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IL NECROLOGIO DEI GIUSTI – SE NE VA A 65 ANNI VAL KILMER. ERA UNA DELLE GRANDE STAR DI HOLLYWOOD, AVENDO INTERPRETATO PERSONAGGI COME BATMAN, ICEMAN IN “TOP GUN”, ELVIS E PERFINO JOHN HOLMES. RIUSCIVA A CARATTERIZZARE TUTTI QUESTI PERSONAGGI CON DEI TONI ORIGINALI E SEMPRE DIVERSI - NESSUNO È PIÙ COOL DI LUI NELL’INCREDIBILE SCENA DELLA SPARATORIA IN PIENO GIORNO NELLE STRADE DI LOS ANGELES DI “HEAT”. E DIFFICILMENTE TROVEREMO UN JIM MORRISON COSÌ PRECISO COME QUELLO CHE FECE IN “THE DOORS”. O UN DOC HOLLIDAY COSÌ ROMANTICO COME QUELLO CHE INTERPRETÒ IN “TOMBSTONE”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Nessuno è più cool di Val Kilmer nell’incredibile scena centrale della sparatoria in pieno giorno nelle strade di Los Angeles di “Heat” di Michael Mann, uno dei più grandi film di rapine mai girati, che possiamo rivedere all'infinito. E difficilmente troveremo un Jim Morrison così preciso come quello che fece in “The Doors” di Oliver Stone. O un Doc Holliday così romantico come quello che interpretò in “Tombstone” di George Pan Cosmatos.
"Mi sono sempre meravigliato della gamma di toni, della brillante versatilità all'interno di una scarica così potente nell’esprimere i caratteri di Val”, scrive di lui Michael Mann nel giorno della morte dell’attore, a soli 65 anni. “Dopo così tanti anni in cui Val ha combattuto la malattia e mantenuto il suo spirito, questo è tremendamente triste”.
In fondo, lo sappiamo tutti, era una star, una delle grande star di Hollywood, avendo interpretato personaggi come Batman e Bruce Wayne in “Batman Forever”, Iceman in “Top Gun”, Elvis, il Santo, perfino John Holmes. Ma riusciva a caratterizzare tutti questi personaggi con dei toni originali e sempre diversi. “E’ un protagonista che si è perso interpretando personaggi tormentati e pieni di odio per se stesso come Jim Morrison, il pistolero Doc Holliday e Batman durante una carriera fin troppo breve”, scrive oggi Richard Brody sul “New Yorker”. Odio per se stesso...
Nato nel 1959 a Los Angeles, nonno paterno cercatore d’oro in New Mexico, bisnonno materno Cherokee, Val Kilmer passa l’infanzia e la giovinezza a San Fernando Valley coi suoi due fratelli. Dopo il divorzio dei genitori, quando ha solo nove anni, è un veterano del Vietnam che gli fa da baby-sitter. La vita col padre non gli piace. La morte del fratello minore a 16 anni lo turba. Se ne va presto di casa. E’ il più giovane allievo della Julliard School’s Drama Division a 17 anni.
Bello, bravo, intelligente, colto, il cinema lo adocchia subito. Dice di no a molti registi. A Francis Coppola per “I ragazzi della 56° strada”, a David Lynch per il ruolo da protagonista di “Dune” e poi per “Blue Velvet”, che gli sembra troppo spinto. Non fa né tv né piccoli ruoli in film sbagliati. Fa il suo esordio da protagonista nel 1984 nel parodistico “Top Secret!” di Jim Abrahms e dei fratelli Zucker. E’ un ventenne che si è laureato alla Juillard, ma sa cantare e ballare in un film popolare. Lo ritroviamo così in “Scuola di geni” di Martha Coolidge e, soprattutto, come Iceman in “Top Gun” di Tony Scott a fianco di Tom Cruise.
E’ il successo. Gira due film per la tv, “I delitti della via Morgue” di Jeannot Zwark con Geroge C. Scott e Rebecca De Mornay, e “La vera storia di Billy the Kid” di William Graham dove è Billy. Ma il suo grande successo di fine anni ’80 è il ruolo da protagonista nel fantasy “Willow” di Ron Howard, dove incontra la donna che sposerà, l’attrice inglese Joanne Whalley. A
nche se divorzieranno malamente nel 1995, lei lo avvisa al telefono, mentre guarda i notiziari della CNN, avranno una vera famiglia, due bellissimi figli e un grande ranch pieno di animali in New Mexico, che Kilmer considererà per sempre come casa sua. Seguita a rifiutare proposte interessanti. Pensiamo al ruolo da protagonista di “Dirty Dancing” nel 1987, che lascerà a Patrick Swayze. “
Ci sono alcuni registi con cui avrei voluto lavorare”, dirà più tardi “Mi sarebbe piaciuto lavorare con Robert Altman, l'ho rifiutato un paio di volte quando ero più giovane. La mia idea ora è che se è un bravo regista non dirò mai di no - da ora in poi dirò semplicemente di sì”. Non sbaglia di certo accettando il ruolo di Jim Morrison nel biopic “The Doors” di Oliver Stone, dove riesce a ricostruire anche la voce del cantante.
