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QUANDO UMBERTO ECO DISSE NO A STANLEY KUBRICK- LA RIVELAZIONE DI ROBERTO COTRONEO: "QUANDO, NEL 1988, USCÌ 'IL PENDOLO DI FOUCAULT', STANLEY KUBRICK SI MISE IN CONTATTO CON ECO: VOLEVA COMPRARE I DIRITTI DEL LIBRO PER TRARNE UN FILM. MA ECO NON LI VENDETTE. VOLEVA CHE I SUOI ROMANZI RESTASSERO SULLA CARTA E CHE NESSUNO GLI ANDASSE POI A DIRE: “NON HO LETTO IL LIBRO MA HO VISTO IL FILM”. KUBRICK COSÌ POI SCELSE “DOPPIO SOGNO” DI ARTHUR SCHNITZLER E GIRÒ “EYES WIDE SHUT” - DIRE DI NO A KUBRICK È UN ATTO DI CORAGGIO. CHE SCRITTORI CHE ABBIAMO AVUTO IN QUESTO PAESE. UOMINI CAPACI DI NON LASCIARSI LUSINGARE DA NULLA. HOMBRE VERTICAL..."

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Dal profilo Facebook di Roberto Cotroneo

 

ROBERTO COTRONEO

Una storia che non conosce nessuno. A una cena davvero bella. Ad Alessandria l’altro ieri. L’ospite d’onore è Jean-Jacques Annaud. L’occasione è un pubblico dibattito sul film tratto da “Il nome della rosa” di Umberto Eco.

 

Gli agnolotti al brasato non sono estivi, ma sono irrinunciabili. A un certo punto esce questa storia. Quando, nel 1988, uscì “Il pendolo di Foucault”, Stanley Kubrick si mise in contatto con Eco: voleva comprare i diritti del libro per trarne un film.

 

Ma Eco non li vendette. Voleva che i suoi romanzi restassero sulla carta e che nessuno gli andasse poi a dire: “non ho letto il libro ma ho visto il film”. Dire di no a Kubrick è un atto di coraggio. Kubrick così poi scelse “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler e girò “Eyes Wide Shut”.

stanley kubrick 1

 

Ma ci sono punti comuni con il romanzo di Eco: la setta segreta, l’ossessione di un complotto che in realtà forse non c’era, l’analisi delle connessioni casuali. Che scrittori che abbiamo avuto in questo paese. Uomini capaci di non lasciarsi lusingare da nulla. Hombre vertical...

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