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Federico Rampini per La Repubblica
C'è già una petizione popolare sul sito della Casa Bianca, le adesioni crescono di ora in ora. Stop ai telefonini in volo, di grazia! «In aereo - esordisce il testo della petizione - i passeggeri sono immobilizzati in spazi ridotti, spesso per molte ore. Obbligarli ad ascoltare le conversazioni banali e rumorose degli estranei renderà terribilmente peggiore un'esperienza già scomoda e sgradevole».
Bersaglio delle proteste è la Federal Communications Commission (Fcc), l'authority che regolamenta le telecom Usa. Il suo presidente ha annunciato giovedì la svolta: via libera ai cellulari oltre i 10.000 piedi (circa tremila metri) di altitudine. Tolte le fasi di decollo e atterraggio, potremo telefonare sempre, se la nuova regola sarà votata da una maggioranza dei cinque commissari della Fcc.
Uno di loro ammette di essere già sommerso dalle email di protesta, a centinaia. Sul sito della Casa Bianca una passeggera californiana, Wendy Evans di San Diego, che si definisce una "frequent- flyer", è certa che si tratti di una pessima idea: «Viaggio molto e considero il tempo passato nei cieli come un'opportunità per leggere, pensare, dormire, o anche recuperare del lavoro arretrato, ma non certo per ascoltare le chiacchiere dei vicini».
La mossa dell'authority scatena la verve degli opinionisti sui giornali, tutti contrari. Sul
Los Angeles Times il commento è di Paul Whitfield che sintetizza il continuo degrado del trattamento dei passeggeri: «Toglietevi le scarpe e le cinture ai controlli di
sicurezza, lasciatevi palpare. Pagate 25 dollari di supplemento per un bagaglio in più. Niente cibo. Si arriva in ritardo. Non basta? Macché, adesso dovrò ascoltare l'adolescente che racconta agli amici la sua notte a Las Vegas, il nonno che descrive i problemi alla prostata, la vicina che urla per sovrastare i reattori del jet. L'unico modo per sopportarlo: date alcol gratis a tutti, soprattutto ai bambini e al personale di volo».
Larry Irving, che fu sottosegretario nell'Amministrazione Clinton: «Preferirei la tortura dei chiodi sotto le unghie, piuttosto che star vicino a uno che parla al telefono per tutto il volo». Certo la maleducazione telefonica ci perseguita ovunque, ma le proteste contro la Fcc sottolineano che in aereo è peggio: «Si viaggia stipati, senza potersi spostare, già maltrattati dalla mancanza di spazio e dagli assistenti di volo stressati ». In treno almeno ci sono le carrozze silenziose riservate a chi non vuole usare il cellulare. Il bello è che la decisione della Fcc non piace neppure agli equipaggi.
L'Association of Flights Attendant, il sindacato degli assistenti di volo, è categorica: «I passeggeri sono a maggioranza contrari, noi pure. Ogni fattore che aumenti la tensione in cabina, e può sfociare in vere e proprie crisi di rabbia, non è solo inopportuna ma è anche pericolosa». Non a caso, l'authority scesa in campo è quella della telefonia, che molti accusano di avere a cuore solo gli interessi delle telecom.
Il presidente della Fcc, Tom Wheeler, parla di «aprire nuove opportunità ai consumatori» ma è più probabile che segua le pressioni dei big della telefonia mobile. Tutte le indagini fra i passeggeri hanno dato per anni lo stesso risultato: telefonini bocciati. Tanto più che avanza su molte compagnie la soluzione alternativa e ben più gradita: il wi-fi che consente di lavorare, navigare online, ricevere e mandare email. Ma non urlare spaccando i timpani al vicino.
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