Come ha fatto? “Ho ascoltato un sacco di dischi. Ho fumato un bel po' di sigarette. E ho copiato la sua voce più o meno nello stesso modo in cui imparerei un accento. Con molto lavoro, ci sono riuscito. Ho trovato la voce di Jim”. Grazie al suo talento ottiene perfino il ruolo di Elvis in “Una vita al massimo” di Tony Scott su sceneggiatura di Quentin Tarantino.
Nei primi anni ’90 scopre davvero il cinema western, prima con “Rombo di tuono” di Michael Apted, poi col più complesso “Tombstone” di George Pan Cosmatos dove è Doc Holliday. “Farei un brutto western con un buon cavallo ogni giorno della settimana”, rivelando le sue radici profonde. Non può rifiutare di diventare Batman in “Batman: Forever” di Joel Schumacher, il primo Batman senza Michael Keaton. Ma non farà il sequel, “Batman e Robin”, preferendo girare “Il Santo”.
E’ a metà degli anni ’90 che interpreta “Heat” di Michael Mann, un film che ha sempre adorato. “I soli tre motivi per fare un film sono: il cast, il regista, il ruolo”, dirà in “Heat” trovo tutto. “Immagina di poter dire "Al e Bob" per il resto della tua vita. Non molte persone possono farlo. Ho visto Bob ridacchiare come una scolaretta in un furgone nel cuore della notte, mentre dovevamo stare zitti perché stavano girando fuori...
Sono stato abbracciato da Al Pacino nel bel mezzo del centro di Los Angeles come se fosse stato mio fratello maggiore. Ho sparato proiettili veri da armi d'assalto ad alta potenza sopra la testa di Bob mentre provavo le battute del nostro film. Ho potuto baciare Ashley Judd. A volte ho vissuto a casa di Michael Mann. Sono in uno dei più grandi film di poliziotti e ladri della storia del cinema, deve essere nella top 20. Sono sulla locandina, per l'amor del cielo. Che onore! Un'esperienza impagabile”.
angelina jolie colin farrell val kilmer alexander
Se al cinema sta andando alla grande, in famiglia iniziano i guai. Non prende affatto bene il divorzio. Avrà altre storie, un po’ scombinate. Con Cher, che ha parecchi anni più di lui. Con Daryl Hannah, che gli preferisce però Neil Young. E più tardi con Angelina Jolie, che scapperà però con Brad Pitt. “Quando la gente mi chiede com'è Angelina, rispondo che è come le altre donne e le altre superstar. Solo, di più”.
Insieme a Marlon Brando, con le loro bizze da star, faranno impazzire il regista John Frankenheimer sul set de “L’isola perduta”, che è in realtà un remake de “L’isola del Dottor Moreau”. Il primo regista del film, Richard Stanley, dopo una preparazione di quattro anni, venne cacciato dalla produzione dopo quattro giorni. Venne chiamato John Frankenheimer che si scontrò sia con Brando che con Kilmer. Brando stava tutto il giorno attaccato a una radiolina portatile.
Kilmer venne cacciato malamente l'ultimo giorni di riprese e tutto questo pesò sulla sua carriera. Eppure funziona incredibilmente bene nel film successivo “Spiriti nelle tenebre” dove divide le scene con Michael Douglas. “Era completamente esausto dopo aver girato L'isola perduta”, raccontò il regista, Stephen Hopkins, “stava affrontando il disastro dei racconti di quel set; aveva il divorzio; ha avuto a malapena il tempo di addentrarsi in questo ruolo prima che iniziassimo le riprese, e lui è in quasi tutte le scene di questo film. Ma l'ho fatto lavorare 6 o 7 giorni a settimana per 4 mesi in condizioni davvero avverse, e lui ce l'ha fatta. Aveva una passione per questo film”.
Gira un po’ di tutto, “Il Santo” di Phillip Noyce, “Pollock” di Ed Harris dove ha il ruolo di De Kooning, “Pianeta rosso” di Anthony Hoffman, “Masked and Anonymous" di Larry Charles, stravaganza di e con Bob Dylan. Sembra che stia perdendo i grandi ruoli da star degli anni precedenti. E’ uno strepitoso John Holmes nel piccolo film indipendente “Wonderland” di James Cox, è protagonista in “Spartan” di David Mamet. Lo richiamano gli amici. Oliver Stone che gli offre il ruolo del padre di Alessandro il Grande in “Alexander”.
denzel washington val kilmer deja vu corsa contro il tempo
E’ allora che si innamora di Angelina Jolie (“Non vedevo l’ora di baciarla”). Ron Howard lo chiama per un ruolo minore in “The Missing” con Tommy Lee Jones, Tony Scott per “Deja Vu”. Funziona bene in coppia con Robert Downey Jr in “Kiss Kiss Bang Bang” di Shane Black, curioso, sofisticato buddy buddy che potrebbe rilanciarlo.
In realtà nella carriera di Val Kilmer si rompe qualcosa già a metà degli anni ’90, prima cioè del cancro alla gola che gli impedirà di parlare negli ultimi anni. La malattia non gli impedirà di fare una commovente apparizione di dieci minuti che oggi diventa il suo ultimo film in “Top Gun: Maverick” con Tom Cruise. Quello che vediamo non è più il Val Kilmer che abbiamo amato al cinema.
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