IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO…
LO STREAMING DEI GIUSTI - CHE VEDIAMO STASERA? INDECISO SE GUARDARMI SU AMAZON "MALAFEMMENA", UNA ASSOLUTA RARITÀ, O RIVEDERMI "VENEZIA LA LUNA E TU", CHE IO CONSIDERO UN CAPOLAVORO COMICO MA CHE DINO RISI NON AMAVA - QUANDO LO FECE VEDERE IN ANTEPRIMA A MONICA VITTI E A MICHELANGELO ANTONIONI, A LEI PIACQUE MA LUI ACIDO LO GELÒ CON UN "CREDEVO CHE FOSSI INTERESSATO AD ALTRO" - LA VERA SCOPERTA, E ME LO ASPETTAVO, È STATA LA NUOVA STAGIONE DI "MONSTER", LA FORTUNATA SERIE SUI SERIAL KILLER...
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? Indeciso se guardarmi su Amazon “Malafemmena” di Armando Fizzarotti con Maria Fiore e Nunzio Gallo, una assoluta rarità, o rivedermi “Venezia la luna e tu” di Dino Risi con Alberto Sordi, Marisa Allasio e Nino Manfredi, che io considero un capolavoro comico, ma che Dino non amava particolarmente, anche perché lo fece vedere in anteprima a Monica Vitti e a Michelangelo Antonioni, a lei piacque ma lui acido lo gelò con un “Credevo che fossi interessato ad altro”.
Mi sono invece buttato sulle ultime serie, su Apple Tv+ mi sono mezzo addormentato al nuovo episodio di “Slow Horses”, aspettiamo gli altri, su Amazon ho provato a vedere la prima puntata di “Nagley”, spin off di “Reacher” che vede protagonista la bella Maria Sten come Frances Nagey, investigatore privato ex militare che deve risolvere il caso della morte di un amico di in fanzia. Ma dopo 15 minuti avevo già cambiato. Troppe botte, troppo fracasso, troppa luce in piena notte.
La notte nei film americani che mi piacciono è notte e non si vede nulla. Pensiamo ai film di Henry Hathaway o di Don Siegel. Nelle serie di oggi si vede tutto. Perbacco. Non capisco perché i critici delle serie diano voti altissimi a tutto io quasi, 100% di gradimento all’ultimo “Slow Horses”, 93% a “Nagley”.
Tanto vale che mi veda “Kraven il cacciatore” diretto da J.C.Chandor con Aaron Taylor Johnson, Ariana DeBose, Russell Crowe, cafonata Marvel che vale un 15% di gradimento ma decisamente più divertente e vedibile. La vera scoperta, e me lo aspettavo, è stata la nuova stagione di “Monster”, la fortunata serie sui serial killer ideata da Ryan Murphy e Ian Brennan per Netflix, “Monster: The Lizzie Borden Story”, che per i critici televisivi di Rotten Tomatoes vale solo il 44%.
Se superate lo shock della sequenza pre-titoli dove vediamo la stralunata Lizzie Borden, interpretata da Ella Beatty, figlia di Warren Beatty e Annette Bening, massacrare a colpi d’ascia la matrigna, Rebecca Hall, e il padre, Charlie Hunnam, e passate al racconto che si svolge nei quattro mesi primi, credo che non rimarrete delusi. Anche perché non è detto che quel che abbiamo visto sia la verità.
GARY OLDMAN NELLA QUINTA STAGIONE DI SLOW HORSES
E quel che interessa agli ideatori della serie è una sorta di racconto sanguinoso e molto queer che avvolga grandi donne serial killer della storia, da Lizzie Borden, a Elizabeth Bathory, interpretata da Vicky Krieps, che fa il bagno nel sangue delle vergini, a Ilse Koch, terribile criminale di guerra in quel di Buchenwald, sempre la Krieps, alla terribile Aileen Wuornos, prostituta che assassinava i suoi clienti che venerava la figura di Lizzie, che offre modo a Sarah Paulson di costruire un altro dei suoi memorabili personaggi.
E che troveremo dalla quarta puntata in avanti. Storie nelle storie, ma anche storie che rimandano a altre storie di repressione sessuale e esplosione omicida. Da una parte Murphy e Brennan ricostruiscono la storia della loro protagonista, Lizzie Borden, repressa in famiglia da un padre che le rimprovera di non essere un maschio, e da una matrigna che la tratta come una mentecatta incapace di trovare un marito.
Siamo in un paesino americano alla fine dell’800 e Mr Borden ha un’attivissima falegnameria dove fa mobili e bare. Non si capisce perché sia così succube della seconda moglie e così disamorato della figlia, Lizzie. L’altra figlia, Emma, è decisamente più tranquilla. Le cose prendono un aspetto curioso quando entra in scena un personaggio inaspettato, la cameriera Bridget Sullivan, che i Borden si ostinano a chiamare Maggie, interpretato da una grande Vicky Krieps.
Bridget risolve i problemi di tutta la famiglia. Ottima cuoca, toglie ogni macchia imbarazzante dal divano, affila la collezione di asce di Mr Borden per un dollaro a settimana e per qualcosa in più gli risolve anche altri problemi, ma soprattutto educa Lizzie al sesso, ha una serie di cazzi meccanici che possono aiutarla, le racconta la storia di Elizabeth von Bathory e del suo bagno nel sangue delle vergini.
Tramite Bridget/Maggie e la storia di Lizze, si formerà una specie di gruppo di super-serial killer lesbo sul modello Avengers che ci offre qualcosa di meno ovvio delle serie con le poliziotte che menano e sparano. Certo, anche un colpo d’ascia sulla capoccia non fa bene. L
eggo su “The Hollywood Reporter” che in un primo tempo Ian Brennan e Ryan Murphy volevano girare “The Luigi Mangione’s Story”, Mangione è il ragazzo italo-americano responsabile dell’omicidio del Ceo di UnitedHealthcare, Brian Thompson. Sarebbe stata una bomba.
Ma era alquanto pericoloso e scivoloso come argomento. Troppo recente e troppo politico. Mangione incarna però il perfetto eroe delle serie di Ryan Murphy. Così siamo passati alle donne serial killer, che vedono nella storia di Lizzie Borden e ai delitti con l’ascia di Fall River, Massachusetts, nel 1892, il loro grande inizio. Trovate tutti gli episodi su Netflix.
MONSTER: The Lizzie Borden Story
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venezia, la luna e tu 1
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