Ricerca scientifica e tecnologie di ultima generazione al servizio della salute cardiovascolare

Comprendere in modo sempre più approfondito le malattie cardiovascolari e intervenire in maniera tempestiva ed efficace rappresenta una delle principali sfide della medicina moderna. In questo ambito si inserisce l’impegno dell’IRCCS Policlinico San Donato, dove ricerca scientifica, innovazione tecnologica e pratica clinica lavorano in sinergia per trasformare le evidenze scientifiche in soluzioni concrete per i pazienti.

Le patologie cardiovascolari continuano infatti a essere la prima causa di morte a livello globale. Ogni anno si registrano oltre 17 milioni di decessi nel mondo e, in Italia, circa 216.000 morti (dati 2021, fonte World Heart Federation), con un impatto particolarmente rilevante nella popolazione femminile. Tra le condizioni più diffuse si annoverano le cardiopatie ischemiche – come infarto del miocardio e angina pectoris – le malattie cerebrovascolari, tra cui l’ictus, e lo scompenso cardiaco. Oggi, grazie ai progressi della ricerca, è possibile comprendere meglio i meccanismi alla base di queste patologie, rafforzare le strategie di prevenzione e anticipare la diagnosi. Parallelamente, l’evoluzione tecnologica mette a disposizione trattamenti sempre più mirati, capaci di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita.

Un percorso che richiede risorse, competenze e una costante attività di ricerca, portata avanti da team multidisciplinari di medici, ricercatori e professionisti sanitari. La ricerca, infatti, è un processo continuo che si alimenta grazie alla collaborazione e al supporto condiviso, con l’obiettivo di sviluppare terapie sempre più personalizzate.

In questo contesto, l’IRCCS Policlinico San Donato, riconosciuto come “Ospedale del Cuore”, si distingue da anni come uno dei principali centri di Cardiochirurgia a livello nazionale ed europeo, sia per i volumi di attività sia per la complessità dei casi trattati. L’ospedale rappresenta inoltre un riferimento consolidato per la cura delle cardiopatie congenite.

Nel 2025 sono stati eseguiti oltre 1.400 interventi cardiochirurgici, di cui più di 1.000 su pazienti adulti e circa 400 in ambito congenito. A questi si aggiungono più di 3.500 procedure elettrofisiologiche e oltre 3.700 interventi di cardiologia interventistica, che salgono a 4.000 includendo anche i pazienti pediatrici. Numeri che hanno permesso di costruire il più ampio database clinico cardiovascolare nazionale, con oltre 30.000 pazienti raccolti nel solo ambito cardiochirurgico.

Ricerca e assistenza: un binomio inscindibile
L’eccellenza dell’Istituto si fonda su una solida infrastruttura dedicata alla ricerca. Con 160 professionisti impegnati, 10 laboratori e 35 Unità Cliniche, il Policlinico è riconosciuto a livello internazionale nello studio delle patologie cardiovascolari e dei grandi vasi. L’attività scientifica si integra pienamente con quella assistenziale, accompagnando il paziente lungo tutte le fasi del percorso di cura: dalla diagnosi al trattamento, fino alla riabilitazione. Tra gli ambiti di maggiore sviluppo figurano lo scompenso cardiaco e le cardiomiopatie, inclusa la forma ipertrofica.

Prevenzione e progetto CVRISK-IT
Il Policlinico San Donato partecipa attivamente alla Rete Cardiologica IRCCS, presieduta dal dottor Lorenzo Menicanti, ed è centro capofila del progetto CVRISK-IT. Si tratta del più ampio programma di prevenzione cardiovascolare mai realizzato in Italia, con l’obiettivo di arruolare 30.000 cittadini tra i 40 e gli 80 anni senza patologie cardiovascolari note o diabete. Il progetto mira a monitorare i fattori di rischio e a sviluppare strategie preventive su larga scala, con l’ambizione di diventare un modello di riferimento anche a livello europeo.

Sindrome di Brugada: dalla diagnosi alla ricerca immunologica
La Sindrome di Brugada è una patologia spesso silente fino alla comparsa di aritmie potenzialmente fatali ed è tra le principali cause di arresto cardiaco improvviso nei giovani adulti. Nel 2014 il professor Carlo Pappone ha introdotto una tecnica innovativa di ablazione del substrato aritmico, modificando in modo significativo l’approccio terapeutico. Più recentemente, un suo studio ha evidenziato la presenza di autoanticorpi diretti contro i canali del sodio cardiaci, aprendo nuove prospettive interpretative legate al possibile coinvolgimento del sistema immunitario. L’obiettivo futuro è sviluppare un test diagnostico ematico in grado di identificare precocemente i soggetti a rischio.

Imaging avanzato: la frontiera della diagnosi precoce
Le tecnologie di imaging rappresentano un elemento chiave nella diagnosi precoce. Il Policlinico San Donato è tra i primi centri al mondo ad aver introdotto la PCCT (Photon Counting Computed Tomography), una TAC di nuova generazione in grado di analizzare l’energia dei singoli fotoni. Questa tecnologia consente una maggiore precisione nella caratterizzazione dei tessuti e nell’identificazione precoce dell’aterosclerosi coronarica, riducendo al contempo l’esposizione alle radiazioni. La ricerca prosegue per estenderne le applicazioni cliniche e migliorarne l’accessibilità.

In un contesto sanitario in continua evoluzione, l’attività di ricerca cardiovascolare dell’IRCCS Policlinico San Donato si conferma un elemento centrale per affrontare la crescente complessità delle patologie cardiache. Dalla prevenzione alla diagnosi precoce, fino allo sviluppo di terapie innovative, ogni progresso nasce con l’obiettivo di tradurre la conoscenza scientifica in cura, mantenendo sempre al centro il paziente e il miglioramento della sua qualità di vita.

Intelligenza artificiale e cardiopatie congenite
Le anomalie coronariche congenite, seppur rare, possono essere associate a eventi gravi come ischemia miocardica e morte improvvisa, soprattutto nei giovani sportivi. Presso il Policlinico, sotto la guida del dottor Mauro Lo Rito, sono in fase di sviluppo modelli predittivi basati su simulazioni computazionali e intelligenza artificiale. Questi strumenti consentono di migliorare la valutazione del rischio e supportare le decisioni cliniche, dall’attività sportiva all’indicazione chirurgica.

Biomeccanica e bioprinting: il ruolo del C3D Lab
Nel campo della ricerca biomeccanica cardiovascolare, il Policlinico ha avviato nel 2018 il C3D Lab, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di Pavia. Il centro utilizza tecnologie avanzate di bioingegneria per studiare il comportamento dei tessuti cardiovascolari, anche attraverso modelli in vitro. La sezione dedicata al bioprinting sviluppa modelli vascolari biostampati e materiali biomimetici, con l’obiettivo di esplorare nuove frontiere nella rigenerazione tissutale e nella medicina personalizzata.