il selfie di giorgia meloni con gioacchino amico, referente del clan senese

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, CHE C’È UN “AMICO” IN PIÙ – "REPORT" TROVA UNA FOTO DI GIORGIA MELONI CON GIOACCHINO AMICO, REFERENTE DEL CLAN SENESE IN LOMBARDIA: ERA IL 2019 E DURANTE UN COMIZIO DI FDI, AMICO, OGGI IMPUTATO NEL PROCESSO "HYDRA", AVVICINÒ LA SORA GIORGIA PER UN SELFIE – ALL’EPOCA GIÀ CONDANNATO, L'UOMO SOSTENEVA DI AVERE IMPORTANTI ENTRATURE DENTRO FRATELLI D’ITALIA E DI ESSERE “VICINO A CARLO FIDANZA” – IL MISTERO DELL’ACCREDITO SPECIALE CON CUI ENTRAVA A PIACIMENTO A MONTECITORIO: CHI GLIEL’AVEVA PROCURATO? E PERCHÉ L’UOMO CHE MEDIAVA TRA LA CAMORRA E LE ALTRE MAFIE, AVEVA ACCESSO INDISTURBATO ALLA CAMERA? - I LEGAMI DEL PARTITO DELLA PREMIER CON IL CLAN SENESE SONO INQUIETANTI: ANCHE MAURO CAROCCIA, PADRE DI MIRIAM (LA SOCIA DELL'EX SOTTOSEGRETARIO ANDREA DELMASTRO NEL RISTORANTE "BISTECCHERIA D'ITALIA") LAVORAVA PER LA FAMIGLIA DI CAMORRA. E IL PADRE DELLA DUCETTA, FRANCO MELONI, CON CUI GIORGIA E ARIANNA HANNO TAGLIATO I PONTI DA DECENNI (E MORTO NEL 2012), FU ACCUSATO DI ESSERE UN NARCOTRAFFICANTE E "UOMO DEL BOSS SENESE"

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

IL SELFIE DI GIORGIA MELONI CON GIOACCHINO AMICO, REFERENTE DEL CLAN SENESE

Giorgio Mottola* per “il Fatto quotidiano”

*inviato di Report

 

Il 2 febbraio 2019 all’Hotel Marriot di Milano era presente l’intero gotha di Fratelli d’Italia. L’occasione era la prima grande iniziativa politica del partito al Nord, in vista delle elezioni europee di quell’anno.

 

Per questa ragione, si erano mobilitati il futuro presidente del Senato Ignazio La Russa e una schiera di futuri ministri (ed ex): Raffaele Fitto, Daniela Santanchè, Adolfo Urso, Guido Crosetto. Il pezzo forte era riservato per il finale della manifestazione: l’intervento della leader Giorgia Meloni.

 

GIOACCHINO AMICO

Tra militanti e dirigenti in sala, ad accogliere la futura presidente del Consiglio c’era in prima fila anche Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia. Oggi è uno dei principali imputati nel processo Hydra di Milano e migliaia di pagine di intercettazioni lo indicano come uno degli ingranaggi cruciali del Consorzio mafioso lombardo.

 

Siciliano di nascita ma adottato dalla camorra romana dei Senese, Amico è l’uomo che ha fatto sedere allo stesso tavolo i referenti milanesi di Matteo Messina Denaro, i capi delle locali lombarde della ’ndrangheta e il clan di Michele ’O pazzo, il capomafia più potente della Capitale.

 

Quando Giorgia Meloni entra nella sala del Marriott, Amico è accanto al palchetto. “Salve presidente”. Meloni risponde con un frettoloso “ciao”. Alla fine della manifestazione, il referente in Lombardia del clan Senese avvicina Giorgia Meloni e le chiede di scattare un selfie.

 

MICHELE SENESE DETTO O PAZZ

La futura presidente del Consiglio si mette in posa sorridente accanto a lui. E Amico inizia subito a capitalizzare la foto inviandola ai suoi contatti. Uno dei destinatari è un ex parlamentare, che ci spiega: “All’epoca Amico diceva di avere importanti entrature dentro Fratelli d’Italia. Mi ha mandato quella foto per accreditarsi, per dimostrare quanto in alto arrivava”.

 

Il giorno in cui si scatta il selfie accanto a Meloni, Gioacchino Amico non era stato ancora indagato per mafia, ma aveva già ricevuto una condanna definitiva per ricettazione ed era stato arrestato per truffa e associazione a delinquere.

 

Interpellata sulla circostanza della foto, la premier a oggi non ha risposto.

 

A quella manifestazione di partito del 2019, il referente del clan Senese non era un imbucato. Alcuni dei dirigenti apicali di FdI sapevano bene chi fosse.

