fabiola sciabarrasi pino daniele

“MI SCAMBIAVANO PER SUA FIGLIA” – PARLA LA 58ENNE FABIOLA SCIABBARRASI, PER 24 ANNI ACCANTO A PINO DANIELE: “L’INFEDELTA’? I TRIANGOLI NON ERANO E NON SONO AMMISSIBILI. QUANDO SUCCEDE, PER FORZA CI SI ALLONTANA. LA NUOVA COMPAGNA? NON MI PIACEVA. HO CONTESTATO IL SUO MODO INVASIVO DI ENTRARE NELLA NOSTRA FAMIGLIA. ERA INUTILMENTE IN COMPETIZIONE” – "CI PRESENTO’ TROISI. HO PROVATO A RENDERLO PIÙ APERTO, MENO DIFFIDENTE. IN UN VERSO DI “IO PER LEI” (“HO SCELTO DI CAMBIARE, DI SMETTERE DI ROVINARE SEMPRE TUTTO PER COLPA DELLA SOLITUDINE”) DICHIARÒ IL NOSTRO "NOI" AL MONDO. REGALI? PINO ERA PIGRO, DIFFICILE ANDASSE PER NEGOZI. ERA RISPETTOSO DEL VALORE DEL DENARO. COMPRAVA CASE IN MANIERA BULIMICA” – VIDEO

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Monica Scozzafava per corriere.it - Estratti

 

Fabiola Sciabbarrasi e pino daniele

La vista su Castel dell’Ovo a Napoli è un flashback. La stanza che dà sul mare è il posto dell’anima. E Alba, la direttrice dell’hotel Santa Lucia, è una cara amica. Pezzetti di vita di Fabiola Sciabbarrasi, per 24 anni accanto a Pino Daniele, musicista e cantautore napoletano, scomparso a gennaio del 2015.

 

Compagna e poi moglie dal 2004. «È stato un privilegio. Parlo poco di lui, di noi. È il mio modo di rispettarlo». Fabiola è una donna intensa, magnetica. Apparentemente rigida, a tratti respingente. Si concede però al Corriere qui nel luogo dove con Pino è stata felice, dove arriva da Roma, anche per poche ore, e ritrova l’abbraccio di Napoli.

 

Cosa rappresenta questo hotel sul lungomare partenopeo?

«Qui sono nati molti brani di Pino. In una di queste stanze ha registrato Quando con Massimo Troisi. Per due anni dopo la sua morte non ci sono più tornata».

 

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Qual è la verità sul distacco dalle sue origini?

matrimonio di Fabiola Sciabbarrasi e pino daniele

«Pochi sanno, ma tutti parlano. Lui viveva profondamente il dolore per aver lasciato Napoli e riversava la sofferenza nella musica. Sa cosa diceva quando osservava Castel dell’Ovo dall’alto? Diceva che Napoli è come un’amante, amore folle a distanza. Non puoi averla ma la ami».

 

Dichiarazione che sottende comunque un’idea di infedeltà, con lei è stato amore esclusivo?

«I triangoli non erano e non sono ammissibili. Quando succede, per forza ci si allontana».

 

Quando Pino è scomparso eravate separati da un anno.

«Il filo che ci ha tenuti uniti non si è mai spezzato. Sono sicura che ci saremmo ritrovati prima o poi, il rimpianto resta quello di non averne avuto il tempo. La mano sulla sua fronte quando ormai non respirava più è stato un contatto forte. In quel periodo per me c’è stata una sequenza di strappi: un anno dopo Pino è morto mio padre, poi mamma si è ammalata. Ho perso tutto».

 

In che rapporti era con la compagna di Pino?

Fabiola Sciabbarrasi e pino daniele

«Nessun rapporto. Non mi ha mai dato fastidio la sua presenza fisica accanto a Pino, piuttosto non mi piaceva lei, credo lo abbia sempre saputo. Non ha avuto la delicatezza di essere invisibile davanti ai nostri figli, ho contestato il suo modo invasivo di entrare nella nostra famiglia. Era inutilmente in competizione».

 

L’ultima volta che ha visto suo marito vivo.

«Due giorni prima che morisse era venuto a casa a prendere Francesco. Stava benissimo. Purtroppo, l’ho visto soltanto attraverso il videocitofono, in genere accompagnavo mio figlio al portone. Quella volta, destino, non accadde. Poi la telefonata del cardiologo, il gelo».

 

Aveva fatto testamento?

«Le sue volontà erano scritte. Da uomo previdente non voleva intromissioni, non aveva molta fiducia nella burocrazia. Una cosa che è triste ma anche sana. Del resto, la legge è chiara: ci sono moglie e figli. Non ti devi affannare».

 

Era a conoscenza di tutto il suo patrimonio artistico?

«Ero consapevole di tutto, quel poco o tanto che oggi abbiamo appartiene alla nostra famiglia».

 

Tanto o poco?

