COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO,…
Carlo Tarallo per Dagospia
Per chi suona la Campania? E chi lo sa! Quello che si sa è che dal Pdl nazionale, venerdì scorso, è partito in direzione Napoli un dettagliatissimo sondaggio commissionato alla Ipr Marketing per il Senato, effettuato tra il 16 e il 17 gennaio e consegnato venerdì scorso. La Regione si conferma in bilico: Bersani (35,4%) è avanti di tre punti su Berlusconi (32,4%). Da questo scarto dipende il fatidico premio di maggioranza per Palazzo Madama: chi vince fa quasi il pieno, con 16 senatori contro 8.
BERSANI VOLA A SALERNO , BANANA'S AVANTI A CASERTA
Partiamo dalla sfida per il premio di maggioranza al Senato. Per Ipr, al momento i Culatello's sono in vantaggio di tre punti sui Banana's. La coalizione di Bersani è al 35,4% (Pd 28,2; Sel 4,7; CD 2,5). Quella di Berlusconi al 32,4% (Pdl 24,8; Fratelli d'Italia 2; Grande Sud 2,9; La Destra 1,6; Mir 0,1; Liberi da Equitalia 1).
I sinistrati sono avanti a Salerno (38,7 a 28) e Avellino (30 a 17). I mal-destri sono invece in vantaggio a Napoli (40,5 a 34,4); Benevento (40,3 a 30,2) e Caserta (40 a 34,6). La Campania è chiaramente "too close to call" e destinata a restare in bilico fino alla fine. Il riflettore sul Pdl vede il partito al minimo ad Avellino (10%) e al massimo a Caserta (36%).
MONTI SULLE ALI DI DE MITA
Per Ipr in Campania vola al 17,5% (ma non vengono forniti i dati delle province). Si può rimediare ricordando la candidatura di Giampiero Zinzi nell'Udc, leader dei giovani casiniani e figlio del potente Mimì, presidente della Provincia di Caserta (che governa, senza essere troppo choosy, con il Pdl casertano) e parlamentare uscente. Anche ad Avellino, con la candidatura del nipote di Ciriaco, Giuseppe De Mita, i centrini hanno buone carte. A Napoli si punta su Pasquale Sommese, "radicato" ex Pd, assessore regionale al Personale della giunta Caldoro.
GRILLO A UN PASSO DAL QUORUM, INGROIA AL 4%
Venendo a Grillo, il M5S in Campania non sfonda ma è comunque in lotta per la soglia minima dell'8%. Su base regionale i grillini sono al 7%. Vanno molto bene a Salerno (11,6%) ma a Napoli crollano al 5,4%, ovviamente per la guerra spietata di Giggino 'a Manetta. Ma a proposito di Giggino!
Rivoluzione Civile/Ingroia su base regionale al Senato è al 4%. L'impresa di raggiungere quota 8% è affidata all'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli Sergio d'Angelo, alle ultime elezioni regionali primo (ma non eletto) in Sel. D'Angelo è il re delle coop sociali, si dimise dalla presidenza del colosso del welfare "Gesco" 24 ore prima di entrare in Giunta. Gli orange sono forti a Caserta (6,8%), in media a Napoli (4,3%) e vanno malissimo a Salerno (0,6%) roccaforte bersaniana presidiata dal sindaco Vincenzo De Luca.
Infine i radicali sono all'1%, Fermare il Declino allo 0,2, altri al 2,5%, gli indecisi al 23. E i seggi?
I SEGGI
I senatori bersaniani eletti, se i dati restassero questi, sarebbero 16 (Pd 13/14, Sel 2/3). Quelli berlusconiani sarebbero invece 8, di cui 7 sicuri del Pdl, con Grande Sud che sfiora il quorum. Se dovesse prevalere il centrodestra i risultati sarebbero più o meno rovesciati. La Lista Monti, qui in Campania, eleggerebbe 5 senatori.
BERSANI, BERLUSCONI
BERSANI, BERLUSCONI
monti casini
Antonio Ingroia
L'URLO DI BEPPE GRILLO jpeg
DE MAGISTRIS ALLO STADIO
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