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LE ACCISE MOBILI IMMAGINATE DA GIORGIA MELONI SONO POCO PIÙ CHE UN PANNICELLO CALDO – SI TRATTA DI UN SISTEMA FARRAGINOSO, CHE REINDIRIZZA IN AUMOATICO L’EXTRAGETTITO IVA SULLA RIDUZIONE DELLE TASSE SUL CARBURANTE. MA IL RISPARMIO CHE POTRÀ PORTARE È RIDICOLO: CIRCA 2,2 CENTESIMI DI RIDUZIONE OGNI DIECI DI AUMENTO ALLA POMPA. INOLTRE, LA SUA EFFICACIA DIMINUISCE CON L’AUMENTARE DEI RINCARI. SAREBBE MEGLIO UN TAGLIO DIRETTO DELLE ACCISE, COME QUELLO CHE VARÒ DRAGHI NEL 2022, MA NON CI SONO QUATTRINI...

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Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “la Stampa”

 

giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 2

Il ritorno dello shock energetico rischia di gelare le aspettative dei consumatori. Mentre i venti di guerra nel Golfo Persico soffiano con intensità crescente, la strategia per contenere il rincaro dei carburanti si affida al fragile scudo delle accise mobili, un automatismo fiscale che rischia di rivelarsi insufficiente di fronte a una crisi sistemica.

 

Nel Consiglio dei Ministri di martedì prossimo si cercherà di trovare la quadratura del cerchio, ma i margini di manovra sono pochi […].

 

 La scommessa di utilizzare questo percorso, secondo i trader e gli analisti, appare come una trincea sottile contro un'ondata che minaccia di travolgere le stime dell'ultimo Documento Programmatico di Finanza Pubblica dello scorso autunno.

 

CARO BENZINA

Il funzionamento tecnico delle accise mobili poggia su un principio di vasi comunicanti tra l'imposta sul valore aggiunto e i tributi fissi sulla fabbricazione dei prodotti raffinati. Ogni volta che il prezzo del greggio supera il valore di riferimento indicato nel Dpfp, lo Stato incassa automaticamente un gettito Iva superiore alle previsioni.

 

La normativa prevede che il 22% di questo extragettito possa essere destinato alla riduzione delle accise, restituendo all'automobilista una quota del rincaro sotto forma di sconto fiscale automatico. Tradotto: ogni dieci centesimi, 2,2 possono essere ridotti tramite compensazione.

 

GIORGIA MELONI E LE ACCISE - VIGNETTA BY LELE CORVI - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Tuttavia, l'efficacia di questa protezione diminuisce proprio quando la crisi morde con più forza. Nelle simulazioni attuali, con un Brent ipotizzato a 105 dollari al barile — un rialzo di circa 39 dollari rispetto ai parametri governativi — il prezzo della benzina salirebbe a 1,884 euro al litro e quello del gasolio a 2,063 euro. In questo scenario, l'attivazione massima delle accise mobili garantirebbe un risparmio di 4,7 centesimi sulla verde e di 7,5 centesimi sul diesel, portando i prezzi rispettivamente a 1,837 e 1,988 euro.

 

Si tratta di un ammortizzatore reale, capace però di assorbire soltanto il 40% circa del rincaro complessivo subito dal consumatore finale, lasciando scoperta la parte più consistente dell'esborso.

 

Il quadro si fa drammatico in uno scenario di crisi acuta, con il Brent a 150 dollari, livelli che evocano i picchi dell'estate 2022. In questa eventualità, i prezzi alla pompa sfonderebbero ogni record precedente: la benzina supererebbe i 2,13 euro al litro e il gasolio i 2,45 euro. Sebbene lo sconto fiscale garantito dalle accise mobili salirebbe in valore assoluto a 10,1 centesimi sulla benzina e 16,2 sul gasolio — fissando i prezzi finali a 2,030 e 2,297 euro — la quota coperta dal meccanismo si ridurrebbe in modo ulteriore.

 

giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 4

Il limite strutturale del sistema risiede in questa asimmetria: più violento risulta lo shock energetico, meno il gettito Iva riesce a neutralizzare l'impatto sui cittadini. Nel 2022 il governo Draghi scelse la strada del taglio diretto delle accise, una misura dai costi ingenti per l'erario ma dall'impatto immediato e profondo sui portafogli.

 

Le accise mobili, pur essendo più sostenibili per i conti pubblici, offrono un cuscinetto che si assottiglia si assottiglia nei momenti di massima emergenza, agendo più come un freno psicologico che come una barriera economica definitiva contro l'inflazione energetica.

 

navi in attesa di poter passare per lo stretto di hormuz

[…] Carlo Stagnaro, esperto dell'Istituto Bruno Leoni, solleva dubbi sulla natura della misura. «Credo che il meccanismo dell'accisa mobile sia poco più di un pannicello caldo. Poiché il tetto alla copertura è dato dall'extragettito Iva, le risorse disponibili sono di circa 2,2 centesimi per ogni 10 di aumento: un ammontare modesto. Finché Hormuz sarà chiuso, dovremmo consumare il meno possibile, non incentivare il consumo attraverso uno sconto fiscale», sottolinea.

 

[…]  Stagnaro rimarca la necessità di un cambio di paradigma: «In tempi di scarsità bisogna consumare meno. Nel 2022 abbiamo speso 90 miliardi di euro di aiuti, spesso a chi non ne aveva bisogno». […]  «invece di distribuire pochi centesimi a tutti bisognerebbe focalizzarsi su chi è più a rischio ». Perché in bilico non è solo la tenuta economica del Paese ma anche quella sociale.

MEME DI AZIONE SUL CARO BENZINA E GIORGIA MELONISTRETTO DI HORMUZ arianna meloni fa benzina foto di chi 2