«Viviamo bene, manca solo lui. Detto questo, vanno in successione anche le cose scomode».

fabiola sciabbarrasi

 

Massimo Troisi è stato il vostro Cupido.

«Amico di entrambi. Massimo ci fa incontrare a casa sua, gli dice: ti presento la donna della tua vita. Sorridemmo, all’epoca eravamo entrambi già sposati. Per un anno siamo stati amici, ci siamo ascoltati».

 

E poi?

«Antonio, il suo musicista napoletano e nostro amico mi chiamò e disse: il maestro ti vuole parlare… Andai al suo concerto alle terme di Caracalla, il primo di una lunga serie».

 

Che uomo era Pino?

«Era un uomo crepuscolare, a tratti imploso nella sua solitudine. Non c’erano apparenti affinità tra noi, ma non saremmo potuti essere più compatibili di quello che siamo stati. Era molto selettivo. Mi ripeteva: non ti fidare di nessuno. Probabilmente questa era una sua fragilità: il senso di abbandono che aveva vissuto da bimbo».

 

Rapporti così dolorosi?

«Pino è cresciuto con due zie (le chiamava così ma non erano parenti), i genitori non potevano accudirlo. Lo ha vissuto come uno strappo, soprattutto quando ne sono arrivati altri cinque di figli, e non come gesto d’amore da parte di una mamma e un padre, che non potendo sostenerlo, gli avevano comunque garantito una famiglia».

fabiola sciabbarrasi arianna mihajlovic

 

Tra voi due 14 anni di differenza, un gap solo anagrafico?

«Spesso gli chiedevano: ma è sua figlia? Lui si arrabbiava. In realtà era colpa mia che dimostravo meno della mia età ma eravamo un bellissimo incastro. Ero una indossatrice, sfilavo a Milano per brand importanti, ho lasciato la vetrina per lui, mi sono messa al suo fianco. Sempre accanto.

 

Abbiamo smussato le nostre differenze, ci siamo completati. Ho provato a renderlo più aperto, meno diffidente. “Io per lei ho scelto di cambiare, di smettere di rovinare sempre tutto per colpa della solitudine”. L’ha scritta nel 1994, è stata la dichiarazione al mondo del nostro noi».

 

fabiola sciabbarrasi

Cambiamento personale e artistico?

«Mi diceva sorridendo: dovresti avere le royalties per come hai inciso nella mia evoluzione artistica. Collaboravamo ad ogni produzione, un’intesa costruttiva per entrambi. Intanto, diventiamo famiglia. Sono nate Sara e Sofia, nel 2004 il grande passo. Una sera mi dice per l’ennesima volta: ma allora mi sposi? E ci siamo ritrovati in chiesa nel giorno di San Valentino. Un anno dopo nasce Francesco».

 

Viaggio di nozze?

«In 24 anni al suo fianco credo di essere stata con lui una sola volta a New York, una a Londra. Pochi viaggi, poca socialità».

 

Regali?

«Pino era pigro, difficile andasse per negozi per comprare una cosa che rischiava di non piacermi».

 

Parsimonioso?

«Rispettoso del valore del denaro. Veniva dal nulla, aveva fatto fatica. Investiva in immobili, quasi in maniera bulimica, forse per colmare un’altra sua fragilità: era nato senza casa, senza radici, ne voleva tante per i suoi figli, dava loro la base che a lui era mancata. Generoso negli affetti ma non tipo da gioielleria o da boutique».

 

Sapeva di esser malato di cuore, aveva paura di morire?

«Non ci ha mai pensato, anzi viveva al di sopra delle sue fragilità fisiche. Probabilmente così esorcizzava il senso di precarietà».

fabiola sciabbarrasi foto di bacco

 

Modella, poi producer, imprenditrice impegnata nel sociale: oggi cosa fa Fabiola?

«Con la “Forlove Entertainment” realizzo eventi a sostegno dell’infanzia fragile, collaboro anche con l’ospedale Santobono di Napoli e con tanti altri enti. Progetto nato già negli ultimi tempi in cui eravamo insieme.

 

Forse questo mio focus professionale su altro che non fosse lui ha segnato una distanza. Pino mi diceva: uno di noi deve fermarsi. Quando lavoravo nella redazione di Domenica In ero fuori casa da mattina a sera. Ho detto tanti no ad opportunità professionali per evitare di sentirmi dire: è la moglie di… o è stata la moglie di… Siamo tutti sempre troppo giudicanti, anche sui social».

 

(...)

Ha mai pensato di risposarsi?

«Sono possibilista per indole, se proprio potessi scegliere, risposerei un napoletano».

Fabiola Sciabbarrasi Pino Daniele

 

Tra qualche giorno esce il film che racconta gli inizi del percorso di Pino Daniele.

«È relativo a un periodo della sua vita in cui non c’ero. Sono curiosa».

 

Cosa direbbe secondo lei Pino di questa intervista?

«Non amava le interviste ma se la leggesse mi direbbe: “amo’ sei stata troppo buona con me”».

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