DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE…
Camillo Langone per “il Foglio”
C’è molto Baudelaire, ovvio, e si sente profumo di Verlaine e Drieu La Rochelle, nelle nuove poesie di Michel Houellebecq, “Configurazioni dell’ultima riva” (Bompiani). Ma soprattutto c’è moltissimo Houellebecq: Michel Thomas (il suo vero nome) quando scrive versi è forse più Houellebecq di quando scrive romanzi. C’è la nostalgia del sacro: “Sparita ogni credenza / che faceva edificare / essere e santificare, / abitiamo l’assenza”. La depressione: “Questa sera ho deciso di passare a tre compresse di Halcion”.
Il porno: “Metti la lingua, un po’, sul mio cazzo / prima che non ci sia più niente affatto”. Il bisogno d’amore: “In poche amano e pochissime si donano”. C’è il sentimento della vecchiaia: “Ci incamminiamo verso la fine della partita”. C’è un autore sommo che ci offre visioni lucide e indispensabili, il turismo come nichilismo e i cani come surrogati per disperati: “Avrebbe dovuto sposarsi, avere dei marmocchi, qualche cosa; / i cani hanno un bell’essere carini, un cane resta un cane”.
Michel Houellebecq
Michel Houellebecq
michel houellebecq 4
Michel Houellebecq
DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE…
DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI…
DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? –…
DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL…
DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA…
DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI…