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“FA UNA CERTA IMPRESSIONE SENTIRE LA SIGNORA ZAKHAROVA CITARE GIANNI RODARI” – MICHELE SERRA INFILZA QUELLA ZOCCOLOVA DELLA ZAKHAROVA, CHE HA SCOMODATO LO SCRITTORE PER PUNGERE IL NOSTRO PAESE NELLA POLEMICA ANTI-FEDOROV (“SE RODARI FOSSE VIVO, PENSO CHE SCRIVEREBBE UNA FAVOLA SATIRICA SU TUTTO QUESTO”): "È UN POCO, ALL'ENNESIMA POTENZA, COME QUANDO SALVINI APPLAUDE DE ANDRÉ" – “CI SONO COSE DA NON FARE MAI/ NÉ DI GIORNO NÉ DI NOTTE/ NÉ PER MARE NÉ PER TERRA: /PER ESEMPIO LA GUERRA”. PERCHÉ, INVECE DI CITARE RODARI, ZAKHAROVA NON PROVA A LEGGERLO?” – RODARI È DA OLTRE 70 ANNI UNO DEGLI AUTORI ITALIANI PIÙ AMATI IN RUSSIA, SOPRATTUTTO GRAZIE AL LIBRO "LE AVVENTURE DI CIPOLLINO", IN CUI LA RIVOLTA DEI "POVERI VEGETALI" CONTRO I POTENTI SI ADATTAVA PERFETTAMENTE ALLA PROPAGANDA SOVIETICA…

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michele serra

I POETI DEGLI ALTRI 

Michele Serra per “la Repubblica”  - Estratti

 

Fa una certa impressione sentire la signora Zakharova, portavoce del governo russo, citare Gianni Rodari. Lei è tra le voci più violente e sprezzanti di quel regime bellicoso, lui il più gentile, sorridente e pacifico di tutti i poeti, quello che si rivolgeva ai bambini perché non ancora guastati dal potere e dal pregiudizio. 

 

È un poco, all’ennesima potenza, come quando Salvini applaude De André, che è l’opposto antropologico, prima ancora che politico, del capo leghista — non per caso il più putiniano tra i politici italiani. 

 

(...)

 

Rodari è una celebrità in Russia (anche in Russia) per meriti poetici che confliggono, uno per uno, con il potere, con la sopraffazione, con il conformismo e con la guerra. «Ci sono cose da non fare mai/ né di giorno né di notte/ né per mare né per terra: /per esempio la guerra». 

maria zakharova

 

Provi Zakharova a scandire davanti ai microfoni dei quali dispone (e dei quali nessuna opposizione russa può disporre) questa semplice quartina di Rodari: passerebbe per pazza. Verrebbe destituita dopo dieci secondi. Se le va bene, per i suoi meriti pregressi, riuscirebbe a evitare il polonio con il quale vengono avvelenati i nemici del Capo, e le galere nelle quali vengono rinchiusi. 

 

Comunista, internazionalista, umanista e laico, Rodari credeva nell’educazione e nella fantasia come leve per cambiare gli esseri umani, a partire dall’infanzia. Che cosa di educato e di fantasioso abbia mai prodotto, in pubblico, il regime del quale Zakharova è megafono, non è ancora chiaro. I carri armati? Perché, invece di citare Rodari, Zakharova non prova a leggerlo?

gianni rodari 34

 

COSÌ CIPOLLINO DIVENNE FAMOSISSIMO NELL’URSS 

Paolo Valentino per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

«Cipollino era figlio di Cipollone e aveva sette fratelli…. Gente per bene, bisogna dirlo subito, però piuttosto sfortunata». 

 

Iniziavano così Le avventure di Cipollino , la favola di Gianni Rodari uscita in Italia nel 1951 e tradotta due anni dopo in russo, consacrandolo icona letteraria dell’Unione Sovietica. Comunista lui, antieroe figlio di «poveri vegetali» in lotta contro il potere degli ortaggi più nobili e ricchi il suo protagonista, Rodari era suo malgrado e ben oltre il grandissimo talento un perfetto avatar per il racconto ufficiale del regime sovietico. Il libro vendette oltre un milione e mezzo di copie.

 

Fu sull’onda del successo in Urss che Rodari si impose all’attenzione internazionale, fino a vincere nel 1970 il Premio Andersen.

 

(...) Forse solo Michele Placido, per il personaggio del Commissario Cattani in La Piovra , raggiunse un livello simile di popolarità negli Anni Ottanta e Novanta. Ma la passione dei russi per Rodari non è mai diminuita. Come dimostra la spericolata citazione di Zakharova. 

gianni rodari

 

 

rodari le avventure di cipollinoMATTEO SALVINOV - MEME rodari le avventure di cipollino 34SALVINI CON LA MAGLIA DI PUTINFedorov E GUIDO CROSETTOGIANNI RODARI 66Gianni Rodarile avventure di cipollino