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“LE DEVASTAZIONI A MILANO? I SOCIAL SIANO TRASPARENTI, DICANO COSA E’ SUCCESSO” – PADRE PAOLO BENANTI: “LE MODALITÀ ERANO COME QUELLE DEL RADUNO DI CEUTA. COME LA SCHIUMA DI UNA BIBITA GASSATA CHE ESPLODE, RIEMPIE TUTTO, E POI EVAPORA E SPARISCE - LA LOTTA PER IL PANE ERA POLITICA E PORTÒ ALLA RIVOLUZIONE FRANCESE, QUESTA NON CERCA UN INTERLOCUTORE POLITICO. ASSOMIGLIA PIÙ ALLA CAPACITÀ DEGLI STRUMENTI DIGITALI DI MUOVERE LE MASSE SENZA UN PRIMA E SENZA UN DOPO. MA C’È UN PUNTO MOLTO GRAVE. MOVIMENTI COME QUESTI, CHE SIANO GENERATI DA INFLUENCER, DA ALGORITMI O DA UTENTI, NON SONO NEUTRALI PERCHÉ LE INTERAZIONI PORTANO GUADAGNI ALLE PIATTAFORME SOCIAL. MA SCARICANO SULLA SOCIETÀ I COSTI SOCIALI, DELLE DEVASTAZIONI MA SOPRATTUTTO DEL BENESSERE DEI RAGAZZI…”

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Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

padre paolo benanti (2) ricevimento quirinale 2 giugno 2024

Paolo Benanti, francescano, filosofo e teologo che insegna Etica della tecnologia alla Luiss e a Seattle, da presidente della Commissione per lo studio sull’impatto dell’AI nei media […]

 

Padre Benanti, le violenze di ragazzini convocati via chat c’entrano con quel suo monito?

«Ne sono gli effetti perniciosi, se dimostriamo che sono il prodotto di quegli algoritmi. […]».

 

A cosa lo aveva attribuito?

«Di fronte a grandi interessi commerciali tanti si nascondono dietro l’assenza di prova definitiva».

 

Commerciali o politici?

«Qui si tratta di difendere la democrazia che ha un cardine: le persone devono farsi un’idea della realtà fondata su fatti e non su altro. Altrimenti diventa propaganda digitale».

 

Aiuterebbe alzare ai 15 anni lo sbarramento ai social?

«In prima istanza aiuterebbe […]. Ma si potrebbe già fare di più».

 

Vale a dire?

DEVASTAZIONI A MILANO - UN RAGAZZO FA IL DITO MEDIO CON IN TESTA UN CAPPELLO RUBATO A UN CARABINIERE

«Visto che una piattaforma social (Meta, ndr ), in un accordo extra giudiziale, ha ammesso di aver danneggiato la mente dei ragazzi creando dipendenza dai social e ha patteggiato il pagamento di 18 miliardi, già si potrebbe far scattare l’articolo 5 dell’AI Act che vieta di introdurre nell’intelligenza artificiale tecniche subliminali e manipolatorie».

 

E quindi?

«Nello spazio Ue quei social andrebbero sospesi».

 

C’è chi vede una regia di Mosca dietro le convocazioni in piazza su TikTok. Lei?

«Ci servono più elementi. Per questo i social dovrebbero subito rendere trasparenti alla forza pubblica ciò che è accaduto. Non mi pare che stia andando così».

 

MILANO - SACCHEGGI DEVASTAZIONI E VIOLENZE DI DUEMILA RAGAZZI

Non era il disagio giovanile a spingere quei ragazzi?

«Le modalità erano come quelle del raduno di Ceuta. Come la schiuma di una bibita gassata che esplode, riempie tutto, e poi evapora e sparisce. Mentre la lotta per il pane era politica, durò, e portò alla rivoluzione francese, questa non cerca un interlocutore politico. Assomiglia più alla capacità degli strumenti digitali di muovere le masse senza un prima e senza un dopo. Ma c’è un punto molto grave».

manifestanti violenti devastano milano

 

Vale a dire?

«Movimenti come questi, che siano generati da influencer, da algoritmi o da utenti, non sono neutrali perché le interazioni portano guadagni alle piattaforme social. Ma scaricano sulla società i costi sociali, delle devastazioni ma soprattutto del benessere dei ragazzi: una volta che la fedina penale è sporca non si può farla tornare pulita. Quindi la domanda è: come si può consentire a questi soggetti di fare soldi su tutto ciò?». […]

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