 

GIOACCHINO AMICO

Due settimane dopo il selfie scattato con Meloni, porta il deputato Carlo Fidanza (non indagato) al congresso di Grande Nord, il partito dei leghisti rimasti fedeli a Bossi.

 

“Gioacchino Amico ci aveva detto di essere referente territoriale di Fratelli d’Italia e di essere molto vicino a Fidanza”, racconta a Report Monica Rizzi, tra le fondatrici di Grande Nord. Dal palco congressuale, prima di iniziare a parlare, Fidanza saluta e ringrazia proprio Amico. E, nei mesi successivi, il membro del Consorzio mafioso lombardo si impegna attivamente nella campagna elettorale per le Europee dell’allora deputato di FdI.

 

Amico è riuscito a varcare i confini regionali e ad allargare la rete delle sue relazioni dentro Fratelli d’Italia fino a Roma, arrivando nel cuore del Parlamento. Lo stesso ex parlamentare a cui Amico si era premurato di inviare il selfie con Meloni, ci racconta che nella seconda metà del 2018, dopo averlo incontrato casualmente nella Capitale, Amico lo avrebbe condotto a un incontro riservato e informale negli uffici di FdI alla Camera con Giovanni Donzelli.

 

andrea delmastro mauro caroccia

Il quale però sostiene di non avere nessuna memoria di questo colloquio: “Non avrei avuto motivo per incontrarlo, considerato il mio ruolo nel partito in quel momento. Credo che l’incontro, per le modalità con cui me lo riferisce, non ci sia mai stato”.

 

Ma la circostanza più inquietante si sarebbe verificata prima della riunione. L’ex parlamentare ricorda che Amico entrò alla Camera senza farsi identificare, “come con un tesserino o un accredito speciale”. Un dettaglio che confermerebbe quanto già dichiarato da Amico, diventato nel frattempo collaboratore di giustizia.

 

gioacchino amico antonio messina antonino galioto

In un’intercettazione agli atti dell’indagine Hydra, parlando con Alice Murgia (assistente della parlamentare FdI Paola Frassinetti oggi sottosegretario) che gli chiedeva una sistemazione in Sicilia per le vacanze di un commesso della Camera, diceva: “Assolutamente, diglielo che anzi quando sono lì mi apre le porte di Montecitorio”. E Murgia: “Quelle te le apro io, stai sereno”.

 

Come risulta anche agli investigatori, Amico sostiene di aver avuto a disposizione un tesserino che gli consentiva di uscire ed entrare in Parlamento a proprio piacimento. Resta da capire chi gliel’avesse procurato.

 

 

“FRANCO MELONI, PADRE DELLA PREMIER, ERA UN UOMO DEL BOSS SENESE, RE DELLA DROGA A ROMA”. "REPORT" SGANCIA LA BOMBA IN UN SERVIZIO CHE ANDRA’ IN ONDA DOMENICA SUI TENTATIVI DELLE MAFIE DI ENTRARE IN CONTATTO CON FRATELLI D’ITALIA, SPECIE IN LOMBARDIA. IL RACCONTO DEL PENTITO PERRELLA E LA STORIA DA NARCOS DI FRANCO MELONI ARRESTATO NEL 1995 A MINORCA, PERCHÉ TROVATO IN POSSESSO DI 1.500 CHILI DI HASHISH SU UNA BARCA A VELA – GIORGIA MELONI HA RACCONTATO DI NON AVERE RAPPORTI CON LUI DAL 1988 E LO HA DEFINITO “UN ESTRANEO”: “FATICO A DIRE CHE ERA UNA BRAVA PERSONA…”

https://www.dagospia.com/politica/franco-meloni-padre-premier-era-uomo-boss-senese-re-droga-380886

 

DELMASTRO ALLA BRACE! - SECONDO LA PROCURA DI ROMA, MAURO E MIRIAM CAROCCIA HANNO REINVESTITO I SOLDI DEL CLAN SENESE ALL'INTERNO DELLA LORO SOCIETA' "LE 5 FORCHETTE", DI CUI ERA SOCIO L'EX SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA DELMASTRO - PER L'ACCUSA, NEL 2024, MAURO (PRESTANOME DEI SENESE) E MIRIAM CAROCCIA HANNO INVESTITO AL FINE DI "PERMETTERE AL CLAN DI ACCRESCERE E RAFFORZARE LA SUA POSIZIONE SUL TERRITORIO ATTRAVERSO IL CONTROLLO DI ATTIVITÀ ECONOMICHE" - MA COME È POSSIBILE CHE IL BISTECCHIERE DELMASTRO NON SAPESSE DELLE ATTIVITÀ E DEI RAPPORTI DEI SUOI SOCI?

https://www.dagospia.com/politica/delmastro-brace-procura-roma-mauro-miriam-caroccia-reinvestito-469263

franco meloni

il boss michele senese, detto o pazzomichele senese