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Marco Giusti per Dagospia
Perché dovrei andare al cinema, quando in tv è iniziato una serie fenomenale che è puro cinema come Taboo, con Tom Hardy protagonista coatto e tenebroso con cappottone, tuba e un corpo tutto tatuato, che parla mezzo inglese e mezzo Twi, dialetto ghanese, tutto sesso e violenza, bello e vendicatore con Heathcliff, intelligente e psicopatico come Hannibal Lecter, pazzo come Aguirre, con Steven Knight, quello di Locke, sceneggiatore, con Ridley Scott produttore, assieme agli stessi Hardy e Knight. Con un cast di gran livello, Jonathan Pryce, Franka Potente, Oona Chaplin, Stephen Gaghan, ambientazione perfetta, regia dei nordici Kristoffer Nyholm e Anders Engström bella coinvolgente…
Diciamo che siamo a Londra nel 1812, sotto il dominio della Compagnia delle Indie, forti come una banca centrale europea oggi, e la morte del vecchio e odiatissimo Delaney scatena gli interessi di tutti. Anche perché il vecchio era proprietario di un territorio tra Canada e America fondamentale nei rapporti tesi tra Inghilterra e Stati Uniti.
Delaney lascia però tutti i suoi averi non alla figlia Zilpha, Oona Chaplin, che ha sposato un bieco e ambizioso figuro, Geary, Jefferson Hall, ma al figlio James Keziah Delaney, Tom Hardy, dato per morto, che torna come un fantasma dall’Africa pronto alla vendetta e a riprendersi quel che è suo. Compresa la sorellastra Zilpha, che ha sempre amato.
Sia Geary che il perfido capo della Compagnia delle Indie cercheranno di eliminare brutalmente James, chiamato da Geary il “negro”, che in Africa ha imparato parecchie cosucce misterioso e si è portato dietro un sacchetto pieno di diamanti.
Taboo è dominato dal suo protagonista-ideatore-produttore che si spoglia parecchio, ma la BBC ha tagliato le sue scene di nudo, e riempie col suo vocione e la sua tuba ingombrante ogni scena. Ma i personaggi sono perfidi quel che basta, la sceneggiatura di Steven Knight, che ha accettato di scrivere la serie a patto che Hardy interpretasse ''Locke'', è davvero notevole, e la Londra miserabile del primo ’800 sporca e miserabile quanto basta.
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