antonio di pietro sergio cusani carlo sama

“MA ‘STE MAZZETTE LE AVETE DATE O NO? QUESTA TANGENTE C'È STATA O CE LA SIAMO INVENTATA?” – 30 ANNI DOPO, ANTONIO DI PIETRO A CONFRONTO A MILANO TRA BATTUTE E FRECCIATE CON CARLO SAMA (AD DEL GRUPPO FERRUZZI-MONTEDISON E COGNATO DI RAUL GARDINI) E SERGIO CUSANI, MANAGER FERRUZZI DELLA "MADRE DI TUTTE LE TANGENTI" – “L'INCHIESTA AVREBBE DOVUTO FARLA ROMA, MA LÌ C'È IL PORTO DELLE NEBBIE. PRIMA DI NOI CI AVEVA PROVATO PALERMO, MA LI HANNO UCCISI” – SAMA: “ERAVATE GUIDATI DA MEDIOBANCA…” – CUSANI: “VI SIETE LASCIATI SCAPPARE L'UOMO PIÙ IMPORTANTE CHE AVEVATE PER LE MANI, PINO BERLINI, IL FIDUCIARIO ESTERO DEI FERRUZZI CHE OGGI VIVE IN BRASILE E SORSEGGIA SPRITZ IN SPIAGGIA” – DI PIETRO: “FINCHÉ CI SONO STATI MONTANELLI E COSSIGA, MANI PULITE ANDÒ AVANTI, POI CI HANNO FERMATI…”

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Paolo Berizzi per “la Repubblica” - Estratti

 

A un certo punto è diventato qualcosa di simile a un gustoso siparietto, con "guardia" e "ladri" — sia detto per semplificare — che trent'anni dopo Mani Pulite se le sono suonate sul palco, tra sapide battute, rimproveri, invettive, un po' di show. «L'imputato chiede di parlare!», provoca Cusani.

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Risposta fulminea di Di Pietro: «Era ora!». Oppure quando ancora Di Pietro, dopo avere ascoltato più o meno paziente le ricostruzioni non proprio distaccate di Sama e Cusani, la tocca così: «Le cose che raccontate stasera perché non me le avete raccontate 30 anni fa?!». (...)

 

 Protagonisti ieri sera a Milano del ping pong intitolato "La stagione che cambiò l'Italia" (sottotitolo: "impresa, politica e giustizia negli anni '90, raccontate dai protagonisti"): Carlo Sama, Sergio Cusani e Antonio Di Pietro. I primi due sono stati, rispettivamente, ad del gruppo Ferruzzi-Montedison e braccio destro e cognato di Raul Gardini (Sama), e, Cusani, storico consulente di Ferruzzi, Gardini e dello stesso Sama. Di Pietro è il pm che li ha inquisiti e fatti arrestare. 

 

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Sama ha fatto qualche mese di carcere e oggi vive tra Sudamerica e Montecarlo. Cusani 4 anni, e sta ancora a Milano. La vicenda è quella che di Tangentopoli fu il fulcro: le tangenti Enimont pagate dall'imprenditore Raul Gardini a numerosi esponenti politici in seguito alla vendita dell'azienda. La "madre di tutte le tangenti", come fu ribattezzata: 150 miliardi di lire, dati da Montedison per favorire il burrascoso divorzio da Eni dopo il fallimento della joint venture. 

 

L'idea di mettere a confronto Di Pietro, Cusani e Sama è venuta allo studio legale LCA; a moderare c'era Piero Colaprico, ex inviato di Repubblica che da cronista ha seguito e raccontato Tangentopoli. 

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Non era la prima volta che i tre si confrontavano. È successo anche in tv. Nel frattempo hanno scritto libri, ovviamente intorno al tema e alle rispettive storie (Cusani è autore de "Il colpevole", Sama de "La caduta di un impero", Di Pietro de "La giustizia vista da vicino"). Ieri sera però nel cortile affollato di LCA è venuto fuori un dibattito vivace, ora ironico, ora aspro, ora cupo. Il racconto dei suicidi di Gabriele Cagliari, Sergio Moroni e Raul Gardini che si tolsero la vita tra il 1992 e il 1993, in gran parte legati allo scandalo Enimont.

 

Gli arresti, l'omertà, i silenzi e le accuse incrociate, i Palazzi, il mitico e super mediatico pool Mani pulite di Milano. «L'inchiesta avrebbe dovuto farla Roma ma lì c'è il porto delle nebbie — ha ricordato Di Pietro — Prima di noi ci aveva provato Palermo, ma li hanno uccisi». In modi diversi e uguali Cusani e Sama hanno rilanciato la palla di là: «Avete usato la vicenda come passerella per manifestare il vostro potere, Mani pulite è stata un'occasione perduta» (Cusani); «eravate più potenti del presidente della Repubblica, la mia opinione è che tutti — compresi i giornali — eravate guidati da Mediobanca…» (Sama).

 

 

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(...) Ancora Sergio Cusani a Di Pietro: «Vi siete lasciati scappare l'uomo più importante che avevate per le mani, Pino Berlini, il fiduciario estero dei Ferruzzi che oggi vive in Brasile e sorseggia spritz in spiaggia». Di Pietro prima incassa e poi sbotta. Sfida i due interlocutori. «Ma insomma ‘ste mazzette le avete date o no? Questa tangente c'è stata o ce la siamo inventata?». Chiosa finale: «Dire che la colpa è stata di chi ha indagato e non di chi ha commesso il reato non rende giustizia alla verità». Applausi. In platea c'erano anche Vittorio Feltri e l'ex colonnello Giuseppe De Donno del Ros. Di Pietro snocciola un aneddoto. «Andavo a pranzo con Feltri e Montanelli. Finché ci sono stati Montanelli e Cossiga, Mani pulite andò avanti, poi ci hanno fermati…». 

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