “Daily Mail”
Quando Bryan Cranston lesse che il suo personaggio Walter White si sarebbe trasformato nel re della droga, rimase scioccato. Il copione era superbo e mai un protagonista era andato così a fondo. Tutto è raccontato nel memoir “A Life in Paris”, pubblicato da Simon and Schuster: «Ho iniziato a sognarlo, questo Walter White. Mi alzavo nel mezzo della notte con in testa lui».
Voleva la parte, ma come poteva trovare quella zona di sé che nascondeva un assassino (199 vittime oltre quelle dipendenti da metanfetamina), il sangue freddo per lasciare morire di overdose la ragazza del suo socio Jesse Pinkman? «Il giorno che ho lasciato morire Jane, sono andato in posti dell’anima mai visti prima. Ero capace di uccidere e di amare».
walter lascia morire jane per overdose
Walter White sprofondò negli abissi, divenne Heisenberg, l’alter ego più spietato. Cranston, per immedesimarsi, pescò nella memoria e si ispirò a una relazione sessuale che ebbe negli anni ’80 con una donna di nome Ava. Lei era pazza, e molto sexy. Si chiusero in stanza dal venerdì al lunedì, perdendo il senso del tempo. Brian capì subito che Ava era emotivamente instabile, infatti, quando la mollò, lei svenne, ebbe una crisi.
Avrebbe dovuto capire che assumeva droghe, viste le volte che si alzava dal tavolo per andare in bagno. La settimana dopo la dimisero dall’ospedale, lui di nuovo le disse che si sarebbero lasciati e lei rispose che non sarebbe successo. Lo seguì anche quando Cranston cambiò appartamento, città, e sui successivi set. Litigavano e finivano a fare sesso selvaggio.
Lui la lasciava e lei lo perseguitava con messaggi in segreteria, o presentandosi di persona. Diceva che erano destinati a stare insieme e che altrimenti lo avrebbe ucciso. Le minacce continuarono: «Sei un uomo morto. Ti ucciderò e non troveranno il corpo. Se lo troveranno, sarà irriconoscibile». Cranston le rispose che aveva registrato tutto e lei promise che avrebbe rubato i nastri: «Sto arrivando». Arrivò alla sua porta, sbattendo e urlando.
walter e il rivale della droga
Paralizzato dalla paura, lui prese un coltello in cucina. Ma successe qualcosa che lo sorprese, la paura si trasformò in rabbia. Aprì la porta mentre lei urlava, la portò dentro l’appartamento, con calma.
Le strinse la spalla con la mano sinistra, le prese i capelli con la mano destra, e sbatté la sua testa al muro, a ritmo metronomico. Mesi di furia uscirono fuori con forza abnorme. Il sangue era dappertutto, il corpo di Ava giaceva, e lui non provava niente. Sentì le voci della polizia, ma il corpo non c’era, il sangue nemmeno.
Aveva immaginato tutto e intanto la polizia, avvertita dai vicini, aveva portato via Ava, che davvero lo era andata a prendere. Cranston capì che sotto pressione, nelle circostanze adatte, lui stesso sarebbe stato capace di uccidere. Grazie alla sua interpretazione ha vinto quattro Emmy, a 50 anni è diventata una star, e la gente ha amato “Breaking Bad” oltre ogni immaginazione.
walter white caduta negli abissi
breaking bad 5
breaking bad 1
breaking bad vince gilligan
cranston nel ruolo di lyndon johnson
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