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“DA VECCHI SI PERDONO I FRENI INIBITORI” – MICHELE SERRA SFOTTE BRUNO VESPA PER LA SUA SPARATA FURIOSA CONTRO PEPPE PROVENZANO: “LA CRISI ISTERICA DI VESPA MI È SEMBRATA SINCERA: SIGNIFICA CHE SI CONSIDERA PER DAVVERO UN GIORNALISTA AL DI SOPRA DELLE PARTI. LUI, CURIALE E DI DESTRA, ULTIMAMENTE TRASCURA LA CURIALITA’ IN FAVORE DEL TIFO PER LA DESTRA. NON SI CONOSCONO FRIZIONI O SCONTRI TRA POLITICI DI DESTRA E VESPA, CHE NELLA RAI MELONIZZATA SI TROVA COME UN PESCE ROSSO NELLA SUA BOCCIA. SUPER PARTES, DUNQUE, CHE COSA VORREBBE DIRE, ESATTAMENTE?” – GLI SBROCCHI DI VESPA, SEMPRE PIU’ FREQUENTI, DIVENTANO UN PROBLEMA ANCHE PER L’AD RAI GIAMPAOLO ROSSI, CHE GIA’ FATICA A GESTIRE BRU-NEO, VISTO IL RAPPORTO DIRETTO DI VESPA CON LA MELONI: SE IL CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA”, CHE FA GIA’ ASCOLTI SPOMPI, CONTINUA IN QUESTE ESONDAZIONI, FARA’ UN DANNO SERIO ALLA RAI – E TRA UN PO’ INIZIA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE POLITICHE… - VIDEO!
1 - SUPER PARTES IN CHE SENSO?
Estratto dell’articolo di Michele Serra per “la Repubblica”
La crisi isterica di Bruno Vespa con Peppe Provenzano mi è sembrata sincera: questo significa che Bruno Vespa si considera per davvero un giornalista al di sopra delle parti. Mi sono chiesto, dunque, perché non vedo nemmeno un minuto di una sua trasmissione da una trentina d'anni, come minimo […]
bruno vespa giuseppe provenzano
Vespa, da sempre, non fa parte del mio palinsesto perché è un uomo di potere, abita dentro il potere, parla il linguaggio del potere. Ne è il cerimoniere, l'accompagnatore, l'illustratore […] Non mi aspetto da lui neppure un grammo di inedito o di inaspettato o di spiazzante. Ultimamente, del potere, Vespa è anche il tour operator, visto che ospita fior di potenti nella sua tenuta di Nonsodove. Alle presentazioni dei suoi libri annuali ci sono sempre o quasi sempre: un cardinale, un politico di destra, un politico di sinistra, l'affresco del consociativismo capitolino.
bruno vespa giuseppe provenzano
Curiale e di destra, dicono che ultimamente trascuri la curialità in favore del tifo per la destra — si sa che da vecchi in un certo qual senso si ringiovanisce, perché si perdono i freni inibitori. Non si conoscono frizioni o scontri tra politici di destra e Vespa, che nella Rai melonizzata si trova come un pesce rosso nella sua boccia. Super partes, dunque, che cosa vorrebbe dire, esattamente? Nel mio caso, per esempio, vuol dire vivere lontano dal potere, dunque da Bruno Vespa. Vedi come è relativo, il concetto.
2 - VESPA SENZA CONTROLLO MA NELL’ANNO ELETTORALE È UN ASSET DI TELEMELONI
Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”
bruno vespa giuseppe provenzano
«Finirà come Molière, che è morto in scena». L’oggetto del perfido paragone è Bruno Vespa, che a 81 anni – di cui 52 in Rai – rischia di diventare l’ennesimo tormento di Giampaolo Rossi.
