il ministero dell'amore dellamore dell amore

LA ROMA DEI GIUSTI – QUESTO “IL MINISTERO DELL’AMORE”, DI GIACOMO CIARRAPICO E LUCA VENDRUSCOLO, I DUE AUTORI E REGISTI, CON MATTIA TORRE, DI “BORIS”, È PIÙ SOFISTICATO E BEN SCRITTO DELLA MEDIA DI QUEL CHE VEDIAMO IN ITALIA – IL FILM È COSTRUITO UNENDO IL MODELLO NARRATIVO DI “BORIS” A QUELLO DI “INSIDE OUT” E “FOLLEMENTE”, CON UN INVIATO POLITICO TELEVISIVO D’ASSALTO, INTERPRETATO DA PIF, CHE VIVE LA CRISI SENTIMENTALE CON LA FIDANZATA COME SE DENTRO DI SÉ CI FOSSE PROPRIO UN GOVERNO IN CARICA - MA LE SCELTE DEL MINISTERO SI LIMITANO AL MASSIMO A VOTARE CON DELLE PREFERENZE, O FAR CADERE IL GOVERNO NEI MOMENTI DI CRISI CON EVENTUALE RIMPASTO. OCCHIO. NON È UN FILM DI SATIRA POLITICA, MA SUL RACCONTO DELLA POLITICA MEDIATI DAI POLITICI E DALLA TV. MOLTO CARINO E MOLTO DIVERTENTE… - VIDEO

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Marco Giusti per Dagospia

 

pif e alessandra mastronardi in il ministero dell'amore

Dove avevamo lasciato Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, i due autori e registi, con Mattia Torre, di “Boris – La serie”, “Ogni maledetto Natale”. Orfani, ahimé, del loro storico socio, Ciarrapico e Vendruscolo avevano provato a riprendere la serie di “Boris” nel 2022. Qualcosa, in verità, alla nuova serie mancava o, forse, eravamo noi dopo averne viste talmente tante in questi anni da trovarla un po’ una sorta di raduno di vecchi amici.

 

 Diverso è il caso di questo film, “Il Ministero dell’Amore”, che passa oggi alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Grand  Public”, che Ciarrapico e Vendruscolo, con la produzione di Jacopo e Federico Saraceni della IdeaCinema e di Amazon MGM, costruiscono unendo il modello narrativo di “Boris” a quello di successi come “Inside Out” e “FolleMente”.

 

Diciamo che un inviato politico televisivo d’assalto, certo Aldo, interpretato da Pif come fosse il personaggio dei suoi film, ha una crisi sentimentale con la fidanzata Claudia, Alessandra Mastronardi, che lo ha lasciato per un anestesista.

 

il ministero dell'amore 2

Ma vive tutto questo, abituato alle crisi politiche così frequenti nel nostro paese, come se dentro di sé ci fosse proprio un governo in carica, con presidente del consiglio, uno strepitoso Corrado Guzzanti che parla il sardo di Cossiga, un ministro della difesa, Massimo De Lorenzo, un ministro dell’amore, Pietro Sermonti, aiutato dal suo sottosegretario Andrea Pennacchi, una leader d’opposizione, Angela Finocchiaro, un ministro delle cause perse, Carlo De Ruggiero, due uomini dei servizi, Ninni Bruschetta e Fabio Balsamo.

 

Tutti chiusi a Montecitorio con l’idea di recuperare la ragazza e fare di Aldo, cioè Pif, “una brava persona”. Ovviamente, come in “FolleMente” si uscirà e rientrerà nel personaggio principale, nella sua realtà quotidiana, alle prese con un operatore sovrappreso, Lorenzo Lidi, una bella inviata rivale, Dharma Mangia Woods, vecchie e nuove fiamme improbabile, anche una satanista.

 

pif alessandra mastronardi il ministero dell'amore

Ma le scelte del Ministero non ricadono immediatamente sul protagonista, si limitano al massimo a votare con delle preferenze, o far cadere il governo nei momenti di crisi con eventuale rimpasto. Occhio. Non è un film di satira politica, Ciarrapico e Vendruscolo sono troppo intelligenti per sporcarsi con le macchiette della satira politica e il parallelismo con il governo di oggi, ma sui meccanismi di racconto della politica mediati dai notisti politici e dalla tv. Che è un bel balzo avanti. Anche se può non essere così popolare.

 

Infatti il film è decisamente più sofisticato e ben scritto della media di quel che vediamo in Italia, e, se ridi, ridacchi proprio per questo gioco sui linguaggi della politica e non sulla realtà della politica italiana.

 

il ministero dell'amore 3

Solo Guzzanti si permette di costruire il suo presidente del consiglio con la voce sarda di Cossiga, ma è un gioco legato al vecchio mondo della satira politica in Rai (ce la ricordiamo ancora la satira politica in Rai, spero). Decisamente più compatto di “Ogni maledetto Natale”, che esagerava nel costruire due enormi episodi comici, il primo stupendo, il secondo meno divertente, “Il Ministero dell’Amore” fa ridere in maniera elegante giocando ai bordi della politica.

 

E funziona, grazie al cielo, quando gli attori più popolari di “Boris”, da Guzzanti a De Ruggiero e De Lorenzo, da Sermonti a un grande Pennacchi prendono possesso della situazione e riempiono di piccoli tic e trovate comiche ogni angolo del film. Andando anche clamorosamente oltre o contro il film. Come facevano già ai tempi della serie.

 

il ministero dell'amore 1

 “Sei fascista?” chiede Pif/Aldo a una pazza scatenata che si sta scopando vedendo una sua foto in camicia nera col braccio alzato. “E’ stata una sbadataggine giovanile”, risponde questa, che si rileverà essere satanista. “Ogni tanto si fa passare la giornata e ogni tanto si fa la storia” recita divertito Guzzanti. Molto carino e molto divertente.

corrado guzzanti in il ministero dell'amorepif il ministero dell'amore