DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON…
Zing Tsejeng per “Dazed Digital”
Viviamo in un mondo in cui “Facebook” e “Google” hanno introdotto infinite opzioni di genere per gli utenti, dove modelle trans come Andreja Pjic e Hari Nef infiammano le sfilate e stilisti come “Hood By Air” e “Telfar” rompono ogni giorno gli schemi della moda. Non stupisce che entrare in un negozio definito maschile o femminile risulti antico. L’ultima iniziativa della catena inglese “Selfridges” si chiama dunque “Agender”, reparto unisex per un’esperienza di shopping neutrale.
Il negozio è adornato di statue di eroi LGBT e di icone femministe. All’ingresso campeggia l’insegna dove “She” (lei) e He (lui) sono cancellati, resta solo “Me”. L’ambizione è di creare uno spazio dove si possa fermare chiunque. Si estende per tre piani e gli abiti appaiono come fossero arte su tela. Il genere non è più binario, è fluido, per questo nel negozio sono eretti degli enormi blob rosa.
L’approccio è rivoluzionario, se si pensa che nei normali negozi esiste ancora il reparto di indumenti per bambini diviso per colori rosa e blu. Il tentativo stavolta non si limita a sottolineare che le donne possono indossare completi e che gli uomini possono indossare gonne. E’ per individui non conformi e in continua mutazione.
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