L’ad, sempre più scomodo sulla sua poltrona, ha assistito inerme alla giornata di fuoco intorno alla sfuriata del conduttore di Porta a porta nei confronti di uno dei suoi ospiti, il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano. «No, questo non glielo consento, stia zitto!», ha urlato Vespa giovedì sera in studio contro il deputato dem che aveva appena fatto una battuta sulla sua parzialità. Il conduttore l’aveva appena interrotto, e Provenzano, indicando le poltroncine “assegnate” alla maggioranza, gli ha detto: «Forse dovrebbe andare a sedersi lì». Apriti cielo, Vespa non ci ha visto più.
bruno vespa giuseppe provenzano
Un terno al lotto per il Pd che, ieri, fin dalla mattinata, ha attaccato duramente l’ex direttore del Tg1 per i «toni inaccettabili» e ha chiesto che la Rai ne prenda le distanze. A rispondere per le rime è stato lo stesso Vespa. «Comprendo perfettamente il disagio dei componenti Pd della commissione di Vigilanza Rai. Abituati nella televisione d’oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l’onorevole Provenzano rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale».
A difendere a spada tratta il conduttore buona parte di FdI. E non sembra una coincidenza visto che il conduttore ha un rapporto eccellente con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Minimo comun denominatore degli interventi la presunta volontà censoria del Pd «che vuole epurare Vespa» (Giovanni Donzelli) e «ritornare ai metodi di TeleKabul» (Francesco Filini). Galeazzo Bignami da parte sua ha sposato l’attacco di Vespa alla concorrenza: «A forza di andare su La7 la sinistra si è abituata e ritiene che sia normale interrompere». Matteo Salvini, invece, si è limitato a definire il Pd un «padrone arrogante».
Bomba a orologeria Rossi si trova tra l’incudine e il martello. Soffre il rapporto preferenziale di Vespa con Meloni che gli impedisce di arginare anche solo minimamente l’ex direttore. La nota di Vespa più che placare gli animi, è stata benzina gettata sul fuoco. Tanto che nel Pd, a un certo punto della giornata, si cominciato a parlare della possibilità di boicottare in futuro il salotto televisivo, almeno fino a quando Vespa non si scuserà pubblicamente. Roberto Natale, consigliere vicino ad Avs, ha indossato i panni del mediatore consigliandogli di «chiedere scusa».
Ma è evidente che il conduttore, ormai collezionista di sfuriate in diretta, non ha intenzione di emendare il suo stile: dalle accuse ad Angelo Bonelli dei Verdi di essere responsabile degli scontri che si sono consumati a margine del corteo per Askatasuna a Torino agli urlacci per dividere Tommaso Cerno e Debora Serracchiani. Per finire con i monologhi delle ultime settimane, quando Vespa si è lamentato – sguardo sempre in camera – della presunta controprogrammazione interna della Rai contro di lui.
tweet su giorgia meloni ospite di bruno vespa 4
Il riferimento è a Milo Infante, che periodicamente firma qualche prima serata con Ore 14 Sera. La sovrapposizione del blocco di cronaca di Porta a porta con un programma dedicato esclusivamente alla nera (che per altro in tempi di magra porta a casa ascolti discreti) è inevitabile.
Ma Vespa ha appena firmato il suo rinnovo per tre stagioni. Un contratto che solo dal 2028 prevederebbe la possibilità che le tre seconde serate che attualmente occupa possano diminuire. Ciononostante, l’ex direttore non si sente adeguatamente valorizzato dall’azienda […] alla fine, anche nei prossimi palinsesti invernali per Vespa sarà riconfermata la stessa formula di Cinque minuti e tre puntate di Porta a porta a settimana.
bruno vespa e giorgia meloni - cinque minuti
[…] Vespa – i cui ascolti restano inferiori ai tempi d’oro di Porta a porta – gestisce uno spazio politico-editoriale che nell’anno che porta alle elezioni serve come il pane alla Rai. Resta però il rischio che uno spazio necessario per seguire la campagna elettorale si trasformi in boomerang per l’azienda. Il timore è che il giornalista che sapeva farsi concavo e convesso, continui con i suoi scoppi d’ira. Restituendo un’immagine decisamente poco da servizio pubblico.
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