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CON DUE ALLEATI ALLO SFASCIO E VANNACCI IN CRESCITA, A MELONI FORSE NON DISPIACEREBBE IL VOTO ANTICIPATO - I GRUPPI PARLAMENTARI DI LEGA E FORZA ITALIA SONO IN LIQUEFAZIONE E POTREBBERO NON GARANTIRE I VOTI SUL MELONELLUM MA POCO MALE PER LA DUCETTA - UN RITORNO ALLE URNE, CAUSATO DA UN SILURAMENTO DELLA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE FRENARE L’ASCESA DI FUTURO NAZIONALE. IN PIU’ MELONI PARTIREBBE IN VANTAGGIO SUL CAMPO LARGO CHE NON HA ANCORA UN LEADER NE' UN PROGRAMMA...

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riforma della legge elettorale

1. L. ELETTORALE: CINQUE LE PREGIUDIZIALI, UN SOLO VOTO SEGRETO 

(ANSA) - Sono cinque le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni alla legge elettorale. La discussione inizierà nell'Aula della Camera alle 12 e il voto sarà unico e segreto ed è atteso intorno alle 13.15 - 13.30. 

 

 

2. MELONELLUM, SI PARTE ALLA CAMERA PRIMO ESAME PER IL CENTRODESTRA 

Estratto dall’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica” 

 

I vertici di FdI giurano di non aver nemmeno mandato messaggi ai deputati per raccomandarsi che siano tutti presenti. Basta l'avviso ai naviganti ripetuto da settimane in dichiarazioni pubbliche e conversazioni private: «I nostri sanno bene che se non passa la legge elettorale si va a casa», garantisce il capogruppo meloniano Galeazzo Bignami. 

 

EMENDAMENTO DI FDI SULLE PREFERENZE BOCCIATO ALLA CAMERA

[...] Si parte dalle pregiudiziali di costituzionalità, le votazioni preliminari necessarie a stabilire se esistono ragioni per non procedere all'esame di un provvedimento. Se ne viene approvata anche solo una, l'iter non può proseguire.  [...]

 

I deputati sono stati precettati formalmente e informalmente da giorni. Nella chat dei leghisti, la sollecitazione a non mancare è stata comunicata dai delegati d'aula Massimiliano Panizzut e Simona Bordonali. 

 

Niente "giustifiche", nessuna diserzione sarà tollerata, è stato chiarito. Anche per FI, come ogni settimana, il messaggio è stato mandato da Alessandro Battilocchio: «Garantire presenza», è scritto in grassetto e maiuscolo. A ministri e sottosegretari invece l'alert è arrivato dal responsabile per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani:

 

matteo salvini antonio tajani - foto lapresse

«Presenza obbligatoria». Non ci sarà missione che tenga.  Certo portare i deputati in aula è solo la preoccupazione minore (scontato invece che ieri l'aula fosse semi-vuota per la discussione generale). Sarà il buio del voto segreto a far trattenere il fiato almeno per qualche secondo. 

 

Impossibile cancellare del tutto il timore che si ripeta l'incubo di luglio, quando l'emendamento sulle preferenze non passò per un soffio. I meloniani saranno obbligati a votare con un solo dito, senza nascondere tutta la mano nella pulsantiera. 

 

Una forma di auto-denuncia che però non sarà adottata né dai leghisti né dagli azzurri. «Confidiamo nella responsabilità dei nostri parlamentari», ragiona Stefano Benigni, vicesegretario di FI, tra gli ingegneri della legge elettorale. «A luglio il clima era diverso, questa volta non percepisco il rischio», commenta il leghista Igor Iezzi.

 

RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE

Non si può escludere che i deputati vengano anche questa volta controllati da "vedette" dei partiti mandate in tribuna: la Camera ha interdetto ai collaboratori solo la tribuna centrale riservata ai cronisti. [...]

 

Via della Scrofa si è premurata di fare arrivare rassicurazioni simili ai timorosi. Tre mesi fa furono decisive le "franche tiratrici" e l'incognita rimane: la maggioranza non ha comunque reso obbligatoria l'alternanza di genere tra i capilista. 

 

[...] Martedì l'aula sarà chiamata a dare la fiducia al governo per tre volte (con voto palese), una per articolo modificato alla Camera (un quarto sarà votato senza).  Poi l'appuntamento decisivo: giovedì prossimo per il via libera finale. Sotto la scure del voto segreto.

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