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IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - SE NE VA GUIDO DE MARIA, UN GIGANTE DELLA PRIMA PUBBLICITÀ ITALIANA, IL MONDO MERAVIGLIOSO DI CAROSELLO, E DEL CINEMA ANIMATO ITALIANO. È STATO IL PRODUTTORE, IDEATORE, REGISTA DI UNA SERIE INFINITA DI CAROSELLI ANIMATI E DAL VIVO CHE FECERO IMPAZZIRE I BAMBINI ITALIANI FIN DAI PRIMISSIMI ANNI ’60 - COME FACCIAMO A NON RICORDARE LE PUBBLICITÀ DEI BRUTOS PER LA CERA GREY, O “SALOMONE PIRATA PACIOCCONE” PER L’AMARENA FABBRI, CON TESTI SCRITTI ALL’AMICO DI SEMPRE, FRANCESCO GUCCINI? - CON LA FINE DI CAROSELLO, SI INVENTÒ UN CONTENITORE FAVOLOSO COME “GULP” E “SUPERGULP”. CERCÒ ANCHE IN QUESTI ULTIMI ANNI DI DAR VITA A GIORNALI DI FUMETTI E DI GRAFICA, IDEANDO E DIRIGENDO CON BEPPE COTTAFAVI “COMIX” - BONVI, BIGNARDI, GUCCINI, DE MARIA. MODENA NON SARÀ PIÙ LA STESSA… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

Se ne va un gigante della prima pubblicità italiana, il mondo meraviglioso di Carosello, e del cinema animato italiano, Guido De Maria, produttore, ideatore, regista di una serie infinita di caroselli animati e dal vivo che fecero impazzire i bambini italiani fin dai primissimi anni ’60.

 

Come facciamo a non ricordare le pubblicità dei Brutos per la Cera Grey (“Gianni, malgrado tutti gli schiaffi che hai ricevuto hai sempre una buona cera” – “Ottima direi, ho Cera Grey” – al che partiva il coro di: Usi lei usi lei Cera Grey. Vedrà che la casa pulita risplenderà…)…

 

GUIDO DE MARIA E FRANCESCO GUCCINI

O “Salomone pirata pacioccone” per l’Amarena Fabbri, quello di “Cappettano, lo possiamo torturare?” – “ma che vuoi torturare tu, porta pazienza”, con testi scritti all’amico di sempre, Francesco Guccini (“Son Salomone pirata pacioccone e vo’ pel mare col mio fido galeone…”). O “Evaristo e Casimiro” con Franco e Ciccio, una serie di caroselli che facevano ridere da morire noi bambini ideati insieme a Bonvi, che compare anche come attore nei panni dell’automo Calogero (“Nooo… Calogero no!” urlava Franco).

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O “Ciccio Holmes e il dottor Frankston”, folli parodie sempre con Franco e Ciccio, che erano legati da profonda amicizia con De Maria, che seppe capire la loro grandezza comica come pochi in Italia. O “Silvanella”, creatura disneyana nei cartoni ideati da Gene Deitch e Secondo Bignardi. Nel dopo Carosello lo troviamo a supervisionare gli spot dei Tegolini, se non sbaglio.

 

Modenese, nato nel 1932 a Lama Mocogno, con una carriera avviata di disegnatore, De Maria aveva fondato nel 1960 la Vimder Film, Vi come Luciano Visani, M come Malossi Tiziano, De come De Maria e R come Augusto Righi, che si spostò presto da Bologna a Modena, dove la scena carosellistica era più animata.

 

Lì si muoveva infatti un maestro come Paul Campani con la sua Paul Film che dette vita a una sorta di sogno dell’animazione emiliano. Ma anche la Vimder si mise in luce da subito e rispecchiò gli interessi e i gusti di De Maria.

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Fu lui infatti a spingere la società verso due grandi strade, i caroselli comici con comici come Enzo La Torre, che fu “Evaristo il re dell’imprevisto” per la Cera Grey, sostituito poi dai Brutos, nella formazione classica con Gerry Bruno (il dentino), Aldo Maccione (il rude) Gianni Zullo (quello che prende gli schiaffi), e i caroselli animati. Legati però alla grande tradizione grafica umoristica del tempo.

 

Non a caso una delle prime serie fu “I maestri del sorriso” con sketch disegnati da Cavallo, Malagola, Carletto Manzoni, Vittorio Vighi, l’uomo dei nasoni. Chi è cresciuto ai tempi di Carosello se li ricorda bene. Dalla grafica umoristica fu breve il passo verso “Salomone pirata pacioccone”, che trovò il suo animatore e disegnatore principale in Ebro Arletti, che lo disegnò fino al 1976.

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De Maria fece anche altre serie di Caroselli, come “La padrina” per le cucine Conchiglia, episodi per la celebre serie del Maestro Bombardone per le Terme di San Pellegrino. Con la fine di Carosello, De Maria non abbandonò né la pubblicità, sua è la Camicia coi baffi di Costanzo, i nanetti della Loacker, né l’animazione e la grafica italiana.

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Si inventò con Giancarlo Governi e l’aiuto di tanti vecchi maestri italiani, da Secondo Bignardi a Gibba, un contenitore favoloso come “Gulp” e “Supergulp”, che riportarono i fumetti in tv. Per fare in fretta e contenere i costi le animazioni erano spesso ferme, ma il pubblico adorò da subito il suo Nick Carter, inventato assieme all’amico di sempre, Bonvi, o Giumbolo, che aveva le musiche di Franco Godi, altro illustre maestro dei tempi di Carosello.

 

Cercò anche in questi ultimi anni di dar vita a giornali di fumetti e di grafica, ideando e dirigendo con Beppe Cottafavi “Comix”, ultimo baluardo dell’umorismo e dell’animazione e del fumetto italiano. Il cinema animato e lo spettacolo italiano perde con De Maria un pioniere che si inventò centinaia di sketch e di personaggi, ma anche una fonte incredibile di ricordi e di storie di un secolo che è sempre più lontano. Bonvi, Bignardi, Guccini, De Maria. Modena non sarà più la stessa…

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