caro mondo crudele

LA ROMA DEI GIUSTI - SE VI ERA PIACIUTO “MARGINI”, OPERA PRIMA NEL 2021 DI NICCOLÒ FALSETTI, VI PIACERÀ ANCHE QUESTO “CARO MONDO CRUDELE”, OPERA SECONDA DI FALSETTI - AMBIENTATO NEL 1999 IN QUEL DI ALBINIA, A POCHI CHILOMETRI DA GROSSETO, RISPECCHIA LA STESSA IMPOSTAZIONE DI CINEMA MARGINALE E ANTISPETTACOLARE DI “MARGINI”. CIOÈ ATTORI SCONOSCIUTI, FOTOGRAFIA SPORCA E NON DA FICTION O DA CINEMA UFFICIALE. UNICA CONCESSIONE ALLA MODA, LA PRESENZA DEI DISEGNI DI UNA STAR DEL FUMETTO COME ZEROCALCARE - ALLA FINE È UN FILM PIÙ DURO, INTERESSANTE E PROFONDO DI QUEL CHE PENSAVAMO. FORSE PERCHÉ SI PRESENTA COL TONO DIMESSO DI UN VIAGGIO NELLA PROVINCIA DI PIÙ DI VENT’ANNI FA… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

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Se vi era piaciuto “Margini”, opera prima nel 2021 di Niccolò Falsetti, scritto con Francesco Turbanti, interamente ambientato nella Grosseto del 2008, vi piacerà anche questo “Caro mondo crudele”, opera seconda di Niccolò Falsetti, sempre scritto con Francesco Turbanti e Tommaso Renzoni, coprodotto da Fandango-Mompracen e da DispArte Film, presentato alla Festa del Cinema nella sezione Freestyle.

 

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Ambientato nel 1999, l’anno del rap e di “Supercafone” del Piotta, con tanto di video dei Manetti Bros, qui anche coproduttori, in quel di Albinia, a pochi chilometri da Grosseto, fuor dal periodo vacanziero, rispecchia la stessa impostazione di cinema marginale e antispettacolare di “Margini”. Cioè attori sconosciuti, fotografia sporca e non da fiction o da cinema ufficiale.

 

Unica concessione alla moda, la presenza dei disegni di una star del fumetto come Zerocalcare, già presente come attore nel primo film, qui animati in maniera molto povera e basilare da Movimenti. Protagonista è una ragazzina di 12 anni, Giovanna, interpretata da Aurora Malianni che in “Margini” interpretava Alice, che vive ad Albinia con la mamma Sabrina, Petra Valentini, professoressa della stessa scuola media frequentata dalla figlia.

 

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Orfana di padre, che idealizza come eroe muscoloso di piccole animazioni sul modello giapponese che la vedono trasformata in mucca, Giovanna, occhialuta, timida, incapace di reagire, ha dei problemi con la bulla della scuola, la poco più grande Ludovica detta il Maglio, interpretata da Tara Trocchia, che l’ha presa di mira e coi ragazzini che lei domina, magari con la promessa di una sega. Cosa che lascia perplessa Giovanna, che non sa proprio che cosa sia una sega.

 

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Il migliore e forse unico amico di Giovanna è un ragazzino scombinato e pieno di vita che vive in aperta campagna, Mirko, che vediamo nei video girati da lei e ogni tanto riappaiono. Quando Mirko scompare, lasciando un misterioso bigliettino di addio al mondo, mentre il preside della scuola minimizza e la sua famiglia non sembra preoccuparsi, Giovanna capisce che è successo qualcosa di grave al suo amico e che il mondo non sarà più come l’ha vissuto fino a quel punto.

 

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E trova l’aiuto disinteressato proprio dalla sua nemica, il Maglio. Forse un po’ confuso nella prima parte, con queste animazioni veramente fatte in fretta, “Caro mondo crudele” cresce nella costruzione del rapporto fra i ragazzi e nella regia ultrarealistica che dà vita a questo piccolissimo mondo di provincia di Albinia e dintorni di vent’anni fa, dove l’arrivo del rap sembra offrire una via poetica a giovani chiusi dentro i propri gusci, da dove è estremamente complesso muoversi.

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Tutte le scene coi ragazzini, con le battute toscane sul sesso e le seghe, sono una ventata d’aria fresca nel nostro cinema borghesuccio dove i giovani sono i quarantenni. Perfino la relazione segreta della mamma di Giovanni col professore, Francesco Turbanti, è credibile.

 

Ovvio che l’idea, da subito presente, della morte, del suicidio di un coetaneo, metta in crisi quel poco di equilibrio che si era stabilito tra adulti e ragazzini. Alla fine è un film più duro, interessante e profondo di quel che pensavamo. Forse perché si presenta col tono dimesso di un viaggio nella provincia di più di vent’anni fa. 

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