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LA ROMA DEI GIUSTI - BENTORNATI ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA, ARRIVATA ALLA SUA 21 EDIZIONE, E BENTORNATO A PAOLO GENOVESE, CHE APRE IL FESTIVAL COL SUO ULTIMO FILM, “IL RUMORE DELLE COSE NUOVE” - MALGRADO GLI INCASTRI TRA I PERSONAGGI, CHE SI SFIORANO, SI INCONTRANO, SI AMANO E SI FANNO DEL MALE IN VARI MOMENTI DELLA VITA FINO A CONFLUIRE TUTTI NELLA SCENA FINALE, LE STORIE DELLE TRE COPPIE MUSELLA-PANDOLFI, ACCORSI-PUCCINI, FANELLI-PESCE SONO PIUTTOSTO SEMPLICI – LO PREFERISCO ALL’ULTIMO FILM DI GENOVESE, IL PIÙ AMBIZIOSO, PIÙ DIVERTENTE, MA SICURAMENTE PIÙ CONFUSO, “FOLLEMENTE”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Capisco la frase iniziale che apre il film, “Perché tutto deve rompersi per poter andar avanti?”, capisco meno il titolo, “Il rumore delle cose nuove”.
Comunque sia bentornati alla Festa del Cinema di Roma, arrivata alla sua 21 edizione, ancora sotto la direzione di Paola Malanga e sotto la presidenza di Salvo Nastasi, che si apre giustamente spostandosi di un giorno, il 13 al posto del 14 ottobre, per non scontrarsi con la partita di Champions Roma – Real Madrid, e bentornato a Paolo Genovese, che apre il Festival col suo ultimo film, appunto “Il rumore delle cose nuove”.
Pur essendo ambientato a Milano, chissà perché, forse per la forte romanità di alcuni attori, Edoardo Pesce, Eleonora Fanelli, e per la presenza di big del nostro cinema, Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Lino Musella, sembra di essere se non a Roma almeno in un film romano.
Vi dico subito che sono rimasto abbastanza sorpreso della scena di sesso, nudi sul sofà, anche se non è che si veda parecchio, tra Stefano Accorsi, 55 anni, e Claudia Pandolfi, 51. Sì, lo confesso, sono andato a vedere quanti anni hanno. Complimenti, sono ancora una bella coppia. Avevano girato solo un film insieme, il lontano, “Come quando fuori piove”, diretto dal vecchio Mario Monicelli 26 anni fa. Erano due ragazzini. E facevano gli innamorati. Magari era anche un buon film.
E qui si intendono alla perfezione. Come si intendono alla perfezione Edoardo Pesce nel solito ruolo di marito rozzo che tromba e mena (basta, salvatelo…) e Emanuela Fanelli, la moglie che prende le botte e reagisce innamorandosi di Claudio Santamaria sulla sedia a rotelle. Se Pesce si esibisce anche in versione pupazzo di Mickey Mouse all’ospedale per i bambini malati, la Fanelli domina la scena scopandosi anche Santamaria.
Lino Musella interpreta invece il marito con pizzetto di Claudia Pandolfi, fonico del cinema (e allora che ci fa a Milano?), Vittoria Puccini la moglie di Accorsi infermiera all’ospedale che finge di volere un figlio, ma in realtà prende di nascosta la pillola perché non lo vuole.
Malgrado gli incastri tra i personaggi, che si sfiorano, si incontrano, si amano, progettano figli che non accettano, si fanno del male in vari momenti della vita fino a confluire tutti nella scena finale, le storie delle tre coppie principali Musella-Pandolfi, Accorsi-Puccini, Fanelli-Pesce, sono piuttosto semplici se Paolo Genovese, autore anche del romanzo, e il suo co-sceneggiatore, Igor Artibani, ha scritto due film per Max Giusti, non rendessero il tutto più complesso con un montaggio dove da subito passato e presente si mischiano.
Al punto che vedi Pesce coi capelli lungi e il codino e poi coi baffi, la Fanelli con una parruccona in testa che dovrebbe ringiovanirla e poi senza, Accorsi con parrucche diverse. Per un po’ ti diverti a ricostruire il puzzle. Quando lo capisci un po’ meno. Perché il meccanismo narrativo sembra più interessante della storia e quando lo scopri, il plot non sviluppa molto.
Ma devo dire che, probabilmente grazie agli attori, tutti in parte e tutti ben scelti, con la Fanelli superstar, la Pandolfi supersexy, Accorsi che ancora mostra il sedere come ai suoi tempi d’oro, Pesce che mena, solo Lino Musella poco sfruttato, preferisco “Il rumore delle cose nuove” all’ultimo film di Genovese, il più ambizioso, più divertente, ma sicuramente più confuso, “FolleMente”, sempre prodotto dalla Lotus Film, Leone Group e Rai Cinema, scritto da un diverso gruppo, più sofisticato, di sceneggiatori, Lucia Calamaro, Paolo Costella, ecc., che rimane il più alto incasso del regista, quasi 18 milioni di euro (€ 17.957.077), con 2 milioni e mezzo di spettatori, un primo weekend, a febbraio, da 4 milioni.
Evidentemente ci si aspetta un analogo funzionamento da questo “Il rumore delle cose nuove”, in sala dal 12 novembre.
il rumore delle cose nuove 1
il rumore delle cose nuove 2
il rumore delle cose nuove 4
il rumore delle cose nuove 1
il rumore delle cose nuove 5
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