ian rankin 007 james bond

POCO PAGARE, POCO AVERE - DOPO LO SCRITTORE LEE CHILD, ANCHE IL SUO COLLEGA IAN RANKIN RIVELA DI AVER RIFIUTATO DI SCRIVERE IL PROSSIMO ROMANZO DI JAMES BOND: "I MIEI LIBRI PORTANO PIÙ SOLDI, E COSÌ HO DETTO DI NO" - GLI EREDI DI IAN FLEMING, IDEATORE DEL PERSONAGGIO, NON CONCEDONO PIU' DEL 50% DELLE ROYALTIES, CHE NON INGOLOSCISCE GLI AUTORI - LEE CHILD L'AVEVA DETTO CHIARO E TONDO: "PERCHÉ DOVREI DEDICARMICI PER IL 50% DEI RICAVI, QUANDO CON I LIBRI DI 'JACK REACHER' POSSO AVERE IL 100%?"

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Estratto dell'articolo di Antonello Guerrera per "la Repubblica"

 

ian fleming padre di 007

Lascio, e raddoppio lo smacco per James Bond. Dopo Lee Child, anche lo scozzese Ian Rankin rivela di aver rifiutato di scrivere il prossimo romanzo dello 007 più celebre al mondo. «La mia agenda è molto fitta e lavorare a un libro di Bond avrebbe significato accantonare altri lavori» ha spiegato a Repubblica lo scrittore da York dove sta presentando il suo ultimo The Heights, puntualizzando:

 

«i miei libri portano più soldi, e così ho detto di no» al mitologico personaggio di Ian Fleming. «James Bond mi piace tantissimo», precisa Rankin e aggiunge, prima di interrompere la conversazione: «Sarebbe stato divertente scriverne, ma sarebbe stata anche una sfida!».

Ian Rankin - 1

 

[...] Perché per Child e per il sessantaseienne Rankin, come ha ammesso lui stesso al Times Literature Festival di Cheltenham, il problema «è lo stesso»: i soldi. O meglio, le royalties: gli eredi di Fleming non concedono più del 50 per centro del totale. Eppure Bond e John Rebus, il mitico ispettore protagonista dei romanzi di Rankin, hanno molto in comune: bevono, fumano, sono irrispettosi verso i superiori.

 

E, come per le (presunte) origini di Bond, anche Sir Ian è scozzese. Il re del "tartan noir" da 35 milioni di copie non è sceso in particolari sul palco ma, dice a Repubblica, «le mie opere mi fanno guadagnare di più». Del resto, è stato stimato che il suo personaggio, Rebus, valga 10 milioni di sterline. Una "cascata di diamanti", insomma, ma non grazie a Bond.

 

Lee Child

Qualche mese fa, parlando al Times, Lee Child era stato ancora più esplicito, raccontando le prime avances degli eredi di Fleming nel 2008: «Volevano che scrivessi i sequel di James Bond, ma ho detto di no. Perché dovrei dedicarmici per il 50 per cento delle royalties, quando con i libri di Jack Reacher (il suo celebre personaggio da 200 milioni di copie, portato al cinema da Tom Cruise) posso avere il 100 per cento? Sono tornati alla carica una seconda volta, io ho nuovamente declinato».

 

Il 71enne scrittore di Coventry si riferisce al 2009, quando ricevette l'invito a scrivere la prefazione per la ristampa di una trilogia di romanzi della spia britannica, la Blofeld, composta da Operazione Tuono, Al servizio segreto di Sua Maestà e Si vive solo due volte. [...]

Ian Rankin - 2ian fleming padre di 007